Strumenti da cocktail e attrezzature per farli in casa

Fare i cocktail è diventata una vera e propria arte, che si chiama anche mixology, e shakerarli a casa è sempre la marcia in più che vi fa conquistare gli ospiti e trovare l’atmosfera giusta. Parliamo quindi di strumenti da cocktail e attrezzatura per farli in casa.

Se non si è esperti, o se si opta sempre per lo stesso cocktail ma si vuole cambiare un po’, potete scegliere tra diverse  categorie, che riguardano la composizione e la modalità di esecuzione. Ecco le principali:

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  • Shakerati: serviti senza ghiaccio, sono generalmente un mix di più ingredienti e risultano di un colore uniforme;
  • Stratificati: li si ottiene versando più alcolici o elementi ma di consistenza diversa, in modo che si stratifichino prima di essere eventualmente miscelati;
  • Miscelati: composti da almeno due alcolici, solo miscelati e non shakerati;
  • Pestati: ghiaccio tritato e pestato con frutta, con aggiunta poi della parte alcolica. Si differenzia dai frozen, che hanno la consistenza di una granita o di un sorbetto

In ogni caso, qualunque sia la vostra scelta, questi sono gli strumenti base che è preferibile avere per farli in autonomia. Sempre che invece non preferiate andare in un tiki bar o spuntare la lista dei migliori cocktail bar italiani.

Blender

Si tratta un frullatore di piccole dimensioni e dotato di un’apposita brocca a forma di caraffa, che aiuta molto per travasare il contenuto nel bicchiere da cocktail. Utilissimo per i cocktail frozen o che necessitano di frutta frullata come la pina colada.

Bar spoon

Si chiama tecnicamente stirrer ed è un cucchiaino con manico molto lungo e sottile, spesso dinamico a mo’ di vite. Si usa sia nei cocktail miscelati che in quelli stratificati.

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Strainer

Lo strainer è semplicemente un colino, ma dotato di molla fatta appositamente per consentire di affrancarlo saldamente al bordo dello shaker: serve a filtrare il cockail nel momento in cui lo si versa dallo shaker al bicchiere, per trattenere ghiaccio, spezie o pezzetti di frutta.

Jigger

Altro non è che un particolare dosatore composto da due parti coniche, una più capiente e l’altra meno capiente e che corrispondono a due dosi canoniche diverse. Lo si usa perché nella mixology e nei cocktail non si pesa in millimetri o in grammi, ma in parti. Ne vedete uno nell’immagine principale dell’articolo.

Shaker

Non ha bisogno di presentazioni: lo shaker è il bicchiere tramite il quale avviene spesso la magia dell’ebbrezza. Ne esistono di tre tipologie:

  • Boston o Americano: è uno shaker composto da contenitore e bicchiere a chiudere;
  • Francese: è composto da tre elementi ovvero il contenitore, un bicchiere forato con fori multipli che fanno da colino, e un tappo;
  • Cobbler o Tradizionale: è molto simile al francese, ma con più fori sul bicchiere.

Muddler

Non è altro che il pestello: uno strumento a manico lungo e dotato di un’estremità più spessa o zigrinata per frantumare più efficacemente la polpa di frutta e il ghiaccio, con lo zucchero.

Zester

Utile tanto nei cocktail quanto in cucina, lo zester è un particolare pela verdure che serve ad ottenere sottilissime ed arricciate striscioline dalla scorza degli agrumi. Un tocco profumato ed estetico che non guastano mai.

Tritaghiaccio

Da on sottovalutare, il tritaghiaccio serve ad ottenere ghiaccio della giusta consistenza: a granita, frantumato, un po’ più spesso… fondamentale per fare bene le diverse tipologie di cocktail!

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Fun fact

Probabilmente il termine cocktail, che significa letteralmente “coda di gallo”, deriva dalla piuma di gallo che molti inglesi mettevano nel proprio bicchiere di alcolico quando festeggiavano appena sbarcati in America. L’antenata di cannuccia e ombrellino, per farla breve.

Qui qualche buon cocktail per voi, a base di gin, tequila, rum. Dai faccio la brava e vi suggerisco anche dei buoni analcolici.

Avatar Chiara Cajelli

18 Giugno 2019

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