di Carlotta Girola 12 Gennaio 2016
antonino cannavacciuolo, bruno barbieri

Se uno di noi, osannati foodie o gastro… [decidete voi], si azzardasse a ordinare una porzione di patatine che esorbita vistosamente dalle consuete misure insieme a una pizza, si griderebbe allo scandalo prima che subito.

Non voglio nemmeno pensarci.

E se poi, l’ardito abbinamento venisse accompagnato da birra industriale, nulla di artigianale, acido, luppolatissimo o speziato come da nuovi standard, ci tireremmo addosso gli insulti dei “colleghi” inviperiti da tanta sciatteria.

Ma, come si dice, accade anche ai migliori (Masterchef).

E, tra l’altro, a loro sono concesse licenze poetiche che ai comuni mortali sarebbero negate.


E’ dell’altro giorno il post (con fotografia agli atti) sul profilo Facebook di Bruno Barbieri, che forse vi avrà fatto rabbrividire, ma che riesce nel difficile compito di prendere due entità mitologiche, nonché giudici di MasterChef, e trasformarli in semplici scugnizzi all’arrembaggio di una pizzeria anonima.

Fino a qui tutto bene, folclore da Vip in libera uscita.

Ma poi, dopo un’attenta scansione millimetrica del reperto fotografico, ci accorgiamo che qualcosa non torna.

Anzi, ben più di qualcosa.

L’appuntato che è in me riemerge dopo anni di latitanza per un’analisi dettagliata della scena del crimine:

– PIZZA NAPOLETANA? Il Barbieri mangiava una margherita disseminata di basilico random. Lo spessore della pasta fa pensare più ad una lasagna che a una vera napoletana
– PROSCIUTTO CRUDO? Il Cannavacciuolo si apprestava ad addentare un disco non meglio identificato letteralmente ricoperto da prosciutto crudo
– PATATINE FRITTE CONGELATE? Il Cannavacciuolo, con aria truce, appariva diviso tra una pizza e una cospicua porzione di patatine fritte, evidentemente troppo standard per non essere surgelate
– CHE OLIO PER LA FRITTURA? Dall’analisi della scientifica, con tutta probabilità, le patatine erano di un colore scuro che fa pensare a un uso non ottimale dell’olio di frittura
E IL COLTELO DA PORTATA? E Il Barbieri, come arma del delitto, aveva scelto un coltello da pizza, relegando il coltello da portata a semplice accessorio
E IL TAPPO ANTIRABBOCCO? L’antisofisticazione suggeriva all’appuntato che sul tavolo appariva un contenitore di olio non conforme alle nuove norme, senza tappo antirabbocco
– BIRRA ARTIGIANALE? Sulla scena del crimine appariva una bottiglia di Menabrea o presunta, chiaro segno di “ndo cojo cojo”
– BARBIERI MAESTRO DI LOOK? Il Barbieri (detto Camaleonte), nel suo tentativo di mimetizzarsi con l’ambiente, indossava la classica divisa da pizzaiolo di quartiere

Stampate il verbale in triplice copia e poi accendeteci il camino.

Suvvia dai, abbiamo scherzato. La perfezione non è cosa umana, e nemmeno il mondo della ristorazione è immune da piccoli errori di sciatteria, anche se al tavolo ci sono le gastro-star. Siamo un popolo di navigatori, santi, poeti e mangiatori di patatine surgelate.

E nessuno si senta escluso.

I saccentelli da social media stanno rintanati dietro alle tastiere: nessuno osa criticare Cannavacciuolo per una pizza non napoletana, e stiamo tutti al gioco del fare gli integralisti in tv e poi avere una vita vera, condita di olio di sconosciuta tracciabilità e birra industriale.

Per una volta non facciamo gli wannabe.

Cannavacciuolo e Barbieri sono dei peccatori, così come noi, per questo si vuol loro anche più bene.

[Crediti | Link: Dissapore, Facebook]