di Adriano Aiello 22 Agosto 2014
alcolici, etichette

Tra il dire e il fare c’è di mezzo e il (cit.). O il governo inglese. Che alla fine l’ha fatto: ha deciso che ai britannici serve l’assistenza pedagogica per bere. Ebbene sì, nel prossimo futuro sugli alcolici inglesi saranno impresse etichette sui rischi relativi alla loro assunzione. Esattamente come per le sigarette.

Leggeremo cose come “Bere alcol fa male alla tua salute e a quella del tuo bambino” o “L’abuso di alcol danneggia il fegato e penalizza la tua attività sessuale”. E sarà l’ennesima sconfitta per il libero arbitrio. Ma anche una grande noia, oltre che una potenziale ipocrisia.

Vero anche che gli inglesi ci danno giù un po’ indiscriminatamente, a dirla tutta. Scopro per esempio che nell’ultimo anno 1.2 milioni di persone sono state ospedalizzate per conseguenze da abuso alcolico!

Ovviamente qualcuno ha già pensato di sbeffeggiare la proposta proponendo etichette alternative. Figuarsi se non ci prodigavamo anche noi in un esercizio sanamente sarcastico come questo.

Ho detto noi ma gran parte della redazione è ancora in vacanza quindi vi beccate solo le mie suggestioni con la proficua partecipazione di Fabio Cagnetti. Il tutto in attesa delle vostre.

vodka, etichetta, verità
Vodka socialdemocratica
Avete mai fatto l’Erasmus? Partecipato a una loro festa o semplicemente frequentato gioventù (prevalentemente) spagnola entusiasta di preparare i Botelleones: bibitoni spaccafegato fai da te, solitamente composti da un casuale miscuglio di Vodka a buon mercato e aranciata del discount. Fanno tanta convivialità e molto lavoro per il tuo gastrointerologo.

rum, etichetta, verità
Sua versatilità il Rum
Infinite le sue declinazioni da distillato altissimo e per intenditori a bevanda strumentale nei consessi dello sballo coatto. Tutti noi ne abbiamo mescolato versioni discutibili con la maledetta Coca Cola, o con del succo di pera. Alcune volte per pura acquiescenza. Chissà mai perchè!

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Il Gin da albergo o da viaggio in aereo
Secondo un’universale assioma alcolico se non sai che drink berti fatti un Gin Tonic e dovresti cavartela senza particolari problemi. Le version mignon però veicolano soprattutto serate tristi in albergo o viaggi dove tutto ciò che desideri è non accorgerti che sei molto molto in alto.

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Alcol e frutta e muori dentro
Ancora un cimitero salutista. E ci siamo passati tutti. Le vodka al melone ai miei tempi, il Bacardi Breezer e affini un decennio dopo. Stessa sofferenza epatica e un solo indicatore infallibile: la maggiore età è ancora lontana. Non è importante che sapore ha, quando è quello della libertà.

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Barolismi d’autore
Poi improvvisamente diventi adulto e scopri il vino e il tuo cammino è segnato. Bevi lo sfuso, poi le prime bottiglie in enoteca del reparto basso e sogni quel Barolo lì di cui ti hanno parlato e che costa cifre per te inaudite. Risparmi, lo compri e scopri che non puoi godertelo. Darà il massimo tra qualche decennio. Ma vaffanculo.

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Il Riesling
Poi arrivi al Riesling ed è l’approdo definitivo. Ormai non sai bere più con gli altri ma solo con i tuoi simili. La cosa un po’ di sgomenta ma un bianco così non l’avevi mai bevuto. E non vorresti più smettere.

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Ah la Francia
Siete al punto di non ritorno: adorate lo Champagne più dei vostri figli, a cui non potete più garantire un futuro perché comprate solo bottiglie che costano 200 euro. Auguri.

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Stadio Olimpico
Torniamo con i piedi per terra: qualcuno beve ancora Il Caffé Sport Borghetti? Qualcuno non lo considera tremendamente stucchevole? Io gli voglio sempre bene perché mi ricorda una Roma diversa e verace. Quella di Mario Brega e delle domeniche allo stadio, dove il Caffé Borghetti era un’istituzione. Ora è più facile che sventoli una bandiera nazista.

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Sarditudine in bottiglia
Per 20 anni sono andato in vacanza a Orosei in Sardegna. Ho conosciuto persone straordinarie e persone insopportabili, ragazzi ospitali e ragazzi scostanti. Ho assistito a risse, sbronze di gruppo, amoreggiamenti maldestri e epiche sfide a Murra. Ma non ho mai visto un tavolino di un bar senza una colonna infinita di Ichnusa.

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La birra con il limone
E’ una deriva brutta e a molti fa porre l’annosa questione: “Come fai poi a rimuovere la fetta di limone e gettarla nell’umido”. Quello è il momento in cui dovresti capire che non hai più l’età per la Corona ghiacciata sulla spiaggia, da sorseggiare senza bicchiere mentre indugi in desideri sconci.

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Birrozza per tutte le stagioni
La bevanda per la partita, per la pizza, per il dopo sport, per il dopo sesso, per la comunicazione internazionale. Per quello che vi pare. Quando tramonterà anche questa dovremmo farci domande severe su noi stessi.

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Birra strumentale
Roma, Campo de’ Fiori, esterno notte: rumore, sporcizia e alto tasso di fame chimica. Erano (lo sono ancora?) i sabati malsani degli universitari al crocevia tra i divertimenti massificati e la via comunista al loisir . C’era sempre un caso umano specializzato in fare uscire i bulbi oculari dagli occhi e molti produttori di canne a bandiera. Arrivava sempre una economicissima birra Faxe nella lattina da un litro.

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Talebanismi artigianali
Lo sappiamo fin troppo bene: anche l’amata birra si è imborghesita in una serie di pratiche alte e declamazioni solenni. Il luppolo è diventato bel tenebroso e le certezze crollano.

Comunque la pensate, buona bevuta.