di Prisca Sacchetti 10 Agosto 2015
Al Bicerin, Torino

Chi era Maritè Costa e perché ora che si è spenta a 67 anni dopo una lunga malattia tutta Torino è in lutto? Impossibile ricordarla senza parlare del bicerin.

Il secondo motivo del successo della bevanda calda che i torinesi-bene sorseggiano il mattino è sempre stato il prezzo contenuto.

Già in un libro del 1939 sui principali caffè storici d’Italia Nino Bazzetta da Vemenia scriveva: “amato dai nobili ma anche dalle persone più umili che potevano permetterselo di tanto in tanto visto il prezzo contenuto di tre soldi, cioè 15 centesimi di lira, mantenuto fino al 1913”.

bicerin

Ma il primo motivo è la ricetta segreta, ottenuta da particolari miscele di cacao, caffè e latte intero. Le fave di cacao vengono tostate e pressate per ottenere una polvere ricca di materia grassa che rende il bicerin particolarmente denso.

La polvere con aggiunta di zucchero di canna e aromi naturali viene poi cotta a lungo in recipienti appositi. Alla crema ottenuta vengono quindi uniti caffè e fior di latte e dopo alcuni minuti di riposo la bevanda è pronta per essere servita in piccoli bicchieri senza manico (bicerin, appunto).

Al Bicerin è invece la piccola confetteria aperta di fronte al Santuario della Consolata di Torino nel 1763 dall’acquacedratario Dentis in cui la ricetta del bicerin è stata perfezionata. 252 anni tutto sommato ben portati, anche grazie a Maritè Costa, frequentatrice del locale sin da giovane e in seguito proprietaria esemplare.

Bisogna fare come lei quando si gestisce un locale che Alexander Dumas padre, foodblogger ante litteram, descrive in una lettera come “una delle cose da non perdere di Torino”, frequentato da personaggi storici come Cavour, Puccini, Silvio Pellico, Nietzsche e in epoche diverse da Calvino, Wanda Osiris e Mario Soldati.

Riti antichi da mantenere come la colazione a candele accese, e un ambiente ritoccato sempre con il massimo rispetto. 

Maritè Costa, Al Bicerin

All’inizio –oltre un quarto di millennio fa– erano semplici tavole e panche in legno, sostituite ai primi dell’Ottocento dai tavolini in marmo che si ammirano ancora oggi, con le pareti abbellite da boiserie di legno e specchi secondo la moda di quegli anni.

Sempre lo stesso, dal primo giorno, il robusto bancone con alle spalle i vasi dei confetti di 40 tipi diversi, vanto di Al Bicerin, associato ai Locali Storici d’Italia e ai Cafe’s Historiques et Patrimoniaux d’Europe. 

Da sempre in mani femminili (e si vede), spetta ora alla figlia di Maritè, Eleonora, proseguire la tradizione del locale e impegnarsi affinché il valore di Al Bicerin venga riconosciuto in Italia e nel mondo com’è stato sinora. 

Il modo migliore per onorare il ricordo di Maritè Costa.

[Crediti | Link: La Stampa, Dissapore]