di Olga Mascolo 6 Febbraio 2014
Sochi

A Sochi 2014 niente yogurt. Cominciano domani 7 febbraio ma saranno ricordate come le Olimpiadi Invernali più controverse delle storia: tra campagne LGBT, discriminazioni della Coca Cola, e da oggi alterchi per una colazione equilibrata (ci sarebbe anche lo squallore degli alberghi si Sochi).

Si tratta dello yogurt Chobachi, brand sponsor della squadra olimpica americana. A supporto degli atleti bisognosi di yogurt, è intervenuto il senatore americano Schumer, che ha pubblicamente twittato: “perché mai la Russia non accetta la spedizione di yogurt?”. Intanto scatole di Chobachi sono bloccate in un aeroporto del New Jersey, in attesa del permesso russo.

Di questa mancanza si rammarica anche l’atleta norvegese Ksel Lund Svindal: “Qui non c’è yogurt, e non so come fare colazione senza: io mangio yogurt e muesli, e non altri tipi di zuccheri”.

Ma le gastro-polemiche a Sochi non sono finite qui.  Altre sono state le lamentele degli atleti e giornalisti, tutte riportate in alcuni tweet.

Ci sono api nel miele:

L’acqua negli hotel non è esattamente pulita:

Le macchinette hanno forniture limitate:

La colazione non stuzzica l’appetito:

Le camere non vengono pulite alla perfezione:

Non basta: la carta igienica (usata) non si può scaricare nel water ma la si deve gettare in un cestino; mancano le lampadine e le maniglie alle porte; l’arredamento delle stanze se ne cade a pezzi. Lontani tempi del maple syrup di Vancouver e del cioccolato di Torino.

E dalla Gazzetta giungono altre notizie sull’alimentazione dei nostri sportivi. Nel Villaggio, pare, ci sono griglia e patatine e cheeseburger firmati Mc Donald’s. Non esattamente un’alimentazione da sportivo (ma dicono che gli atleti giapponesi ci abbiano fatto colazione, di nascosto ovviamente). C’è anche un angolo pizze gestito da un italiano, Michele Brogi. Speriamo bene, almeno lì.

[Crediti | Link: Messaggero, TMNews, Repubblica, Gazzetta dello Sport]