Mangiare affettati scaduti si può?

Il consumo dei salumi qui in Italia è sempre al top e non c’è domenica o pranzo in con compagnia che tengano: il cacciatorino o un bel cotto sono sempre presenti sulla tavola di molte persone. Il dubbio è: mangiare affettati scaduti si può? No, ma approfondiamo il perché e il percome.

In assenza di data di scadenza

La data di scadenza riguardo ai salumi e affettati è sacra: solitamente è imperativa e non c’è mai “consumare preferibilmente entro”. Tuttavia, cosa succede quando sull’etichetta non è riportata alcuna data di scadenza?

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Affettati già confezionati

Come scritto, questi riportano sempre e comunque una data ma, nel caso fosse saltata l’etichetta, è necessario valutare diversi fattori:

  • odore dopo 5 minuti dall’apertura della confezione: se percepite un sentore acido, buttare via;
  • aspetto: se le fette sono secche o al contrario vischiose, buttare via.

Affettati freschi

Per gli affettati freschi, la situazione è più empirica dato che l’etichetta riporta solo il confezionamento e non una data entro quale consumare il tutto. Di norma diciamo che è bene consumare un affettato fresco entro 3-4 giorni ma è necessario valutare i casi specifici. Come? Così:

  • anche in questo caso, l’odore deve essere profumo: alla minima traccia di acidità o sentore muffo, buttare via;
  • aspetto: non solo le fette debbono risultare asciutte e morbide, ma non devono essere nemmeno ossidate come spesso capita, ad esempio, con il prosciutto crudo

Salumi interi da affettare in casa

Se tenete in casa un salume intero da affettare fresco, dovere valutare la superficie già tagliata: questa deve essere compatta, profumata, con le tracce di grasso ben definite. Un salume intero non si conserva necessariamente in frigorifero, se si ha una cantina a disposizione. In questo caso, tuttavia, è bene prestare ulteriore attenzione e valutare al momento se sia il caso di consumare ancora il salume, se eliminare il primo strato della parte già tagliata e proseguire o se – ahimé – buttare via tutto. Mi raccomando: la lama dell’affettatrice e l’attrezzo tutto va lavato e igienizzato molto bene dopo averlo usato.

I rischi effettivi

Purtroppo i rischi effettivi sono belli tosti: da intossicazioni a infezioni anche letali.

  • Listeria: porta nausea, vomito e arriva persino a provocare meningite. Purtroppo, i batteri che portano alla Listeriosi sopravvivono al freddo quindi è necessario attenersi alla data di scadenza sempre in ogni caso;
  • Escherichia Coli: come già saprete, non tutti i ceppi di e. coli sono negativi. Altri sì, eccome se lo sono, come ad esempio l’Escherichia Coli sierotipo O157:H7. Questa grave intossicazione riguarda frutta, verdura, l’acqua, carne cruda ma anche salumi come il salame;
  • Botulismo: è una grave infezione provocata da una tossina, che si sviluppa in assenza di ossigeno ed è abbattuta tramite nitriti e nitrati nell’industria. Proprio per questo motivo, è necessario rispettare la data di scadenza riportata; esistono ovviamente salumi naturali, e l’attenzione deve essere massima;
  • Clostridi: questi batteri si sviluppano con maggiore incidenza nei salumi fatti in casa e li si riconosce perché provocano delle bolle sull’involucro dell’insaccato. In questo caso, buttare via.

Insomma, anche se oggi siamo protetti e tutelati da norme igieniche ben specifiche e da un’industria alimentare sempre all’avanguardia – in teoria – è bene prestare molta attenzione e non fidarsi mai al 100%: niente come i nostri sensi può metterci in allarme!

 

Avatar Chiara Cajelli

18 Maggio 2019

commenti (1)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    La prima fetta del salame va sempre al cane 😀 comunque non dura mai troppo a casa, quindi il problema non si pone 😀