alcolici, etichette

Tra il dire e il fare c’è di mezzo e il (cit.). O il governo inglese. Che alla fine l’ha fatto: ha deciso che ai britannici serve l’assistenza pedagogica per bere. Ebbene sì, nel prossimo futuro sugli alcolici inglesi saranno impresse etichette sui rischi relativi alla loro assunzione. Esattamente come per le sigarette.

Leggeremo cose come “Bere alcol fa male alla tua salute e a quella del tuo bambino” o “L’abuso di alcol danneggia il fegato e penalizza la tua attività sessuale”. E sarà l’ennesima sconfitta per il libero arbitrio. Ma anche una grande noia, oltre che una potenziale ipocrisia.

Vero anche che gli inglesi ci danno giù un po’ indiscriminatamente, a dirla tutta. Scopro per esempio che nell’ultimo anno 1.2 milioni di persone sono state ospedalizzate per conseguenze da abuso alcolico!

Ovviamente qualcuno ha già pensato di sbeffeggiare la proposta proponendo etichette alternative. Figuarsi se non ci prodigavamo anche noi in un esercizio sanamente sarcastico come questo.

Ho detto noi ma gran parte della redazione è ancora in vacanza quindi vi beccate solo le mie suggestioni con la proficua partecipazione di Fabio Cagnetti. Il tutto in attesa delle vostre.

vodka, etichetta, verità
Vodka socialdemocratica
Avete mai fatto l’Erasmus? Partecipato a una loro festa o semplicemente frequentato gioventù (prevalentemente) spagnola entusiasta di preparare i Botelleones: bibitoni spaccafegato fai da te, solitamente composti da un casuale miscuglio di Vodka a buon mercato e aranciata del discount. Fanno tanta convivialità e molto lavoro per il tuo gastrointerologo.

rum, etichetta, verità
Sua versatilità il Rum
Infinite le sue declinazioni da distillato altissimo e per intenditori a bevanda strumentale nei consessi dello sballo coatto. Tutti noi ne abbiamo mescolato versioni discutibili con la maledetta Coca Cola, o con del succo di pera. Alcune volte per pura acquiescenza. Chissà mai perchè!

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Il Gin da albergo o da viaggio in aereo
Secondo un’universale assioma alcolico se non sai che drink berti fatti un Gin Tonic e dovresti cavartela senza particolari problemi. Le version mignon però veicolano soprattutto serate tristi in albergo o viaggi dove tutto ciò che desideri è non accorgerti che sei molto molto in alto.

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Alcol e frutta e muori dentro
Ancora un cimitero salutista. E ci siamo passati tutti. Le vodka al melone ai miei tempi, il Bacardi Breezer e affini un decennio dopo. Stessa sofferenza epatica e un solo indicatore infallibile: la maggiore età è ancora lontana. Non è importante che sapore ha, quando è quello della libertà.

barolo, etichetta, verità
Barolismi d’autore
Poi improvvisamente diventi adulto e scopri il vino e il tuo cammino è segnato. Bevi lo sfuso, poi le prime bottiglie in enoteca del reparto basso e sogni quel Barolo lì di cui ti hanno parlato e che costa cifre per te inaudite. Risparmi, lo compri e scopri che non puoi godertelo. Darà il massimo tra qualche decennio. Ma vaffanculo.

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Il Riesling
Poi arrivi al Riesling ed è l’approdo definitivo. Ormai non sai bere più con gli altri ma solo con i tuoi simili. La cosa un po’ di sgomenta ma un bianco così non l’avevi mai bevuto. E non vorresti più smettere.

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Ah la Francia
Siete al punto di non ritorno: adorate lo Champagne più dei vostri figli, a cui non potete più garantire un futuro perché comprate solo bottiglie che costano 200 euro. Auguri.

borghetti, caffè, etichetta, verità
Stadio Olimpico
Torniamo con i piedi per terra: qualcuno beve ancora Il Caffé Sport Borghetti? Qualcuno non lo considera tremendamente stucchevole? Io gli voglio sempre bene perché mi ricorda una Roma diversa e verace. Quella di Mario Brega e delle domeniche allo stadio, dove il Caffé Borghetti era un’istituzione. Ora è più facile che sventoli una bandiera nazista.

