di Susanna Danieli 1 Febbraio 2020
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«Li vuoi quei kiwi?» Provate a dirlo. E, dopo esservi sciolti la lingua per bene, provate a pensarci. Ma quali kiwi? Perché, anche se ci sembra strano, le varietà di kiwi non si riducono certo a quelle pepite pelose, verdi e asprigne che trovate dal fruttivendolo. Al contrario, esistono diversi tipi di kiwi nel mondo, e noi dovremmo saperlo meglio di altri visto che l’Italia è il secondo produttore mondiale dopo la Cina.

Basti pensare che il genere Actinidia, di cui il kiwi fa parte, comprende oltre 60 specie. Che si differenziano tra di loro in base alla provenienza geografica, al colore, alla grandezza e al grado di maturazione. Siete pronti a scoprire quanti tipi di kiwi esistono? Come dite, quali kiwi? Quei kiwi.

Il kiwi: nomi, cose e città

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Il kiwi, lo sappiamo, è verde, si mangia con tutte le posate (avete mai provato il trucco del cucchiaio?) e fa bella mostra di sé sui menu detox e salutisti. Gli hanno pure dedicato una dieta. Più green di così non si può.

Ma da dove arriva questo frutto?Il nome ci riporta alla Nuova Zelanda e al suo animale-totem, un uccello molto buffo, marrone e peloso che ricorda, appunto, la bacca tondeggiante. Questa genialata da export tuttavia non deve trarre in inganno: la vera origine è la Cina, in cui la presenza del kiwi è attestata dal Dodicesimo secolo. Dai primi del Novecento ha iniziato ad essere coltivato anche altrove, e negli anni Sessanta è arrivato in Italia. Nel bergamasco e nel mantovano ha trovato il suo terreno di elezione e oggi il kiwi è più italiano che mai.

Per chi non lo sapesse, il kiwi cresce su piante rampicanti e viene raccolto tra settembre e ottobre. Il periodo migliore per acquistarlo va da novembre ad aprile: e meno male, perché con il pieno di vitamina C aiuta il sistema immunitario contro raffreddori invernali e allergie primaverili. Ha proprietà digestive ed è ricco di potassio, ideale per la dieta degli sportivi.

Kiwi verde

La varietà di kiwi verde si chiama Hayward. Fu selezionata in Nuova Zelanda nel 1920 ed è la più diffusa nel mondo. Presenta la classica forma a uovo, buccia pelosa e polpa verde brillante. Molto zuccherino e molto carico di semini – sì, proprio quelli che hanno una predilezione per le cavità fra i vostri denti.

Kiwi gold

Nel kiwi gold il semaforo fruttifero diventa giallo, le dimensioni si allungano e i sapori si fanno più aspri. In compenso aumentano i benefici: questa varietà ha un maggiore contenuto in polifenoli, acido folico e carotenoidi, la task-force del sistema immunitario.

Kiwi bicolore

Giallo e rosso: i kiwi delle varietà Hongyang e Dong Hong sono bicolori. La polpa e gialla, mentre i semi sono abbracciati da sottili venature ramate. Il sapore è molto dolce, più simile a quello dei frutti tropicali.

Kiwi rosso

Una novità nel settore ortofrutticolo, il kiwi rosso arriva direttamente dalla Cina. Polpa vermiglio (in cui comunque compare un po’ di verde) e buccia mattone, c’è chi giura che sappia di ciliegia. Non si saranno mica sbagliati? Quel che è certo è il contenuto in vitamina C, quasi il doppio rispetto all’Hayward.

Kiwi precoce

Dilemma: come conciliare la voglia di kiwi e la stagionalità? Grazie alla scienza oggi sono disponibili i kiwi precoci, varietà che maturano con un mese in anticipo conservando tutto il sapore tipico del frutto. Potete anche scegliere tra giallo e verde, cosa volete di più?

Kiwi-mini

La specie Actinidia Arguta sforna degli adorabili, piccoli frutti. I kiwi-mini o baby kiwi in Italia sono conosciuti come Nergi: proprio come i bebè non hanno pelo, per questo si possono tranquillamente mangiare con la buccia. L’apporto di fibre aumenta considerevolmente, così come il contenuto in magnesio, fosforo e calcio.

Kiwi internazionali

A ognuno il suo. Le varietà di kiwi internazionali sono davvero tante, del resto la pianta si è adattata quasi ovunque. Qualche nome per mostrare quanto siete gastrofighetti? Koryoki in Giappone, Dexter in Australia, Vincent in California. Al prossimo convegno di kiwi stupirete tutti.