Il Buonappetito: la Sicilia (orientale) è il posto più bello e buono del mondo

Credo fermamente che la Sicilia sia il posto più bello del mondo. Non lo dico per scherzo: lo credo sul serio.

Non c’è luogo che metta assieme paesaggio, cultura, patrimonio, ospitalità, mare e cucina in modo così unico. Poi, certo, ha i suoi problemi, per carità, ma questo non toglie che sia il posto più bello del mondo (anche Marilyn aveva le sue menate, ciò non riduceva certo il suo fascino).

Se ne stanno finalmente rendendo conto in tanti e l’isola è sempre più meta di turisti e viaggiatori. Palermo, per dire, è rinata (ancora una volta).

Ma per i golosi, in questa primavera 2018 è l’est coast la vera protagonista. Giusto per darvi un assaggio delle tante cose che stanno succedendo.

Come ha raccontato Dissapore, in questi giorni a Catania c’è lo Street Food Fest.

[Cosa rende speciale la Street Food Fest di Catania]

Personalmente tanto amo il cibo di strada, tanto sono sospettoso nei confronti delle manifestazioni a lui dedicate: ma come lo fu quello di Palermo, sono convinto che l’appuntamento di Catania sarà una figata, perché qua il cibo di strada è nel DNA.

Ci andrò, già mi frego le mani.

Subito dopo, il 20, 21 e 22 maggio tra Zafferana Etnea, Giardini Naxos e Taormina c’è la settimana edizione di Cibo Nostrum “La grande festa della cucina italiana” organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi. L’apice sarà lunedì con il Taormina Cooking Fest con mille tra cuochi e pasticceri impegnati a spignattare e infornare in uno dei comuni più belli del mondo. Tantarobba.

Più a sud, a Ragusa, Ciccio Sultano ha appena rinnovato il suo ristorante Duomo come ha raccontato sempre Dissapore.

[Il Duomo di Ciccio Sultano, appena rinnovato, piatto per piatto]

Uno dei grandi –forse il più grande?– cuochi siciliani che non la smette di scommettere e di innovare. Sempre a pochi chilometri l’immenso Corrado Assenza –suo il Caffè Sicilia a Noto– è appena stato protagonista di una puntata di Chef’s Table, onore riservato a pochissimi uomini sul pianeta (pensate: il grande food writer Jeffrey Steingarten già scrisse della famiglia Assenza su Vogue più di vent’anni fa).

Sono solo esempi di territori, di ristoranti, di pasticceri che stanno rendendo grande la Sicilia orientale. Ci saranno certo tante altre iniziative e di certo Dissapore ne darà conto.

Ma se c’è un posto in cui ho tanta voglia di andare, è nell’isola più bella del mondo. Ancor più per i golosi: tenete in considerazione che Siracusa è ritenuta la città in cui per prima, in occidente, venne fondata una scuola di cucina ai tempi dei greci.

Meraviglia.

PS: oh, senza poi togliere nulla alla Sicilia occidentale. Palermo è la mia città preferita, il CousCousFest di San Vito è simpatico e a luglio a Terrasini c’è TEN – Terrasini Event Night organizzata dallo chef Giuseppe Costa. Costa ha messo su una mega serata con dieci cuochi bravissimi, da nord a sud, da Baronetto a Cuttaia, da Sgarra al pasticcere Santi Palazzolo.

Anche il West ha le sue delizie.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

18 Maggio 2018

commenti (3)

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  1. Avatar Mcop ha detto:

    Non si può che concordare. Peccato che viaggiare verso la Sicilia, grazie a politiche dei trasporti che non esito a definire folli, siano così penalizzanti. Andare in aereo a Catania o Palermo è quasi più costoso che andare a New York…

  2. Avatar gigio ha detto:

    Sicilia bellissima, unica regione italiana a mio avviso che può competere a livello culinario con la più grandi regioni spagnole e francesi. Detto questo, appena un po’ fuori dai circuiti turistici il livello di abbandono è davvero allarmante: penso ad Acqualadroni, una spiaggia da cui si vedono Calabria e Eolie, senza bar e mezzi di trasporto pubblici e inondata dalla spazzatura ad ogni angolo, con un livello culturale medio che fa pensare all’Europa premoderna più che al mondo globalizzato. In questo anche Andalusia ed Estremadura surclassano la Sicilia