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Sarditudine in bottiglia
Per 20 anni sono andato in vacanza a Orosei in Sardegna. Ho conosciuto persone straordinarie e persone insopportabili, ragazzi ospitali e ragazzi scostanti. Ho assistito a risse, sbronze di gruppo, amoreggiamenti maldestri e epiche sfide a Murra. Ma non ho mai visto un tavolino di un bar senza una colonna infinita di Ichnusa.

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La birra con il limone
E’ una deriva brutta e a molti fa porre l’annosa questione: “Come fai poi a rimuovere la fetta di limone e gettarla nell’umido”. Quello è il momento in cui dovresti capire che non hai più l’età per la Corona ghiacciata sulla spiaggia, da sorseggiare senza bicchiere mentre indugi in desideri sconci.

boccale, birra, etichetta, verità
Birrozza per tutte le stagioni
La bevanda per la partita, per la pizza, per il dopo sport, per il dopo sesso, per la comunicazione internazionale. Per quello che vi pare. Quando tramonterà anche questa dovremmo farci domande severe su noi stessi.

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Birra strumentale
Roma, Campo de’ Fiori, esterno notte: rumore, sporcizia e alto tasso di fame chimica. Erano (lo sono ancora?) i sabati malsani degli universitari al crocevia tra i divertimenti massificati e la via comunista al loisir . C’era sempre un caso umano specializzato in fare uscire i bulbi oculari dagli occhi e molti produttori di canne a bandiera. Arrivava sempre una economicissima birra Faxe nella lattina da un litro.

birra artigianale, etichetta, verità
Talebanismi artigianali
Lo sappiamo fin troppo bene: anche l’amata birra si è imborghesita in una serie di pratiche alte e declamazioni solenni. Il luppolo è diventato bel tenebroso e le certezze crollano.

Comunque la pensate, buona bevuta.

commenti (19)

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  1. Avatar Paolo ha detto:

    Perdonami, giuro che sto cercando di smettere(*)… ma perché la vodka socialdemocratica c’è due volte?
    (*) di fumare, non di stracciare i cabbasisi, che avevi capito? 🙂

    1. Adriano Aiello Adriano Aiello ha detto:

      Invece sei molto utile. E io molto stanco e rimbambito. Grazie. Da domani te li mando prima in mail:)

    2. Avatar Paolo ha detto:

      Ma non ti disturbare, perbacco. Puoi limitarti ad una cassa di birra artigianale.
      Diamine, non ce ne sarà bisogno: avrò il birrificio artigianale a 150 metri da casa.
      Vi penserò sorseggiando una media, sul terrazzo davanti al lago. Anatre che nuotano felici al tramonto, anatra che sobbolle garrula sul fuoco, in attesa delle tagliatelle.

    3. Avatar Gillo ha detto:

      “sto cercando di smettere” Sarebbe un errore(che subito hai corretto)
      “perché la vodka socialdemocratica c’è due volte?”
      perchè la vodka è socialdemocratica?

      Talebanismi artigianali
      Lo sappiamo fin troppo bene: anche l’amata birra si è imborghesita in una serie di pratiche alte e declamazioni solenni. Il luppolo è diventato bel tenebroso e le certezze crollano.

      Si è “imborghesita”.
      Chi?
      La “vecchia” socialdemocrazia?
      Tutti.

  2. Avatar Angelo ha detto:

    Con “Gastrointerologo”volevi mica dire “gastroenterologo”?

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      No. E’ un tifoso dell’Inter con il mal di stomaco (praticamente la sua condizione base quando vede giocare la squadra) 🙂

  3. Adriano Aiello Adriano Aiello ha detto:

    Nel web del 2014 la percentuale di lettori che legge ancora per correggerti, trovare refusi, contraddizioni, limiti è ancora dannatamente alta: è un po’ svilente, poi passa:)

    Gillo, quella della Vodka è un’immagine: evoca Russia, dove si evocava il comunismo. Ma ora al massimo si arriva alla socialdemocrazia.

