di Giorgia Cannarella 19 Settembre 2013
Bologna non ha mai detto

Bulàgna. L’Erasmus. Gli studenti quarantenni del Dams. Il Nettuno (la statua) in erezione. San Luca a piedi almeno una volta. La pizza di Altero. Ecco, niente come un bel cliché gastronomico distingue il Born in Bologna da colui che si limita a viverci. Per dire, non sentirete mai un bolognese dire:

 1. Tortellini? Preferisco i cappelletti.

2. La panna è la morte dei tortellini.

3. Non stancarti, è una sfoglia già abbastanza sottile.

4. In caso, gli Sfogliavelo di Giovanni Rana non sono male.

5. Il vero bolognese lo riconosci dalla Bologna.

6. Bologna… dài, la mortadella. Quella con i pistacchi.

7. Siamo nati per soffriggere ma il friggione d’estate non lo reggo.

8. Mi si nota di più se metto meno burro?

9. Ideona: facciamo il pane senza strutto?

10. Io adoro lo gnocco fritto.

11. Quante volte te lo devo dire, si chiama gnocco fritto, non crescentina. La crescentina è la tigella.

12. Avete il menu vegetariano in questo ristorante?

13. Butta la pasta intanto scongelo il ragù.

14. Cosa pretendi, è solo Lambrusco.

15. Ti presento un vecchio amico mio: il brodo col dado.

16. Il risotto come patrimonio dell’Unesco.

17. Quella di Altero non è vera pizza.

18. Meglio che a casa il ragù di questo ristorante.

19. Per me niente pasta, grazie.

20. Alla Festa del PD* si mangia male”

*il vero bolognese, in più, non sa che la Festa dell’Unità ha cambiato nome (forse è meglio così).

Allarghiamo le frasi mai dette ad altre città?

[Crediti: amici, conoscenti e parenti bolognesi – quelli veri]