Cibo in Tv | Ecco cosa lo smaliziato lettore di Dissapore vuol vedere che oggi non c’è

Il post è andato bene, consigli e suggerimenti sono stati preziosi e magari un giorno dovrò delle royalties a qualcuno di voi. Un commento in particolare mi ha incuriosita, Lara dall’Antonia mi invitava a contattarla privatamente per conoscere il suo progetto. Lei con alcuni amici si è buttata in qualcosa di cool, la realizzazione di una web serie a sfondo culinario. Si chiama “Indovina chi viene a cena show”.

Che ve ne pare? A me è piaciuto. Trovo che siano 14 minuti godibili, con il cameo dell’amato macellaio romano Roberto Liberati e due eno-citazioni di tutto rispetto: i vini di Angiolino Maule e quelli di Giovanna Morganti.

Soprattutto mi convince l’idea degli ingredienti: l’amore per la cucina, l’arte dell’arrangiarsi e l’approccio da social network. A una cena così  io ci andrei. Sono belle le facce, affascinanti i lavori che svolgono a intermittenza,  famigliare quel misto di inquietudine, speranza e fatalismo che tutti noi votati a San Precario conosciamo.

Non fa il punto antroposociologico sul problema del lavoro tra i gggiovani, ma, a mio avviso, lo affronta di sbieco, ne coglie un aspetto che è al contempo tragico e buffo: le loro giornate, un tempo piene di “finzione”, oggi sono maledettamente lunghe e reali.

Meglio allora cucinare un porceddu per 12 ore che girarsi i pollici. La Roma della Dolce Vita è affogata nella fontana di Trevi e, come scrive Lara nella presentazione del suo video “il mercato delle pompe funebri ha incrementato esponenzialmente il livello di qualità del make-up dei cari estinti, arruolando schiere di truccatori super specializzati.

[Crediti | Link: Dissapore, Intravino.

Avatar Francesca Frida

31 Maggio 2011

commenti (49)

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  1. Avatar spettatore'78 ha detto:

    il suo progetto: con alcuni amici si è buttata in qualcosa di cool…


    tuttavia non capisco in chi e cosa ci si dovrebbe identificare.
    E manca funzionalità: cena thai inclusa, mancano l’illusione di sofà-imparare e la velleità di tele-insegnare qualcosa. Per farne una serie che coinvolga lo spettatore, invece, oltre che impegnare i partecipanti, penso occorrano più chiacchiere sul cibo: lasciato troppo di sbieco, quasi pretestuoso sotto tutta quella musica (ci vuole ma è troppa) mentre invece occorrono cibo, personaggi e cibo (cfr. per 18 sec), altrimenti resta l’impressione di una carrellata di belle facce che si lagnano, e produrne una serie che induca identificazione… rif. per 22 sec. Insomma: il personaggio alla Lo Cascio ce l’hanno ed è pure barba-simpatico, vedano di farlo parlare più della presentatrice e buona fortuna.

  2. Radical-chic snob, a tratti irritante.

    Pensa un po’ che molti romani vanno a fare la spesa al discount non a Campo dei Fiori o alla Bottega Liberati… e mica perchè non gli piace.

    “Non andiamo a fare la spesa al discount insomma”, minuto 5:20… che tipi. E chi gli da’ i soldi per NON fare la spesa al discount, non lavorando poi… (lamentano continuamente mancanza di denaro).

    E poi cucina col kettle da 600 euro.

    Veramente triste.

    1. Avatar jade ha detto:

      e poi “è un esperimento sociale… alle cena abbiamo messo insieme gente della fao, musicisti, giovani editori”.
      target verticalissimo, direi.
      che noia.

    2. Avatar jade ha detto:

      e poi, Francesca, perdonami, ma la spesa da Liberati faccio un po’ fatica ad associarla all'”arte di arrangiarsi”

    3. Avatar Il Cuoco Zen ha detto:

      Peccato che ti fermi alle etichette. Il bello di queste cene è di far sedere insieme perfetti sconosciuti e vederli che si scambiano i numeri a fine serata, al di là di quello che fanno nella vita, dell’età, etc. Penso sia meno noioso del solito sabato sera con i soliti 4 amici a far la fila per entrare in un posto magari mediocre..

