Il trappolone della colazione a buffet: Il buonappetito

Sono appena rientrato nella camera del mio albergo “budget” di Francoforte dopo aver accettato il deal “colazione a buffet €7,30

Dai, sette euro e trenta si può fare, siamo comunque in Germania, un caffè dappertutto costa due euro e settanta, mettici una pasta, un bicchier d’acqua e più o meno… Dunque quando la ragazza –naturalmente italiana– mi ha proposto l’affare ho detto: ma sì, famolo.

Un istante dopo mi sono pentito. Perché conosco i buffet. Perché conosco me stesso.

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Quello dei buffet in generale, degli as much sa you want, è uno dei processi più perniciosi che esistano e la mia colazione di questa mattina non fa eccezione.

È un meccanismo che arma i contendenti di cattive intenzioni uno contro l’altro. In sintesi:

– Il cliente pensa “sono del tutto intenzionato a mangiare più roba possibile, in modo da superare i 7,30 euro del forfait”;

– L’albergatore che sa che il cliente pensa così, astuto dice “so che mangerai come un porco, dunque abbasserò talmente il food cost che per quanto ti strafoghi non riuscirai mai a superare 7,30 euro, prima morrai.”

Ecco: stamattina è andata come previsto.

Mi sono abbuffato all’inverosimile di junk food. E alla fine hanno vinto loro: quando ho posato la forchetta per KO tecnico penso di non aver mangiato cibo per un valore superiore ai due euro. Uova, formaggio, salumi, salsicce, frutta, verdura, musli, latte, yogurt, pane, brioche: erano tutte merci così scadenti che non le avrei mai liberamente comprate in un supermercato.

L’unica soluzione è andare da un ipnotista che mi faccia temere la parola buffet. Così, quando sentirò “buffet” comincerò a sudare, stare male e ad avere nausea.

Solo in questo modo riuscirò a resistere alla parte peggiore di me.

Luca Iaccarino

11 ottobre 2018

commenti (15)

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  1. Emanuela ha detto:

    A volte è vero, a volte no.
    Sono stata a Catania in un boutique hotel tutto arredato da artisti siciliani che serviva a colazione un piccolo buffet di prodotti freschissimi e locali.
    Stessa cosa in un bellissimo hotel a Lecce. Se ti trovi in Sud Italia per esempio, dove il buon cibo ha comunque un costo minore, e se resti in una fascia di hotel buona (ma non di lusso, parliamo di 55 euro a notte a persona) allora al buffet mangi da papa.
    Ovviamente non vale per tutto. Sono stata a Siviglia in un bell’hotel e ho trovato roba da discount

    1. Gianfranco ha detto:

      Fuori gli indirizzi del sud italia.
      Grazione

    2. Lallo Lallero ha detto:

      Qual’era l’Hotel di Lecce?

      Grazie. 🙂

    3. Emanuela ha detto:

      Gianfranco e Lallo, a Lecce ero a Torre del Parco, mentre a Catania ero all’Asmundo di Gisira

    4. Lallo Lallero ha detto:

      Grazie per le risposte 🙂

  2. Mario ha detto:

    Consolati, è una battaglia persa in partenza, la colazione abbuffet l’avrà sempre vinta….

  3. Mario Albano ha detto:

    dopo due decenni buoni di frequentazione di hotel sto imparando a controllarmi anche se l’effetto induttivo, soprattutto per quanto riguarda il “salato” (forse perchè non usuale nelle colazioni domestiche) su di me è ancora fortissimo. Vorrei però segnalare due colazioni a buffet, una buona ed una paradisiaca. Quella buona è quella che si rinviene negli hotel NH Collection: semplice, fresca, varia e con refill vari di cucina “cucinata” durante il servizio. Quella paradisiaca è quella del Capo La Gala, meraviglioso 5 stelle a Vico Equense: dolce e salato sulla base delle eccellenze del territorio. Tra un babà ed un fior di latte dei Monti Lattari potrei morire felice…

    1. pbs ha detto:

      Anch’io a colazione mi abbuffo di buffet salato, se sono in albergo… 🙂

  4. Manuel ha detto:

    Non se con nonchalance Italiana ti imbottisci borse, zaini e d ogni possibile tasca con quanto il buffet ha da offrire.

    1. Orval87 ha detto:

      Come se i tedeschi o gli olandesi in vacanza non facessero lo stesso, pure di più.

  5. Anna ha detto:

    Stesso problema dell’anno scorso sempre a Francoforte. Ma non avevi detto che saresti andato in panetteria piuttosto che al buffet?

  6. Orval87 ha detto:

    La soluzione è semplice, basta non sceglierla e informarsi su quale sia il miglior bar nei dintorni.

  7. Lucrezia ha detto:

    Ventotene, Pisticci e isola del Giglio: mio malgrado colazioni a gogo’ con fichi neri, burrate, croissant supersfogliati, caciocavallo, pane vero.. posti indimenticabili con il plus della vista mare. A Minorca, salsicce intrise d’olio, bacon straunto e tristi uova strapazzate.

  8. Clo ha detto:

    a volte anche gli hotel più costosi hanno colazioni a mio parere orrende, con succhi (non spremute) di arancia, brioches surgelate, pane anche, marmellate che boh, frutta sciroppata (!!!), latte conservato, caffè da macchinetta (no espresso=), uova strapazzate secche.
    In questo caso, guardo il buffet e esco a fare colazione fuori. Fossi anche a francoforte, preferisco spendere qualcosa in più e mangiare qualcosa in meno (la denutrizione non è un problema dei giorni nostri).

    Però in alcuni posti la colazione a buffet è davvero curata. Quest’estate in Grecia, piccolo hotel, dolci freschi ogni mattina, frutta di tutti i tipi, yogurt greco spettacolare, spremute fresche, uova ottime.

    Dipende.

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