    1. Avatar Paolo ha detto:

      La vuoi sapere la verità vera? E’ che nel web 2014 mancano gli editor nel senso tradizionale del termine, che sempre nella tradizione itaGLiana si chiamavano “correttori di bozze”.
      E’ cambiata l’editoria, e ci sta che ogni tanto ci scappi un refuso: c’è chi ne prende spunto per offendere il redattore, chi per riderci sopra (socialdomecratici al quadrato sarebbe venuto bene, non credi?)
      Ah, io lo faccio solo per sentirmi gGiòfane… “quando ero piccolo” mi sono guadagnato da vivere facendo traduzioni e correttore di bozze 😛

    2. Adriano Aiello Adriano Aiello ha detto:

      Mancano soprattutto ad agosto ma oltre all’editoria è cambiato il lettore. Figurati se negli anni Ottanta uno scriveva a una rivista per fargli notare un refuso, ma ci sta:) Però sono OT e comunque vengo da 5 anni di lavoro come redattore classico nel cartaceo, capisco cosa intendi. Mi interessava solo rilevare che troppo spesso (non è il tuo caso eh) l’attitudine del lettore è proprio incentrata sulla ricerca dell’errore, mai sul piacere. Si legge un testo in modo antagonista per dimostrare che chi scrivere è impreparato o sciatto.

    3. Avatar MAurizio ha detto:

      Invece chi pubblica un testo senza rileggerlo per correggere eventuali errori di battitura e/o refusi NON è impreparato o sciatto, ma forse è solo “irrispettoso” dei potenziali lettori ? 🙂

  4. Avatar Mauro ha detto:

    Penso all’Erasmus di aver toccato l’apice della qualità in fatto di alcolici, mai bevuto così male come in quei 9 mesi, neanche negli happy hour a Milano bevevo così male. Mi chiedevo da dove provenissero gli alcolici delle feste studentesche.

    Per il Monfortino aspetterei anche più di 20 anni, quel riposo se lo merita tutto, da accudire come un bambino.

  5. Avatar Angelo ha detto:

    Adriano, il caldo ti ha reso permalosetto vedo. Chiedo scusa 🙂 non volevo offendere nessuno.

    1. Adriano Aiello Adriano Aiello ha detto:

      Sto in montagna e fa freddino:) Ragazzi era un’affermazione generale legata a ogni post di ogni giorno, mese e anno: nessun riferimento personale, solo una mera osservazione

  6. Avatar Magic Luke ha detto:

    è falso che il borghetti non vada più di moda, ma quali stadi frequentate? 😀

    il peggio del peggio comunque son le birre e il vino di bassissima qualità, acquistati solo per sbronzarsi. Rhum e Vodka comunque restano padroni indiscussi della categoria, poi se vuoi fare il figo vai col cognac o col jack

  7. Avatar Lauraz ha detto:

    Noto con dispiacere che abbiamo un illustre assente: il vino in cartoccio, compagno fedele delle sbronze più bieche di ogni liceale.
    Ricordo con grande affetto un’estate al campeggio, quando vidi arrivare un amico con un carrello porta-bagagli pieno di cartoni di Archetto rosso. L’apice della poesia fu raggiunto quando lo degustammo nei boccali di birra da un litro, rigorosamente rubati all’Oktoberfest. Pura poesia.

  8. Avatar elena cattaneo ha detto:

    Beccata anch’io: a 16 anni, vodka al melone.
    Mi giustifico nel ricordo, come un’antropologa di me stessa: essi erano riti di passaggio.
    Tali riti introducono al concetto e all’esperienza di Sapore della libertà. Come altri cattivissimi sapori (sigarette, cilum).

    Cmq, quoto senza mezzi termini l’attualissima birra che si beve sempre, coi vecchi amici; è la stessa che troviamo ai concerti, alle feste di paese, in qualche circolo Arci, alla (pace all’anima sua) Festa dell’Unità, in manifestazioni varie dove spuntano spine qua e là: Birrozza per tutte le stagioni.