Il Buonappetito: Iasciamo fare il pane ai panettieri

Lasciamo fare il pane ai panettieri. La moda di fare il pane in casa sembra essere passata, e le panetterie hanno ora un’offerta più ricca

Qualche anno fa a un certo punto è partita la moda di fare tutto in casa: di piantare i pomodori sul balcone, di lasciare fermentare robe marroni in serre domestiche, di produrre, soprattutto, il pane.

Ricordate? Ci fu un boom di panificazione domestica.

A Natale tutti si regalavano macchine per fare le pagnotte che ora, in prevalenza, riposano in un mobile assieme alla macchina per i pop corn e al pentolino per la bourguignonne.

[Come si riconosce il pane fatto bene prima di comprarlo]

Il fai da te alimentare —che ancora ha successo se qui su Dissapore parliamo di macchine per spremersi l’olio in casa— ha un doppio aspetto a seconda di chi lo pratica: in alcuni esprime una sana voglia di fare, un po’ come il bricolage; in altri è sintomo di una diffidenza verso la società piuttosto preoccupante.

Ciò detto, mi sembra che la produzione di pane domestico sia in diminuzione.

E credo sia dovuto al fatto che le panetterie hanno raccolto le istanze di chi ama il lievito madre, le farine non raffinate eccetera e ora hanno un’offerta molto più ricca e articolata.

Io ne sono felice.

[Pane fatto in casa con il metodo Renato Bosco, alla portata di chiunque]

Sarò all’antica, ma ancora credo nella competenza: nessuno fa il pane meglio di un panettiere, nessuno fa il vino meglio di un viticoltore, nessuno fa l’olio meglio di un frantoio.

La cosa che personalmente faccio meglio è mangiare. Mi sono specializzato in questo.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

25 Maggio 2018

commenti (13)

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  1. Avatar gumbo chicken ha detto:

    Il motivo principale del boom è che la maggior parte del pane – almeno a Torino – è semplicemente terribile.
    Indipendentemente dal fatto che utilizzino lievito o pasta madre che in molti casi fa solo aumentare il prezzo a cifre senza senso, senza migliorare gusto e consistenza.
    Il secondo motivo è che il rarissimo pane buono costa comunque mediamente fra i 4 e i 6 euro/kg – che non è poco.
    Il motivo principale per cui la panificazione casalinga decade è la pigrizia, oppure la mancanza di tempo. Tra l’altro ‘sta pasta madre è come avere in casa un animaletto, devi starle dietro. Io mi sono stufata, ma ero affezionata e invece di buttarla l’ho relegata nel freezer. 😀

  2. Avatar Hamburgese ha detto:

    La gente si è stufata di farlo e compra il pane al LIDL.
    Il gusto è ottimo, anche se magari è fatto con i famosi preparati romeni congelati che durano fino a due anni (ricordate una vecchia puntata di Report?).
    Quindi, ricapitolando, la gente non va più dal panettiere, non fa più il pane in casa, ma lo compra al supermercato.
    Non potrebbe essere altrimenti, visto che le panetterie sono quasi delle gioiellerie, almeno in proporzione alla crisi economica che sembra non avere fine!

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      E’ “ottimo” se non si è mai mangiato un vero pane di qualità.
      Senza considerare che il pane dei supermercati il giorno dopo è osceno. Un bel panone da 1 kg o poco meno fatto come si deve, con pasta madre e dovuti tempi di lievitazione, dura tranquillamente anche 6/7 giorni in certi casi, cambiando pochissimo dal primo giorno.

    2. Avatar ROSGALUS ha detto:

      Purtroppo in molti alimenti è la qualità l’elemento che manca e che troppo spesso il consumatore – abbagliato dal prezzo o dal gusto – dimentica.
      E questo vale anche per il pane: un bene primario strapazzato dalla GDO e da tanti panifici industriali che sfornano porcherie di ogni sorta.
      Genuità, qualità e salubrità: ripartiamo da questi punti fermi se vogliamo del pane degno di questo nome !

  3. Avatar Andrea ha detto:

    “Ciò detto, mi sembra che la produzione di pane domestico sia in diminuzione.” cit.
    Sulla base di COSA? c’è un dato a supportare l’intuito di Iaccarino?
    Chi si fa la pasta, chi si fa la birra, chi si fa il pane… chi scrive…

  4. Avatar Mcop ha detto:

    Farsi il pane da solo, possibilmente con la pasta madre auto prodotta, dà una soddisfazione senza pari, con buona pace dei professionisti del settore.

  5. Avatar angela ha detto:

    Ciò detto i panettieri non sanno affatto fare bene il pane
    Fare bene il pane è un’arte e non basta usare ottime materie prime e farlo pagare come i gioielli di Cartier
    Sono anni che faccio il pane in casa con il mio amatissimo
    lievito madre ormai undicenne e non tornerò sicuramente indietro.
    Quello dei super,iper e discount non lo considero neanche,anche perchè dopo aver lavorato a lungo in una panetteria dove si faceva dell’ottimo pane non mi accontento più di ciò che propinano questi”artisti”della panificazione

  6. Avatar Fabio ha detto:

    Faccio il pane in casa ogni domenica e tra i commensali, che non sono grandi mangiatori di pane, va a ruba. Anzi devo dire che ne vanno matti. Concordo sulle competenze di chi un mestiere lo fa da anni ma le maestranze si contano davvero sulle punte delle dita. Il problema è che, il più delle volte, si predilige il mero profitto alla bontà del prodotto.
    Quanti esercizi fanno il pane con il lievito madre? Quanti selezionano le farine giuste, quanti fanno una lievitazione di 24 ore o più? Vogliamo parlare poi della qualità del pane che la stragrande maggioranza di ristoranti, locande, ecc, ci propina. Ovviamente non metto in dubbio la professionalità, la competenza di certi ‘artigiani’ ma per colpa della ‘maggioranza’ preferisco, quando voglio coccolarmi, farmi il pane in casa. Senza contare la soddisfazione che poi ne deriva non ha eguali!!!

  7. Avatar Pierluigi ha detto:

    Cit: nessuno fa il pane meglio di un panettiere, nessuno fa il vino meglio di un viticoltore, nessuno fa l’olio meglio di un frantoio.

    Non sono d’accordo. Bisognerebbe dire:
    “nessuno dovrebbe saper fare ecc. ecc. ecc.”.
    La maggior parte delle persone, in qualunque campo lavorino, sono assolutamente incompetenti nel loro mestiere.
    Io non ho un ristorante, ma cucino meglio della maggior parte dei locali in cui vado. Certo, non cucino meglio dei locali stellati o di quelli di alta gastronomia, ma non e’ quella la media del ristoratore.
    Per non parlare delle materie prime di m…. che tanti prefessionisti (de che???) dell’alimentazione usano, fornai in primis.
    Poi certo, ci sono forni con i controcapperi, e fornai strepitosi, ma non sono certo la norma, ne’ la media.

    1. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Direi, perfetta sintesi della situazione reale!

  8. Avatar Ganascia ha detto:

    Si vede che state in postacci. Qui in Toscana il livello del pane è generalmente buono, e non penserei di farmi il pane in casa nemmeno per sbaglio.

    1. Avatar Andrea ha detto:

      Pane senza sale… come se mangiaste prosciutto e basta.

    2. Avatar Mirko ha detto:

      Ho studiato in Toscana(Siena)per diversi anni e venendo dalla Puglia ho sempre trovato osceno il pane in vendita nei panifici.La cosa che mi stupiva maggiormente era che loro continuassero a sostenere che il pane era ottimo…