    4. Avatar jade ha detto:

      senza dubbio è meno noioso, ma quello che a volte, vivendo a Roma e lavorando in produzione, risulta un po’ irritante è sentire sempre la solita storia del non si lavora, ci si deve arrangiare, sono ferma da mesi e poi vedere che la spesa si fa da Liberati e a Campo de’ Fiori, dove i veri precari non sono così habitué, lo ammetterai.
      io trovo più onesto dire: ok, ho in tasca solo 50 euro e me li spendo tutti da Liberati, per il resto della settimana pane e cipolla e chi se ne frega, piuttosto che piangere sul finto precariato.
      tra l’altro parli di esperimento sociale e poi, guarda caso, c’è solo “bellaggente”. editori, musicisti…
      commessi del discount ne vengono? babysitter ne vengono?
      se sì, bravi.

    5. Avatar Il Cuoco Zen ha detto:

      Quindi tu ti annoi quando guardi un film di Woody Allen, non vai al Maxxi o all’Auditorium perché non ci incontri le commmesse del discount, e figuriamoci entrare in un ristorante stellato, dove speranze di incrociare la tua baby-sitter sono meno di zero?

      Sento una punta di demagogia in questa critica, il precario non è solo l’operatore di call center con contratto a termine, ci sono altre categorie che stanno soffrendo una forte crisi, paghe ribassate, tagli di budget, convocazioni “giornaliere”, se fai produzione sai di cosa parlo…

    6. Avatar jade ha detto:

      chi lo dice che le commesse non vedono i film di Woody Allen?
      mi sembra un po’ classista come ragionamento, no?

    7. Avatar jade ha detto:

      poi onestamente la demagogia non fa per me. non ho nessuna grande audience da convincere.
      se vivi a Roma e lavori in produzione, senti sempre gli stessi discorsi. tutti che hanno proggetti, vedono ggente, se non hai fatto almeno un corto sei un cretino.
      quello che non mi è piaciuto della recensione al vostro progetto e di quello che sostenete, è che partite bene dicendo mescolanza, cena per tutti, target trasversale, ecc e poi “gente della fao, musicisti, piccoli editori…”: hai veramente citato tre categorie a caso?
      quello che stanca è la perenne sensazione di casta di creativi bo-bo. tutto qua.
      ma è una mia opionione. e basta. quale demagogia?

    8. Avatar Il Cuoco Zen ha detto:

      Ciò che è triste caro Giuseppe, è un intervento come il tuo, totalmente fuori fuoco rispetto a ciò che stiamo proponendo. Noi chiediamo agli amici che vogliono partecipare un contributo inferiore al costo di una cena in pizzeria, con il quale, invece di lucrarci, offriamo il meglio che c’è sulla piazza.
      Che c’entra dove fanno la spesa i romani? Mi sorprende poi che vieni a portare il tuo moralismo d’accatto in un “luogo” frequentato da gente che fa follie per soddisfare le proprie passioni enogastronomiche.

      Vabbè, facciamo così, quando facciamo la cena sociale a sottoscrizione ti invito, e ti cucino una bella salsiccia bruciacchiata sul barbecue da 20 euro preso al discount.

    9. Qualcosa nel video lo rende insopportabilmente snob.

      Lo spirito dell’incontro può anche essere quello che spieghi ora, ma dal video non trapela, assolutamente.

  3. Avatar Butch ha detto:

    Cari , si perde di vista la sostanza per fare commenti beceri.
    Ho cenato con loro e ho ritrovato un’ambiente molto “trasversale” ,i “clienti” venivano da diversi mondi, ma l’unione era data da un crescente disagio , quello del lavoro che manca e dalla voglia di incontri nuovi in un ambiente amichevole……chi ha organizzato le cene ha fatto di un piacere un’arte e una nuova prospettiva di lavoro.
    Chi è stato ospite ha avuto la possibilità di fare nuovi incontri e di gratificarsi con cibo genuino e ben cucinato –
    I ragazzi hanno voluto creare cibi gustosi e raffinati,il costo della cena + che abbordabile.
    Jade , l’idea che hai tu del cinema è offuscata dal tuo di snobbismo. ma chi hai frequentato??…Forse hai frequentato salotti che chi lavora veramente nel cinema non usa visitare…Sei semplicemente una provocatrice.
    Ed il video è solo l’inizio ….migliorerà ,ne sono certo.
    Avanti così.

    1. Avatar jade ha detto:

      Butch, il provocatore forse sei tu, che se leggi un commento sui cui sei in disaccordo lo bolli come “becero” e scritto da una “provocatrice” piena di snobbismo. con due b.

      dai.

    2. Avatar jade ha detto:

      e in ogni caso, nessuno criticava la cena in sé né il progetto, ammirevole, di trasversalizzare il cibo di qualità.
      era il mood che si respirava a non convincerci, tutto lì.

