di Francesca Frida 31 Maggio 2011

Il post è andato bene, consigli e suggerimenti sono stati preziosi e magari un giorno dovrò delle royalties a qualcuno di voi. Un commento in particolare mi ha incuriosita, Lara dall’Antonia mi invitava a contattarla privatamente per conoscere il suo progetto. Lei con alcuni amici si è buttata in qualcosa di cool, la realizzazione di una web serie a sfondo culinario. Si chiama “Indovina chi viene a cena show”.

Che ve ne pare? A me è piaciuto. Trovo che siano 14 minuti godibili, con il cameo dell’amato macellaio romano Roberto Liberati e due eno-citazioni di tutto rispetto: i vini di Angiolino Maule e quelli di Giovanna Morganti.

Soprattutto mi convince l’idea degli ingredienti: l’amore per la cucina, l’arte dell’arrangiarsi e l’approccio da social network. A una cena così  io ci andrei. Sono belle le facce, affascinanti i lavori che svolgono a intermittenza,  famigliare quel misto di inquietudine, speranza e fatalismo che tutti noi votati a San Precario conosciamo.

Non fa il punto antroposociologico sul problema del lavoro tra i gggiovani, ma, a mio avviso, lo affronta di sbieco, ne coglie un aspetto che è al contempo tragico e buffo: le loro giornate, un tempo piene di “finzione”, oggi sono maledettamente lunghe e reali.

Meglio allora cucinare un porceddu per 12 ore che girarsi i pollici. La Roma della Dolce Vita è affogata nella fontana di Trevi e, come scrive Lara nella presentazione del suo video “il mercato delle pompe funebri ha incrementato esponenzialmente il livello di qualità del make-up dei cari estinti, arruolando schiere di truccatori super specializzati.

[Crediti | Link: Dissapore, Intravino.