di Giovanni Puglisi 29 Aprile 2020
Mixology

Ah, la mixology domestica, delizia di chi ha tempo e croce per chi si è arreso alla sola riproducibilità del gin tonic, a locali chiusi. Eppure i cocktail classici possono essere relativamente semplici da realizzare a casa, se si hanno sotto mano gli accessori e utensili giusti.

Se anche voi vi siete trovati in mezzo a questa quarantena con una sete di cocktail era alle stelle, avrete senz’altro allestito una bottigliera in quattro e quattr’otto per cimentarvi nella miscelazione domestica, magari consultando la nostra lista dei cocktail da preparare a casa o acquistando dai negozi online di (super)alcolici che vi abbiamo consigliato.

Ma avevate già tutto ciò che vi serviva, in termini di strumentazione, per preparare i vostri drink preferiti?

Ecco dunque un elenco degli strumenti essenziali per improvvisarsi barman, anche a casa propria.

Shaker

checchino cocktail bar

È lo strumento da bartender per eccellenza: lo shaker è essenziale per far sì che i cocktail più densi, ad esempio quelli che contengono purée o succo di frutta, o che necessitino di essere chiarificati con albume d’uovo come i sour, vengano emulsionati e ossigenati a dovere.

Inoltre lo shaker può essere usato come mixing glass, in mancanza dell’attrezzo apposito.

Ne esistono di tre tipologie principali: Boston shaker, Cobbler shaker, Parisien (o “Parisian”).

Boston

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Il Boston è composto da due metà simmetriche, una sempre in acciaio (detta “tin”, ossia “latta”) e la seconda, leggermente più piccola per essere incastrata all’interno della precedente, in vetro o anch’essa in acciaio inox. Essendo di capacità generosa, è l’ideale per consentire ai liquidi e al ghiaccio che vi sono contenuti movimenti molto ampi; che permetteranno alla miscela di incorporare aria in grandi quantità. Misura standard: 900ml

Cobblerattrezzi-cocktail-cobbler-shaker

Il Cobbler, anche conosciuto come shaker “continentale”, è un contenitore in acciaio composto da tre parti: una “cup”, o tazza, nella quale andranno versate i liquidi e il ghiaccio, una parte superiore che funge da chiusura della precedente e presenta uno strainer (colino) incorporato, infine un tappo che serve a sigillare i fori dello strainer. Versatile e immancabile in qualsiasi bar, offre minore capacità del precedente ma ha il grande vantaggio di avere un filtro già integrato nella struttura. Ciò significa che per molti cocktail da shakerare con ghiaccio e versare non avrete bisogno di ulteriori strumenti di filtrazione! Misura standard: 500ml

Parisianattrezzi-cocktail-parisian-shaker

Il Parisian è una via di mezzo tra i due shaker precedenti: ricorda il Cobbler nelle forme ed il Boston nel funzionamento. Si compone di una coppa in acciaio inox usata come base e di una semicoppa a incastro usata come copertura. La capienza è intermedia tra quella dei due precedenti formati, non presenta particolari vantaggi se non quello (di indiscutibile validità se si parla di scenografici cocktail bar, ma di utilità opinabile se discutiamo di preparazioni casalinghe) di una notevole eleganza dal punto di vista estetico. Misura standard: 600ml

Stirrer/Bar Spoon

Mixology; bar spoon

Molto più di un cucchiaino: questo attrezzo dal lungo manico è amico fondamentale, nonché spesso vero e proprio vezzo, del bartender.

Si presenta sotto forma di cucchiaio dal manico esteso, che si conclude all’altra estremità in una forchettina (trident) o in un pestello (muddler), ed è utilizzato principalmente per “girare” i cocktail (in inglese, stir) e diluirli insieme al ghiaccio.

Può avere il manico filettato a spirale per agevolare la miscelazione, che in quel caso avviene generalmente non con il movimento rotatorio del polso e l’attrezzo impugnato tra le dita, ossia come si girerebbero il caffè o il tè, ma sfregando le mani unite attorno al bastoncino del bar spoon.

L’attrezzo secondario, ossia quello eventualmente presente alla seconda estremità, può essere utilizzato per infilzare guarnizioni – qualora abbia forma di forchettina – o per pestare delicatamente zollette di zucchero o frutta (qualora, naturalmente, abbia forma di pestello).

Jigger

jigger

 

Eccolo, l’attrezzo di cui non potrete in nessun caso fare a meno.

Se infatti esistono molti cocktail che non vanno shakerati ma costruiti direttamente nel bicchiere, e tutto sommato un cucchiaino può funzionare per girare i vostri Negroni, il Jigger è ciò che vi consente di dosare perfettamente gli ingredienti e replicare gli equilibri perfetti elaborati da generazioni di barman.

