Cucinare è uomo o donna?

Andrea Bezzecchi, Jacopo Cossater e Stefano Caffarri

“L’ho sempre detto che la cucina non è roba da donne”. Questa frase sibillina scritta ieri dall’editor Stefano Caffarri—parlando d’altro—ha innescato la rezione indignata delle lettrici di Dissapore. Domanda per chi legge. Ma dobbiamo crederci a ‘sto trip vagamente misogino? Siete convinti che solo gli uomini fradici di sentimento come i babà di rum possono sostenere di aver mangiato cose perfette cucinate dalle proprie madri, sorelle, mogli, amanti? [Inserire qui altri gradi di parentela]. Se restiamo nel campo delle leggende, c’è anche il risvolto della medaglia. Dicono che siccome le femmine sono realistiche, quindi immuni dal delirio megalomane che fa il grande cuoco, non esistono ristoranti pilotati da donne chiusi per fallimento, fuga a Cuba o arresto dei titolari per spaccio di cocaina. Tutta roba che nella ristorazione maschile è all’ordine del giorno.

Un momento. Non rispondete prima di sapere che pochi giorni fa a Milano, una squadra di foodblogger maschi reclutati da Voiello, ha superato la controparte femminile alla prova del cuoco. Sapete da chi era composta la maschia squadra? Andrea Bezzecchi, Jacopo Cossater, collaboratore di Intravino, Stefano Caffarri, di cui sopra. E qui il cerchio si chiude.

[Immagine: L’Espresso Food&Wine]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

28 novembre 2009

commenti (51)

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  1. maro’ ma che trio! jacopo non lo conosco ma gli altri due(per cause esterne) si’…..quello che hai detto e’ una sacrosanta verita’…io dietro ai fornelli ho due donne…se c’ero io ero gia’ a Cuba!(no coca, solo gnocca…licenza poetica)
    A parte scherzi se guardate i locali che hanno avuto problemini sono tutti con cuochi maschi…. che magari siamo meno piroresistenti della controparte feminina? .-O)

  2. Bernie, forse non ti hanno informato che la ‘squadra maschia’ ha vinto per un solo punto. Preciso. Uno solo. 🙂
    @Adriano, tu si che la sai lunga!

    1. :))) è stata una bella serata e la vittoria, alla fine, non è poi così importante.
      Eravamo a pari merito. Onore ai vincitori
      Ma la calamarata cauda ha avuto un enorme successo 😀

    2. Ecco, una differenza che si nota subito è che spesso gli uomini quando cucinano ci fanno tutta una sceneggiata intorno: e la valigetta col set di coltelli completo, guai se non c’è la casseruola di rame, il grembiule coordinato, discussioni sugli ingredienti sopraffini che solo loro sanno scegliere, piatti e piattini imitando gli scieff e poi…tutta la cucina devastata. 😆

      E qui, competizione giocosa, vincono per un punto e subito a far notare che si sono dimostrati superiori alle cuoche donne! 😉

      Noi siamo più per l’understatement e alla fine forse ci si nota di meno!

  3. professionalmente parlando, cucinare é uomo per molteplici ragioni.
    ammetto però che le donne, a differenza degli uomini, riescono a fare ‘due cose contemporaneamente’ e mi riferisco all’essere madri e, come spesso accade con ottimi risultati, anche chef/patron

  4. Beh, dietro ai fornelli, la statistica ci dice che ci vogliono uomini per la fantasia e donne per la concretezza.

    PS: Ma non sarebbe vietato cucinare con la cravatta?! 😉

    Ad maiora
    Fabrizio

  5. Mi intrometto perche` l`argomento mi sta a cuore.

    1)Se un uomo non riesce ad essere lavoratore e padre, meglio che non accetti di procreare.
    2)La prole si cresce insieme (qualunque sia la coppia, il trio, il quartetto che ha deciso di procreare/adottare). Punto.
    3)Ci sono donne casalinghe e uomini casalinghi, diciamo cosi`per scelta. Ci credo solo (a volte capita) quando il soggetto interessato me lo dice tre volte consecutive guardandomi negli occhi.

    A mio parere, queste punti valgono tanto per la attivita`di cuoco/a che per quella di fisico/a delle particelle.

  6. Che dire?
    Non mi piacciono le generalizzazioni. La mia estrazione scientifica mi porta a ragionare su numeri, su dati precisi, il resto sono chiacchiere.
    C’è da dire tuttavia che storicamente le donne sono state generalmente relegate nelle cucine di casa e gli uomini nelle cucine di alto livello dove se c’erano donne facevano bassa manovalanza.

  7. Calma, prima di chiudere il cerchio: da chi era composta la giuria? 🙂

    À la guerre comme à la guerre, ahahah!

  8. bene, archivio anche questo materiale e lo giro a un mio amico maschio, antropologo, e a una mia amica femmina, psicologa: stanno facendo ricerca sulla cultura della cucina, con particolare attenzione alla componente di genere. dateci sotto, grazie.

  9. Boh, trovo che noi maschi impariamo da mamme e nonne, e poi miglioriamo il risultato nel tempo.

    Personalmente, è difficile che faccia entrare donne in cucina. Mia moglie ci è entrata dopo due anni. Se abbiamo ospiti, ancora oggi cucino io, lei usa la cucina per fare i dolci, cosa che a me non aggrada molto.

    Difficilmente ho trovato donne veramente brave in cucina, e questo a dispetto dell’enorme pratica a cui sono storicamente sottoposte. Forse è proprio per quello che l’uomo, quando si diletta in cucina, si diletta appunto, e non lo fa per obbligo storico….

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