    3. Il mood è veramente da finti alternativi con la casa al centro comprata da paparino senatore a vita.

      Quindi qualcosa non va…

      Poi sul progetto… non so… come dicevo a New York queste cose le fanno da anni, anche Jamie Oliver ne ha parlato in una puntata del suo giro americano e con molto, molto più tatto e umanità (e molto molto meno fighettismo).

  4. Avatar Butch ha detto:

    ah ah ah…si certo, Comunque se vivi a Roma facci un salto,magari ti ricredi. E per quanto riguarda i tuoi commenti sui lavoratori dello spettacolo che si lamentano del poco lavoro ….”finto precariato”….si ! è un commento becero.

    1. Avatar jade ha detto:

      sì. con l’accento. hai ragione.

    2. Avatar Butch ha detto:

      Certo! ne dubitavi?… 🙂

    3. Avatar renfield ha detto:

      Ma quanti professorini in questo sito…cos’e’ mancanza di soddisfazioni personali o snobismo con una “b” che pare derivi dal latino “sine nobilitate”…?
      Come,accusiamo le persone di esser radical chic e poi gli andiamo a correggere le doppie e gli accenti ? Questa e’ contradictio in terminis !
      E’ proprio vero,come diceva il buon Oscar Wilde,”chi non puo’ piu’ fare insegna”…..

      Ma questo non era un sito di cucina e buon mangiare ?
      E allora parliamo di amatriciana,porceddu,vino e tagliatelle !!

    4. Avatar jade ha detto:

      ridaje con Oscar Wilde. “chi non può più fare insegna”. e cos’è che non potrei più fare, secondo te?
      amore per l’italiano e ironia, questi sconosciuti

    5. Avatar renfield ha detto:

      E il tuo presunto amore per l’italiano lo devi sbattere in faccia a chi fa degli errori ? Bella “Ironia” complimenti !!

  5. Avatar francesca ciancio ha detto:

    io faccio fatica a capire però, datemi una mano: Dissapore è un luogo snob per eccellenza. Nel senso che si parla di posti, luoghi cibi e vini che ai più non interessano perchè costosi, perchè difficili da trovare perchè comportano un impegno ( spostamenti, ricerca curiosità). poi va on line qualcosa che giudicate a torto o a ragione snob e lo randellate. A me sa, senza accorgercene, che facciamo un po’ tutti parte di questo mondo. Che soprattutto dall’esterno ci vedono come dei dandy del gusto. non è una cosa piacevole, a me da un po’ di prurito ma se non fosse così passeremmo il nostro tempo a commentare post o articoli su qualche canale della Gdo

  6. Avatar lafreddi ha detto:

    sono una sopravissuta di indovinachivieneacena….ma ragassi… non arrabbiatevi:io…la paola( lavoratrice dello spettacolo) il mauro(amor mio, disoccupato ex commesso)la luna(amor nostro, peloso non lavoratrice per natura)siamo andati e rincasati felici ed intrigati ma sopratutto rimpinzati…ecco ….
    la luna mi sa che si è pure invaghita di un elettricista…ma amor nostro le ho detto è un umano neanche tanto bello e pure squattrinato e tu sei una giovane cagnolina … ma mi sa cheaindovinachivieneacena tutto è possibile

  7. Avatar francesca birri ha detto:

    il termine snob lo lascerei da parte lo trovo decisamente “antico” e lascerei da parte le polemiche “italiote” noiosissime
    parliamo di Indovina chi…come un di un’ idea sperimentale
    e le idee vanno premiate
    e gli esperimenti pure
    ad avercene!

    ps. per le salsicce tra un pò si trovano ” a giro” nei vari festival dell’unità

    1. Non capisco dove sia la sperimentazione.

      All’esterno NY fanno queste cene da anni, senza tirarsela tanto e senza nemmeno invitare gente della fao, uno scrittore, un attore, etc etc, ma (pensa un po’) dei perfetti sconosciuti.

      Cosa si sta sperimentando?
      Qui manca l’idea!

    2. Avatar Il Cuoco Zen ha detto:

      Tac, con due righe l’ultimo dei blogger, coi piedini al caldo sotto la scrivania, ti distrugge mesi di fatiche ripagati da tanta gente felice di essere venuta di persona a vedere cosa combiniamo, non hanno mandato il loro avatar. Mi si dice: “E’ la rete, bellezza…”, ma a me ora cascano le braccia, non ho voglia di argomentare con chi è interessato solo a demolire. Ho apprezzato la critica di spettatore ’78, c’è un contenuto su cui riflettere, e con un attimo di calma gli risponderò.

    3. Supponiamo che una tv decida di credere nel progetto e finanzi il progetto. Alla fine chi lo giudicherà?
      Gli invitati alla cena o il pubblico (spesso cattivo, ipercritico e il più delle volte saccente e ignorante)?