Il nome dell’attrezzo si presume derivi dall’inglese “thingamajig”, letteralmente “il coso” (dicesi di oggetto indefinito di cui però entrambi gli interlocutori sanno si stia parlando es. “passami il coso”). Ecco, il suo essere “il coso” spiega perfettamente quanto sia vitale, per la miscelazione, la sua esistenza.

Questo attrezzo altro non è che un misurino: in metallo, plastica, vetro o in altro materiale, può essere graduato o no, e singolo o doppio, ossia costituito da una o due coppe di misurazione.

Se doppio, le coppe di misurazione, di capacità diversa, si presentano generalmente di forma troncoconica o di campanella ed unite specularmente a un’estremità, in una forma “a clessidra”. La coppa più piccola di un jigger doppio misura generalmente un’oncia, la più grande un’oncia e mezza o due. Imparate a conoscere il vostro jigger: diverrà il migliore amico di qualsiasi sbronza che dedicherete ad Hemingway.

Mixing glass

 

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Questa è facile: si tratta di un bicchiere in vetro per miscelare. Il mixing glass consente, rispetto allo shaker e alla costruzione dei cocktail direttamente nei bicchieri di servizio, di controllare maggiormente il grado di diluzione e la temperatura del vostro drink senza pregiudicarne la texture.

Cosa importantissima che può ottenersi miscelando un cocktail in mixing glass anziché nei bicchieri finali, inoltre, è la possibilità di preparare più drink contemporaneamente assicurandosi siano del tutto identici. Esistono in commercio mixing glass molto belli, a forma di caraffa in vetro, variamente decorati e di grande capienza: se non volete investirci del denaro, comunque, una pinta americana da birra andrà benissimo e svolgerà egregiamente il lavoro.

Strainer

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Altro oggetto essenziale per la miscelazione, lo strainer è il filtro che consente di travasare un drink dallo shaker o dal mixing glass al bicchiere finale trattenendo le parti solide (pezzi di ghiaccio, residui di frutta indesiderati, spezie etc.).

Ne esistono di tre tipi: Hawthorne, Julep e colino a maglia fine.

Hawthorne

Mixology

 

L’Hawthorne è forse lo strainer più riconoscibile e più riconosciuto come attrezzo da bar, che si presenta come una piastra di metallo perforata, tondeggiante e piatta, dotata di manico, sotto la quale è attaccata una sorta di molla in acciaio.

Perfetto compagno degli shaker, su cui si innesta perfettamente, è la scelta da fare per un utilizzo versatile.

Strainer Julep

Lo strainer Julep è invece una sorta di cucchiaio traforato con manico, se volete una “mini-schiumarola”, nonché l’antesignano assoluto di tutti gli strainer da bar.

Nacque nella metà dell’Ottocento come attrezzo “paratutto”, per evitare che gli amanti del Mint Julep, da cui il nome, finissero per versarsi in faccia bicchieri pieni di scaglie di ghiaccio: era pertanto originariamente pensato per essere usato dai bevitori, e non dai bartender.

Date la forma circolare e la possibilità di essere bloccato sui recipienti con la semplice pressione verso il basso dei polpastrelli di indice e medio, mentre il resto della mano regge la coppa con i liquidi da filtrare, è lo strumento ideale da accompagnare al mixing glass.

Fine mesh strainer

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Il fine mesh strainer, o colino a maglia fine, va usato infine non esclusivamente ma in combinazione a uno dei precedenti attrezzi, qualora vi fosse necessità di illimpidire drink resi torbidi da particelle di ghiaccio piccole, polpa di frutta fine etc.

Peeler

Un altro oggetto che dovreste avere in casa, e probabilmente avete già, è il peeler: ossia, niente popò di meno che il pelapatate. Utilizzato per ricavare i twist di scorze dagli agrumi, per l’aromatizzazione e la decorazione dei cocktail, deve essere affilato e maneggevole per consentire di rimuovere dal frutto solo la parte colorata, quella ricca di oli essenziali, evitando di asportare l’albedo (la “parte bianca”, amara e priva di aroma).

Oltre ai classici “pelapatate”, esistono peeler di altra forma e natura, alcuni più espressamente pensati per i cocktail, che consentono di ricavare scorze di diverso spessore o profilo.

Blender

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Attrezzo ulltimo ma non meno importante, specialmente ora che salgono le temperature, è il blender; necessario per la preparazione di drink frozen.

No, questi non hanno nulla a che vedere con melensi film Pixar ma sono, invece, cocktail in cui gli ingredienti vengono frullati insieme al ghiaccio fino a diventare una sorta di granita che però yu-huuuu: fanno parte della famiglia il Margarita, il Daiquiri, il Piña Colada.

Anche in questo caso, è ovvio, potrete utilizzare il frullatore di casa: a patto che sia potente e ben affilato, quanto basta per ridurre i cubetti di ghiaccio in una guduriosa cremolata alcolica.