Ma quale Simone Rugiati, il futuro della cucina è YouTube

Ieri il Corriere ha scritto che accendendo la tv si rischia l’indigestione. Non importa l’ora o il giorno e neanche il canale, l’estate dei fornelli è un trionfo di cuochi che spignattano, fornelli fumanti e chef irascibili. Quel che il Corriere non scrive, o forse non sa, è che nel frattempo YouTube è diventato il deposito naturale degli show di cucina più originali e divertenti, capaci di opporre ai grandi ascolti della Tv milioni di clic.

Il punto è che il successo della cucina in Tv inorgoglisce da un lato ma deprime dall’altro. Spesso gli ascolti lusinghieri coincidono con banalità (Parodi, Clerici) ricicciamenti (il prossimo Masterchef Italia con Carlo Cracco e Bruno Barbieri, riedizione di un format americano) repliche (Oliver, Bourdain) indegnità da guardare tirando le scarpe contro il monitor (Mattia Poggi).

Invece YouTube.

Prendi il Vegan Black Metal Chef con il corredo di coltelli, trucco, musica metal e simboli satanici.
I lettori regolari se lo ricordano, poche settimane fa il primo episodio della sua serie-web ha fatto boom anche su Dissapore — ricordate il sinistrissimo Pad Thai? Ora il Washington Post (IL WASHINGTON POST!), dopo averlo definito “il futuro della cucina”, puntualizza: è stato visto più di un milione di volte, e il suo autore, Brian Manowitz, 30 anni, di Tampa in Flolrida, potrebbe approdare al Food Network, il primo canale Tv del pianeta dedicato alla cucina per numero di ascoltatori.

Ma il Vegan Black Metal Chef non è che l’ultimo esempio di ciò che accade online.

Regular Ordinary Swedish Meal Time.
Dimenticarsi questo show rubricabile come una versione culinaria e vichinga di Fight Club, sarebbe un’ignobile amnesia. Guardate da voi e sappiatemi dire.

Epic Meal Time.
Ogni giovedì, un nuovo video viene visto almeno 4 milioni di volte. La serie racconta le gesta epiche ma soprattuto animalesche di certi ragazzoni canadesi che praticano la cucina estrema. Trash food politicamente scorrettissimo (bacon e hamburger soprattuto), cucinato e divorato in un crescendo di calorie e colesterolo. Tipo Art Attack del cibo spazzatura.

Da noi le cose vanno più a rilento però qualcosa si muove. Poche settimane fa, proprio Dissapore ha mostrato l’episodio pilota di Indovina chi viene a cena Show: “cene, arte di arrangiarsi e un misto di inquietudine, speranza e fatalismo che i votati a San Precario conoscono bene”. Non a tutti è piaciuto, nei commenti si sono letti aggettivi poco incoraggianti (“irritante, noioso, radical chic”) ma è comunque un inizio.

Siccome ogni pretesa di scolpire la verità sulla pietra fa riderissimo, è da voi che mi aspetto appoggio o dissenso. Vale tutto, del tipo che si può dire anche “mi piace Cuochi e Fiamme con Simone Rugiati su La7” senza rischiare il cartellino rosso. Oppure si può raccontare la propria verità percepita, e cioè: conosco io la serie web che cambierà il futuro della cucina.

[Crediti | Corriere, Dissapore, Washington Post. Immagini Washington Post]