di Lorenza Fumelli 23 Novembre 2011

Come molti coetanei, odio fare le pulizie di casa e non per caso. La mia generazione, quella cresciuta a pane e Disney, ha subito uno degli inganni più atroci che si possano ricordare, mi riferisco a lei, alla maestrina per eccellenza, la Tata che ogni bambino sognava di avere a fianco, l’unica donna in grado di rimorchiare indossando orribili, minuscoli cappelli: Mary Poppins.

In che modo?

Ebbene, la Megera ci ha fatto credere che la nostra vita sarebbe stata un potpourri di passeggiate danzanti su cavalli da giostra, coretti improvvisati con pinguini parlanti e, soprattuto, che per fare le pulizie di casa sarebbe bastato uno schiocco delle dita e una canzoncina idiota. ♫ Basta un poco di zucchero e la pillola va giù ♫, non so se avete presente. Con il tempo, ho dovuto realizzare che non funziona così e che fare le pulizie è una delle attività quotidiane più noiose e faticose che esistano. Altro che schiocchi, canzoncine e  pinguini.

Tra tutti gli ambienti da rassettare, la cucina è senza dubbio il più detestabile. Ma a nessuno, specie da queste parti, sfugge l’importanza della pulizia lì dove si maneggiano alimenti (ricordate questo post?), eccomi quindi a chiedere il vostro aiuto, implorando. Quello che segue è nel dettaglio l’elenco delle operazioni che metto in atto nella pulizia della cucina. Vi chiedo solo di colmare le mie lacune, suggerire soluzioni, correggere il metodo. Procediamo.

  • Mi cambio, indosso una tuta comoda, un paio di scarpe da ginnastica e lego i capelli.
  • Accendo il computer e lancio iTunes su una selezione rock anni ’90, dal ritmo sostenuto. Alzo quindi a tutto volume ignorando le lamentele della vicina che bussa e strilla e suona il campanello per l’eccesso di rumore. Ma che devo soffrire solo io?
  • Guardo attentamente la situazione e faccio mente locale: il lavello è pieno di piatti sporchi, il bancone di legno è decorato con un’ampia gamma di macchie e i ripiani in acciaio sono assetati di alcol, o qualsivoglia prodotto sgrassante. Dei fuochi, non ne parliamo.
  • Apro l’acqua calda e comincio con i piatti. Uso un detersivo costoso per faticare meno e non faccio mai la guazzetta con l’acqua insaponata, onestamente mi fa un po’ senso. Voi la preferite? La spugnetta è quella classica doppio strato, metà gialla come l’invidia per chi ha la colf, e metà verde speranza che ‘sti piatti, a un certo punto, finiscano. Tengo sempre a portata una spazzola e la retina metallica.
  • Una volta terminato con i piatti, attacco i fornelli. Ci passo la spugna dalla parte ruvida e insisto fino a quando non ritrovo il colore originale, alcune decine di minuto dopo. Poi procedo con un prodotto sgrassante. A proposito, consigli? Voi quale usate?
  • Se sono proprio in vena, una o due volte a lustro, smonto i fuochi e metto a bagno le diverse parti, ma non salto mai il passaggio fondamentale: la sigaretta.
  • Strofino con grinta le componenti metalliche dei fuochi ma non c’è prodotto alcuno che possa ricondurle al colore originale (consigli?), quindi mollo e mi concentro sul ripiano d’acciaio. Qui sono preparatissima: l’unico modo per togliere l’alone di grasso è il buon vecchio sapone di Marsiglia. Lo strofino da asciutto, sciacquo e asciugo. Smentitemi.
  • E arriva il momento più odiato: i pavimenti. Passo la scopa dimenticando regolarmente che se lo fai DOPO aver lavato ripiani e fornelli, l’acqua caduta in terra creerà un’abominevole fanga a contatto con polvere e acqua insaponata. Guardo a terra inorridita, mi accendo un’altra sigaretta e penso ad alta voce: “fanc**o Mary Poppins”.
  • Terminata la guerra con le molliche, bisogna lavare. A riguardo, gli abitanti del mondo si dividono in due diversi partiti: progressisti (mocio) e conservatori (straccio). Io che sono sempre stata a sostegno delle idee progressiste, in questo caso tifo straccio, e c’è una ragione. Con l’attrezzo capellone più volte mi è capitato di far forza nel punto sbagliato del secchio bucato, provocando il rovesciamento dello stesso con conseguente inondazione di acqua lercia. Mai più.
  • Quindi straccio, guanti, acqua calda, prodotto per pavimenti e olio di gomito. Il traguardo lo raggiunto esausta, sudaticcia, rossa di guance e con i capelli in posa per un quadro di P.Picasso.

Non sarò la migliore delle donne di casa, lo confesso, ma vi prego non siate troppo severi, sto cercando di migliorare. Proprio per questo chiedo: quali sono i vostri segreti? Tecniche? Metodi? Condividete, è questione di sopravvivenza.

[Crediti | Link: Dissapore, immagine: Stockphoto]