Amazon apre il negozio di alimentari: chi ha già fatto la spesa?

E’ partito oggi il nuovo servizio di Amazon, e forse a quest’ora qualcuno di voi ha già fatto la spesa online. Il colosso dell’e-commerce offre la possibilità di acquistare prodotti alimentari a lunga conservazione, con spedizione gratuita per chi è in possesso di un account Prime. Ampia la varietà di scelta soprattutto tra pasta, snack confezionati e cibi in scatola.

Amazon rilnacia dopo aver firmato il sudatissimo contratto con Eataly, cioè con Eataly.net, la società di shopping online di Oscar Farinetti, per la distribuzione di cibo pronto (pasti e scischette eatalian style) che prima si consumerà a New York e dintorni per poi approdare in Italia e tentare la conquista degli uffici metropolitani.

Forse tra qualche anno la frase “Vado a fare la spesa!” non indicherà più il tragitto di 800 metri che vi separano dal supermercato più vicino, ma il ben più breve spostamento dal divano alla scrivania su cui tenete il computer.

L’approdo della nuova categoria “Alimentari e Cura della persona” sancisce di fatto l’inizio di una piccola rivoluzione nel campo dell’e-commerce: mai prima d’ora un sito aveva proposto ai visitatori uno “scaffale virtuale” così ben assortito.

I prodotti in vendita, per ora, sono essenzialmente quelli non deperibili nel breve periodo, ma c’è l’intenzione futura di ampliare l’offerta con l’inserimento di alimenti freschi.

Largo quindi a pasta (Barilla, De Cecco, Amato, Agnesi), caffè (capsule Nespresso, Lavazza e Illy), tè, farine, cereali, legumi secchi, cibi in scatola (carne, pesce, verdure, legumi), sughi, snack dolci e salati, ma anche bevande sia alcoliche che analcoliche (per i più pigri: sì, c’è anche l’acqua!).

Altri marchi presenti: Mulino Bianco, Knorr, Valfrutta, Rio Mare, Plasmon e Mellin.

La spedizione è gratuita per ordini superiori ai 19 euro, garantita entro un giorno, e per i fortunati che hanno un account Prime e abitano a Milano, è prevista anche la spedizione gratuita serale.

Al momento il servizio è stato lanciato in versione Beta, in modo che sia già utilizzabile dai pionieri della spesa alimentare online su Amazon, ma con la possibilità per gli sviluppatori di valutarne l’efficienza e apportare eventuali aggiustamenti.

Oltre a tutte le comodità degli acquisti sul web, questa innovazione porta con sé anche una seria possibilità di crescita per i piccoli produttori locali.

Da settembre, attraverso il servizio Marketplace, anche le aziende a conduzione familiare potranno mettere in vendita i loro articoli su Amazon, ampliando così la loro visibilità ad un pubblico più ampio, nazionale e internazionale.

Sarebbe così più semplice reperire prodotti tipici di qualità, senza doversi accontentare di surrogati di dubbia provenienza o di imitazioni di fattura industriale.

Non a caso Amazon fa sapere che se da una parte è un negoziante al dettaglio, dall’altra è anche la più grande GDO del mondo.

«In Italia sono migliaia le aziende locali che producono specialità alimentari di alta qualità che i clienti in tutta Europa non vedono l’ora di assaggiare. Ora queste imprese possono diventare fornitori di Amazon o vendere direttamente i loro prodotti ai nostri clienti attraverso Amazon Marketplace».

Secondo Netcomm (Consorzio del Commercio Elettronico Italiano) al contrario di altri settori la spesa alimentare online è il fanalino di coda dell’intero eCommerce italiano”, con l’arrivo di Amazon si colma un vuoto nell’offerta che potrebbe costringere la Grande Distribuzione Organizzata a rivedere le sue strategie distributive puntando su velocità, puntualità, spedizione a domicilio.

