Come funziona un montalatte a induzione: l’abbiamo provato

Entri in cucina e riconosci subito l’irriducibile del cappuccino: tiene il montalatte meccanico strategicamente piazzato tra i fornelli e lo scolapiatti.

Certo non lo piazza lì per fargli prendere polvere, anzi, l’uso quotidiano del suddetto montalatte autorizza l’irriducibile del cappuccino a criticare quelli che gli servono al bar. Quando va all’estero, poi, beve solo tè.

Passano gli anni e il caro, vecchio bricco con manico schiumatore si emancipa, adesso va forte il montalatte a induzione. Vantaggio principale: è possibile scaldare il latte mentre si forma la schiuma, che grazie all’elettronica si annuncia bella densa.

Interessante, che si fa, lo vogliamo provare? E proviamolo!

L’azienda è Severin, fondata in Germania nel 1892 all’interno di una piccola fonderia, oggi è un marchio di riferimento in Europa per tutta un serie di elettrodomestici, montalatte compresi.

Abbiamo sottoposto a stress test il montalatte Severin SM 9495, che a un prezzo abbordabile (54,29€ su Amazon) si assume il rischio di fare tutto da solo, a patto che abbiate una presa elettrica a portata.

Elettrodomestico dalle dimensioni contenute (15,5 x 13,5 x 24,5 cm.) porta con sé nella confezione una base a induzione, un bricco in acciaio inossidabile da 180 ml. con tanto di coperchio e due rotelline: una liscia se volete solo scaldare il latte (o il cioccolato, o il caffelatte) e una zigrinata se volete che monti mentre lo scaldate.

La prova

Volendo preparare un cappuccino, incastriamo la rotellina zigrinata sul fondo del bricco, versiamo il latte fino alla prima tacca, quella da 120 ml., indicata per ottenere la schiuma senza che il contenuto esca dal contenitore, chiudiamo e premiamo l’unico bottone che c’è.

Il montalatte si spegne da solo dopo qualche decina di secondi con i rumori associabili a una moka che ha concluso la sua missione.

Risultato: la schiuma è voluminosa e abbastanza densa. Va considerato che la percentuale proteica in questi casi conta eccome, e che, com’è ovvio, la schiuma di un latte magro non sarà mai come quella di un sostanzioso latte intero.

Bisogna anche avere l’accortezza di aggiungere il caffè bollente, perché l’apparecchio monta a 65° gradi e non di più.

Se è di soia non chiamatelo latte: arriva la sentenza della Corte UE

Come funziona una friggitrice ad aria: l’abbiamo provata

Cosa c’è scritto nella nuova etichetta sull’origine del latte

Proviamo anche con latte e cacao (zuccherato), incuriositi dall’invito esplicito a farlo stampigliato sulla confezione.

Come era prevedibile, la “cioccolata” che otteniamo è ben amalgamata ma perde in compattezza: la schiuma non può essere quella di un cappuccino. È come bere una versione edulcorata e soft di latte e Nesquik dei tempi che furono; fa simpatia.

Verdetto

Nota molto positiva: il bricco si lava con estrema facilità anche in lavastoviglie. Sappiamo tutti quanto sono scoccianti gli aloni del latte.

Alla fine si risparmia tempo grazie alla tecnologia a induzione e alla potenza del motore (500 W.), peccato che il tempo risparmiato si perda a scaldare o montare il latte per un cappuccino alla volta. Considerato poi che non monta il latte freddo, povere famiglie numerose.

L’apparecchio è compatto, versatile con i due accessori per scaldare e montare il latte, e mantiene la promessa di una schiuma corposa.

Ma anche il vecchio montalatte meccanico, con una buona dose di olio di gomito o ginnastica mattutina, se preferite, consente risultati più che soddisfacenti.

Se volete acquistare il prodotto o dare un’occhiata ad altri montalatte, vi consigliamo di visitare QualeScegliere.it.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

2 novembre 2017

commenti (6)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Dissento. Un latte magro monta meglio di un latte intero proprio perché vi sono meno grassi a interferire con la denaturazione delle proteine. In altri termini, a parità di peso, nel latte parzialmente scremato ci sono più proteine che nel latte intero.

    1. Il latte magro monta meglio da freddo al contrario del latte intero che monta meglio a caldo.
      Di conseguenza nella tradizionale lavorazione del latte al bar ovvero il classico cappuccino montato a caldo è meglio il latte intero.

  2. Dove sarebbe la novità? Nespresso ha presentato l’Aeroccino una decina di anni fa (più o meno).

    1. infatti anch’io non capisco…
      ci sono montalatte come questo sul mercato da anni.
      c’è qualcosa di diverso che mi sono perso?

    2. porto la mia testimonianza perché mia moglie è un impallinata totale di cappuccino dunque li abbiamo provati tutti. Il severin (il modello precedente a questo) era mediocre, come peraltro questo dell’articolo, a giudicare dalle foto. Il nuovo aeroccino(4) è il migliore che ho visto finora. E lo dico da militante anti nespresso eh, sia chiaro.

«
Privacy Policy