      Poi se non si accettano le critiche dall’ultimo dei blogger basta non pubblicare i propri contenuti, cancellare o commenti o non aprirsi affatto al confronto.

    4. Avatar jade ha detto:

      e poi “l’ultimo dei blogger” in che senso?
      abbiamo tutti i piedini al caldo sotto la scrivania, non mi risulta che nessuno di noi si stia esattamente scassando le ossa in miniera.

    5. No no, il Cuoco Zen scrive i commenti con una sola mano mentre con l’altra zappa l’orto di due ettari e con i piedi trascina montagne di mattoni per costruire il nuovo ristorante…

      Per scrupolo ho visto anche il video della cena thai e il pezzettino sui malloreddus. E’ differente… ma da divoratore di trasmissioni di cucina devo dire che è un po’ noioso, le scene al telefono così lunghe, perchè?

    6. Avatar Il Cuoco Zen ha detto:

      Giupas, occhio che hai scritto un accenno di critica COSTRUTTIVA, non è da te, mi stai degenerando 🙂 . Jade, chettedevodì, io ogni tanto mi ci alzo dalla scrivania, e se dal video non si capisce no so come convincerti…

    7. Avatar jade ha detto:

      caro cuoco, io mi ci alzo eccome dalla scrivania appena posso (sai, per campare devo lavorare) per fare quello in cui veramente credo, che non ti sto a raccontare qua perché sarebbe OT e noiosissimo.
      ma credimi, non siete gli unici a fare grandi fatiche.

    8. Il mio approccio è sempre molto saccente/aggressivo, ma la critica vuol essere costruttiva (o almeno ci provo).

      Certo, non credo che tutto si possa salvare… ma nemmeno è tutto da buttare! Se non altro la grande voglia di metterci la faccia e provare (occhio che anch’io nella critica ci sto mettendo la faccia).

      In ogni caso, vi consiglio l’articolo di rep.it sul fenomeno Real Time TV, quelli hanno capito come catturare il cuore di molti appassionati.

    9. Avatar erik paoletti ha detto:

      sto seguendo questo dibattito e mi sembra molto interessante……per quanto riguarda la sperimentazione non credo sia nell’idea delle cene a sorpresa o “social dinners” come le chiamano a NY,anche se appunto le fanno a NY-Londra -Parigi etc e poco in Italia -perlomeno a Roma- ma nel provare a farne un web reality che dia una testimonianza -seppur imperfetta-di una realtà non così ampiamente conosciuta al grande pubblico,cioè il precariato nel mondo dello spettacolo e la voglia di riciclarsi in qualcos’altro che è vissuto come una passione creativa ( la cucina )….a me sembra una buona intenzione magari non trapela così tanto dal video ma credo che i ragazzi abbiano pochi mezzi per finanziarsi -tant’è che alla fine sotto producer hanno scritto MISSING….io non li ho trovati così snob,anzi ..poi questo trasloco con la Matiz da una casa all’altra non me li fa sembrare tanto figli del senatore con dimora in centro…..eppoi le case a quanto pare cambiano quindi chi ce lo dice che siano case di loro proprietà ? magari le affittano….

  8. Avatar bradisismo ha detto:

    andiamo con ordine.

    1) radical chic. chic è un sostantivo, non un aggettivo. ergo, sta per “…eleganza, esclusività, sciccheria legata estremismo, alla rivoluzione, alle molotov eccetera. Vedete un po’ voi quanto tirare di qua o di là. Ma non invertite l’ordine degli addendi perché, non ci crederete, il risultato cambia”[CUT]

    e ringraziamo il sempre ottimo Matteo Bordone (e cito qui http://www.freddynietzsche.com/2011/01/14/il-trucco-del-popolo-%E2%80%94-2-radical-chic/)

    fatta questa premessa: come dice quella-che-qui-comanda (ciancio) un sito che si chiama “www.dissapore.com” necessariamente non va d’accordo con l’offerta volantino del “In’s”. per cui, io qui dico: o voi! – vocativo – che gustosamente leggete dissapore (per rivendervi i consigli con gli amici come faccio io) e che qui commentate dando degli snob (o indifferentemente dei radical chic, ignorando le regole base dell’aritmentica e della logica), o qualcosa non mi torna o forse avete sbagliato sito. fisiologicamente chi si propone di fare una cena con ingredienti di qualità è radicale: non fosse per altro che per la scelta degli ingredienti in gioco. essendo, poi, la cosa partita da ggente (semicito qui sopra) che fa ccinema (ri-semicito qui sopra) fisiologicamente – e due – saranno inizialmente coinvolte persone a massimo due gradi di conoscenza. se quella stramba teoria di qualche anno fa non è solo teoria potremmo avere Obama – Osama è morto, dicono – ad una delle prossime cene. magari a quella araba.