[Crediti | Link: Dissapore, Immagini: Amazon]

Avatar Francesco Bruno

29 Luglio 2015

commenti (25)

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  1. Avatar thtgiaco ha detto:

    Ciao Francesco, e per i prezzi? Si vedono grosse differenze (siano esse positive o negative…)?

    1. Avatar Francesco Bruno ha detto:

      Ho dato un’occhiata, alcuni prodotti convengono, altri meno.
      Diciamo che siamo nella media.

  2. Avatar Fra ha detto:

    Mah, faccio riferimento alla categoria dei mieli: stessi prodotti di qualità discutibile che si trovano in un qualunque supermercato, peraltro a prezzi non concorrenziali…. Mi aspettavo meglio da Amazon

  3. Avatar Nome ha detto:

    Che bello, fra qualche anno non avremmo proprio più motivo di uscire di casa, con il tempo guadagnato quanti commenti su facebook e twitter potremo inserire… e anche su Dissapore certo.

    Marco

    1. Avatar Graziano ha detto:

      ahah 😀 volevo scrivere qualcosa di simile 😀

    2. Avatar marinese4 ha detto:

      per me, il tempo passato al supermercato è perso , non impiegato, per questo sono “cliccailpomodoro-addicted” fino dalla sua prima ora…
      altra storia è il frutta e verdura, il “pesciaio”, ecc…

  4. Avatar Ano Nimo ha detto:

    Io ho effettuato una ricerca quasi accorta su 20 prodotti generici
    tra SMAsimply Carrefour e Amazon

    Risparmio medio su amazon 40 cent a pezzo

  5. Avatar MAurizio ha detto:

    Per i clienti italici, Amazon.Uk vende alimenti “non deperibili” da sempre. Ci acquisto i classici prodotti anglo-sassoni o orientali (per es., senape, Marmite, salse varie) pagandole una frazione di quanto li pagherei in un negozio di “delikatessen” italico

    1. Avatar giacomo ha detto:

      Sono anni ce provo su amazon uk l’acquisto di birre, però al momento del pagamento mi diceva sempre che quelle “item” non potevano essere spedite.
      🙁

    2. Avatar Giancarlob ha detto:

      Puoi scrivere ad Amazon tramite il loro sito e se non ottieni una risposta soddisfacente puoi rivolgerti direttamente a Jeff Bezos il cui indirizzo di mail è pubblico.

    3. Avatar GIACOMO ha detto:

      grazie del consiglio, provvedo subito. 🙂

  6. Avatar Raf ha detto:

    Guardando un po’ piu in là nel tempo (me nemmeno tantissimo) , e calcolando in modo forse semplicistico che almeno la meta dei prodotti che compro al supermercato/salumeria me li puo consegnare Amazon a meno e piu comodamente, prevedo che la metà degli spazi immobiliari di tali negozi non avra piu senso diciamo, tra 5-10 anni (ma l’e-commerce a volte sorprende per la rapidità di cambiamento delle abitudini che induce).

    Per chi pensa che sia piu comodo scendere giu in bottega, pensi chi, come me, lavora fino alle 7 di sera, e pure la moglie , e si torna a casa alle 8 se va bene, quando tutte le botteghe sono chiuse. Per me la spesa DURANTE la settimana è un tabù, tranne rare eccezioni.

    Avere qualcuno che consegna al mio portiere, senza scambio di contante, con pacco chiuso, senza troppe domande, già pagato, il giorno dopo (o, leggo, la sera stessa nelle grandi citta per adesso Milano), voglio dire, questa cosa è gia sulla carta un sicuro successo.

    Almeno per me. E, di nuovo, ameno per il 50/70% dei prodotti.

    1. Avatar Riccardo I. ha detto:

      Già avere un portiere sarebbe un miglioramento della qualità della vita.

