di Massimo Bernardi 23 Aprile 2010

Hey, dico a voi, elettorato di questo blog, scusate il minimo sindacale di buone maniere ma voglio fare un serio e cazzutissimo censimento del gelato italiano con i superpoteri.

E lo voglio dividere per gusti cult.

Consentito il voto disgiunto, tipo: crema di Vivoli a Firenze MA ANCHE pistacchio del Baretto di Mondello; croccante di Marchetti a Torino MA ANCHE lo sfusato al limone di Gelatauro a Bologna.

Però, prima di votare, confrontatevi con i consigli dell’esperto per capire se un gelato è buono (si apre un Pdf).

1 – Il corpo. Deve averlo, e non disfarsi immediatamente una volta portato alla bocca.
2 – La cremosità. Troppo cremoso non va bene. Se leccando il gelato una patina si sofferma sulla lingua per qualche secondo, i grassi sono eccessivi.
3 – La dolcezza. Deve essere M-O-D-E-R-A-T-A. Una dolcezza troppo avvertibile è sospetta.
4 – Untuosità. Il gelato che scivola via dalla lingua in un nanosecondo non ha i superpoteri.
5 – Acidità. Nei gelati alla frutta o allo yogurt l’acidità non deve essere una nota aggressiva.
6 – Il banco vetrina. Vedete un gelato che sborda dalla vaschetta, va cioè, oltre la “linea del freddo”. Nonostante questo, è intatto, non mostra segni di scioglimento. Ecco, quel gelato è a forte sospetto di conservanti.
7 – Pastosità. Dipende dall’aria che il gelato ingloba durante il mescolamento. Siccome nei gelati industriali viene immessa meccanicamente, il rischio che sia eccessiva è alto. Quindi, meglio di no.

Ancora sicuri del vostro voto? Sì? Così si fa. Figurati se vi fate condizionare dal fatto che il capoluogo toscano ospiterà dal 28 al 31 maggio Firenze gelato festival, ospiterà  che a Milano sia appena nato Lato G, ticket ammiccante tra lato b e punto g. Sotto con i voti, andiamo.

[Fonte: Panorama, immagini: New York Times]