di Carlotta Girola 2 Dicembre 2015
Lisa Casali

Si era conquistata un posto al sole diffondendo il verbo della cottura in lavastoviglie. Oggi, a distanza di qualche anno, e dopo essere diventata l’ennesima starlette gastro-tv-youtube, le si potrebbe affibbiare il soprannome di Lady Umido.

Se al mondo esistessero più Lisa Casali, i signori della raccolta differenziata avrebbero vita più facile e non si sporcherebbero le mani con quei pestilenziali secchielli di organico più vivi del Casu Marzu.

Lisa Casali ha costruito il suo piccolo impero sul non-spreco e, bisogna dargliene atto, lo ha fatto in tempi non sospetti, ossia quando ancora Massimo Bottura non incantava le folle preparando gelato con le banane in necrosi.

Insomma, ben prima che la questione ambientale e l’impatto zero ci sfuggissero di mano creando mostri di virtuosismo come Paola Maugeri (gente che lancia linee di tramezzini “che amano il pianeta”, per capirci), la nostra eroina Lady Umido già ordiva piani diabolici contro la società degli spreconi.

Ora ci risiamo: nulla di inedito sul fronte, solo il suo nuovo libro Tutto fa brodo, dagli scarti alle scorte la mia rivoluzione in cucina (Mondadori, 224 pag. 18 €).

Non aspettatevi un rimpasto di ricette con gli avanzi del frigorifero, tanto ormai lo fanno tutti e poi ci viene a noia: qui di ricette ce ne sono poche, pochissime, ma abbiamo fatto un salto di qualità e c’è chi parla addirittura di un “saggio”. Consigli sulla spesa intelligente e parca, indicazioni sulle scadenze dei cibi in stile relativista, riscoperta delle lumache come cibo a basso impatto (e pure buone): Lisuccia, mi conquisti.

Ha ragione su tutto, vuoi vedere che il mio scetticismo stavolta ha esagerato?

Poi però arriva anche il capitolo degli scarti, e del “tutto fa brodo” in senso più che lato. Troppo lato.

Chi va in televisione, oggi, si prende anche la briga di darci consigli di vita quotidiana, ergendosi a giudice supremo del nostro stile mai abbastanza sostenibile. E la Casali non fa eccezione: siccome vorrebbe un mondo fatto di gente che consumi etico, allora trova il modo di infilare nel brodo ogni sorta di scarto commestibile, spacciandolo quasi per gourmand.

Sì, anche la faccenda del brodo ci è sfuggita di mano e, vi avviso, potreste ritrovarvi felici e contenti di aver messo a bollire, chessò, il guanto di plastica del supermercato al grido “io non butto via niente!”

Dalla mia, dopo aver ripetutamente visionato un video della nostra eroina dell’umido su Youtube, sono due anni che mi chiedo se davvero qualcuno abbia il coraggio di utilizzare i piccioli delle melanzane per cavarci qualcosa di commestibile.

Avete presente, vero, quegli odiosi piccioli che pungono e che, fino all’altro giorno, finivano i loro giorni a decomporsi allegramente nell’organico? Ecco, pare che abbiamo sbagliato tutto: i piccioli appuntiti delle melanzane salveranno il mondo.

Potrebbe anche succedere davvero, ma in quel caso troverei etico che il guru dell’anti-spreco di turno non spacciasse il brodo di piccioli di melanzane come buonissimo-fantastico-insuperabile, a tratti meglio di uno con l’osso di prosciutto.

Lo so, lo so: le rivoluzioni partono dal basso, dalle cose piccole.

Lisa Casali, tutto fa brodo

 

Ci hanno tolto gli spray e hanno evitato che l’ozono diventasse un colabrodo: avevano ragione. Ci hanno detto di sfruttare la lavastoviglie per cuocerci dei piatti e noi abbiamo mestamente rimproverato a noi stessi di non averci pensato prima. Ora ci raccomandano di non sottovalutare il potere dei piccioli di melanzane.

Il mondo è un posto bello, da salvaguardare, da amare, da difendere, ma esiste un limite.

I piccioli no, dai. Piuttosto mi compro un maialino da appartamento e lo nutro a piccioli di melanzane. Secondo me, alla fine, viene un prosciuttino notevole.

[Crediti | Link: Dissapore, AdnKronos, YouTube, immagine: Ecocucina]