di Martina Liverani 18 Novembre 2013
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Se è vero quel che dice l’Associazione Italiana degli Editori, il 55% degli italiani al di sopra dei sei anni di età non legge neanche un libro all’anno. I quotidiani e le riviste non se la passano meglio; mi vien da pensare che le uniche pubblicazioni cartacee che ancora continuiamo a leggere siano i menu dei ristoranti.

Testi così piacevoli che vorremmo tenerli sul comodino per sfogliarli prima di coricarci. Converrete con me, voi attenti e abili lettori di menu italiani, che queste nuove forme letterarie sono in balia di mode e cliché: zeppi di tormentoni che colano a picco con la stessa velocità con cui si sono elevati, trasformandosi in un battibaleno da “maipiùsenza” a “nonsenepuòpiù”.

Chilometro zero, sostenibilità, salutismo esasperato, piatti vegetariani sono ovunque ma ecco le cose che non vorrei più trovare in quelle righe nel 2014:


1. RAPE ROSSE


Dopo il topinambur e il lemongrass e proprio prima che arrivi il rabarbaro come nuova moda culinaria, l’ingrediente ricorrente dei menu in circolazione è la rapa rossa. Che avrà di così speciale?


2. ACCIUGHE


Direttamente dalla scatoletta con burro e pane abbrustolito, degustazioni di, sole o accompagnate a tutto: mi piacciono, ma un altro anno a mangiare acciughe non so se lo sopporterei.


3. ZUPPETTA


Vezzeggiativo di zuppa. Lo tollero a malapena purché questo non ci porti al zuppina. Lasagnetta, coscetta, guancetta no, è davvero troppo.


4. ANIMELLE


Voi avete imparato a cucinarle, noi abbiamo iniziato a mangiarle: le animelle sono oggi sono quello che era l’uovo morbido fino a qualche stagione fa. Basta per favore, sta arrivando una nuova era. Quella del piccione.


5. HAMBURGER


Avete hamburgerizzato qualsiasi cosa, spesso con pessimi risultati. Siamo davvero pronti per altri formati, davvero.


6. BACCALA’


E niente, dopo anni di egemonia della triglia, ora continua imperterrita l’avanzata del baccalà. Quanto durerà non possiamo saperlo, ma la Capasanta è già dietro l’angolo…


7. BATTUTA AL COLTELLO


Questa cosa della battuta vi piace, vi piace parecchio. E’ il gesto? Il crudo? Cosa esattamente di così irresistibile che la rende immancabile?

Non mi esprimo su “di grano arso”, “di stagione”,  “del nostro orto”, “di giornata”, che oramai sono epiteti incontrollati;

Piuttosto nella letteratura dei menu c’è un giallo che mi lascia con un grande e misterioso interrogativo. Sono veri e propri capolavori, le pagine dei menu di certe osterie e trattorie che riportano ancora  la voce:


8. CONTORNI


Una trama che si ripete ad ogni latitudine: quattro righe, raramente di più, talmente scontate che sembrano messe lì quasi per scaramanzia. Patate al forno o fritte, verdure alla griglia, insalata mista, verdure al vapore. Nel migliore dei casi, il colpo di scena di qualche variante regionale. Quasi inquietante.

Ora a voi, dimostrate la vostra abilità di lettori di menu e denunciate qua sotto di cosa, davvero, non ne potete più.