    sul fatto se poi sia chic parcheggiare i cammi (sic.) alle 5.32 del mattino o compilare 42 contratti attori o, ancora, far viaggiare fiorfior d’attori italioti in prima classe, ne possiamo parlare. magari a quella arabao con Obama (tipo: dilloaObama)

    andando avanti. casalinghe di Voghera (Arbasino chiede i diritt!), parrucchiere di Grottaferrata, addetti al controllo di qualità di Usmate: unitevi in coro urlando che vi siete rotti i coglioni di essere un mero termine di paragone! 🙂

    detto questo, un po’di auto-ironia e di slancio vitale. sopravviviamo, dai. non vogliamo andare alla cena da 30 euri: e non ci si vada. per il resto è colpa di pisapia.

  9. Avatar giovigio ha detto:

    SOno dell’idea che indovina chi viene a cena sia un colorato, imperfetto e divertente gesto di risposta.

    A un mondo del lavoro che si è fermato, all’incapacità di fare le cose insieme, alla mancanza di voglia di provare strade nuove.

    Certo, il telegatto è lontano, però il punto è che per la paura di non fare si poteva anche non organizzare delle cene, e non filmarle e non impegnarsi a proporre qualcosa di carino, o gustoso o anche solo radical chic, che è comunque sempre chic.

    Si poteva starsene sul divano ad aspettare il prossimo film, e non lo si è fatto, anzi si è deciso di reagire facendo qualcosa di bello ma pur sempre faticoso, qualcosa che non deve piacere a tutti ma che merita il rispetto e la buona fede.

    Buon appetito!

  10. Avatar PaoloNeSaDiCibo ha detto:

    Ma ragassiii, non siam mica quì a riempir le olive col peperone…
    Edica diceva “perchè tanto odio?”
    E io mi domando, perchè un’iniziativa imprenditoriale e di comunicazione crei tanto dissapore?
    Cosa ci trovate di snob in tutto questo? Forse la ricerca di qualità? Il fatto che attraverso il buon cibo ad un prezzo più che ragionevole si cerchi di creare un momento socializzante, inedito, divertente?
    o forse è l’accento nordico della protagonista che sfastidia?

    Io direi che prima di criticare bisogna provare… io l’ho fatto e mi sono trovato in una situazione molto piacevole e costruttiva.
    Di snobbismo non c’è traccia, l’impegno dei cuochi è assoluto, il cibo è buono e abbondante, mi sono alzato e mi sono immediatamente riseduto per l’abbondanza alcolica, ho conosciuto gente molto interessante… insomma, secondo me chi critica è propenso alla rosicata facile!

    Io attendo con ansia il prossimo appuntamento, dove spero di incontrare altre persone piacevoli e divertenti, e quindi non jade e company.

    Lara: porgi l’altro gomito!

    1. Io che son polemico ti dovrei rispondere punto per punto… cerco di riassumere:

      – non hai letto con attenzione le critiche, si critica il video, un po’ meno l’iniziativa

      – è innegabilmente snob (ma non è detto che sia una cosa negativa, può anche essere una scelta editoriale)

      – il prezzo più che ragionevole? ma quant’è?

      – molti commenti dicono: “prima di criticare bisogna provare”, ma come si fa? Io dico se prima di criticare volevate far provare la cena, potevate fare un invito pubblico su dissapore no? Così si invitava veramente gente nuova, non i soliti amici degli amici.

    2. Avatar PaoloNeSaDiCibo ha detto:

      Caro Giupas,
      che sei polemico è evidente… ma anche io sono un bel cacacazzi!
      comunque rispondo al riassunto:
      – il video e autoprodotto a no-budget, non low-budget ma proprio NO-budget! che cosa ti aspetti? sceneggiatura e regia di Crialese? famo una cosa, fallo te un video con tutti i crismi, come dici tu, così gli dai una bella lezione di stile.

      -Se per te la ricerca della qualità nel cibo e nell’atmosfera che si vuole creare significa essere snob, allora si è molto snob! Se ti riferisci all’atteggiamento della protagonista, allora credo che la definizione giusta sia glamour…

      – se ti fidi, il prezzo è molto ragionevole, anche troppo.

      – Quì ti sei superato Giupas: ma se è una cena pop-up che pretendi che fanno la pubblicità sul Corriere? Hai presente i termini “passaparola” o “tamtam”?

      Vabbè, buon ponte Giupas, staccati dal computer, divertiti e mangia bene!