di Luca Iaccarino 3 Aprile 2018

Ma voi ve lo ricordate? Sembra impossibile, eppure c’è stato un tempo —nemmeno troppo remoto— in cui mettevamo la salsa sugli spaghetti.

Proprio così. Scolavamo la pasta, la gettavamo nel piatto —nel piatto! Nemmeno nell’insalatiera— e ci scodellavamo una mestolata di sugo SOPRA.

Zero mantecatura. Zero passare in padella. Zero “far prendere il sugo”.

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Sembra un milione di anni fa, eppure parlo di un decennio, magari due, non di più.

Lo facevamo a casa, lo facevano i self service (nelle mense scolastiche accade ancora, a dire il vero), lo facevano persino alcune trattorie (i ristoranti no: sono loro che ci hanno riportato sulla retta via).

A pensarci ora sembra un obbrobrio. E in effetti lo è: eccezion fatta per i sughi che vanno utilizzati a freddo —da ligure penso al pesto, al sugo di noci, ma naturalmente anche la carbonara eccetera—, per gli altri non passarci dentro la pasta in padella è un delitto.

Il risultato è infinitamente più sciapo, meno gratificante, meno armonico. Invece di sembrare una pasta al pomodoro sembra quel che è: una pasta in bianco. Cui è caduto del pomodoro sopra.

La cucina casalinga non sta immobile, si trasforma, ma lo fa con grande lentezza. Pochi millimetri a lustro.

Bene: la nostra generazione ha visto un salto proprio nel piatto simbolo del nostro Paese. Una pratica tipica della cucina gastronomica è diventata popolare, ha invaso i tinelli domestici e oggi siamo tutti più felici.

[Spaghetti di Gragnano: Giudizio universale]

L’ulteriore buona notizia è che è una conquista assodata. Se degli anni Ottanta potranno tornare le spalline, le calze a rombi, le musicassette e i capelli cotonati, la pasta con SOPRA il sugo quella non tornerà mai. Ciao povera!

PS: nel cercare un’immagine degli spaghetti con SOPRA il sugo, mi sono imbattuto in questa pagina web che spiega come fare “tutto”:

Beh, se le istruzioni per costruire una bomba H sono fatte come quelle della spaghettata, non c’è rischio per nessuno.