    2. Avatar Graziano ha detto:

      Ok, licenziamo operai perchè le macchine/robot fanno il loro lavoro (una macchina sostituisce più operai, e ne bastano meno a controllarle), ora chiudiamo pure i negozi perchè @m@zon e pochi altri colossi ti mandano la roba a casa (e a impacchettare/spedire hanno magari il cingalese di turno, poco “esigente”).
      Poi ci si lamenta che non c’è lavoro, e che quando c’è è malpagato e poco “stimolante”?
      PS: la storia che le nuove tecnologie creano nuovi lavori diversi che ne sostituiscono altri è una fesseria, altrimenti i disoccupati/malpagati non sarebbero in costante aumento, ovunque.

    3. Avatar Dissidente ha detto:

      Hai ragione! Chiudiamo la FIAT! – Associazione Italiana Fabbricanti di Calessi

    4. Avatar MAurizio ha detto:

      Non necessariamente il commercio elettronico diminuisce i posti di lavoro.
      Intanto moltiplica a dismisura i servizi di distribuzione. Quando ero piccolo ricevere un pacco era evento raro e c’erano solo le Poste e Telegrafi 🙂
      Adesso ci sono decine di corrieri.
      Ma il commercio elettronico soprattutto moltiplica i mercati. Su Amazon ho acquistato merce di cui non conoscevo neanche l’esistenza e che mai mi sarei sognato di comprare, ammesso di trovare un negozio “fisico” che li vendesse.

  7. Avatar Silkwood ha detto:

    Io sarò conservatore ma finché posso la spesa me la vado a fare da solo. E non ci spreco neanche tanto tempo perché non voglio certo stare un’ora dentro un supermercato.

  8. Avatar Mario Bistacchi ha detto:

    io all’esselunga ci cucco MILF a volontà… jeff bezos questa possibilità non me la dà.

    1. Avatar GIACOMO ha detto:

      per quello la ESSE è lunga, 🙂

  9. Avatar susinadamaschina ha detto:

    Complice l’insonnia, ho guardato i nomi di tutte le marche trovandone soltanto tre che acquisto. I prezzi sono più o meno quelli dei supermercati ma i generi non deperibili io non li acquisto mai a prezzo pieno. Ad esempio la pasta Garofalo si trova spesso a 0,65 € al Pam mentre su Amazon la rifilano al doppio.
    Per quanto mi riguarda non ci siamo. Credo continuerò ad usare Amazon solo per aggiornare la mia “lista desideri” senza mai comprare nulla e godendo se trovo in libreria il tal articolo ad un prezzo più conveniente.
    (Se qualcuno sa dove trovare il libro di Acurio a meno di 30€, faccia un fischio).

    1. Avatar Paolo ha detto:

      Quale libro susina? In bibliografia trovo almeno mezza dozzina di titoli

    2. Avatar MAurizio ha detto:

      http://www.amazon.it/gp/product/0714869201?keywords=Peru.%20The%20cookbook.%E2%80%9D%2C%20Phaidon%2C%202015&qid=1438537126&ref_=sr_1_fkmr0_1&sr=8-1-fkmr0
      Qui lo danno a 34. Ma se lo metti tra i “desideri” e controlli ogni tanto scopri che i prezzi sono “variabili”. A volte per l’ultimo rimasto in stock fanno sconti clamorosi.
      Con questa “tecnica” ho preso Modernist Cuisine (quello in 5 volumi) pagandolo 130 euro (perccato che fosse un regalo e copia unica, altrimenti ne prendevo due)
      Essendo in inglese, su Amazon UK potresti trovarlo a prezzo nettamente piu’ basso. Ma al prezzo indicato devi aggiungere VAT e trasporto (oltre al cambio più sfavorevole con la sterlina)

  10. Avatar susinadamaschina ha detto:

    Intendevo l’ultimo.
    (“Peru. The cookbook.”, Phaidon, 2015).

    1. Avatar Paolo ha detto:

      mmmmhhh… troppo recente, temo, per poterlo reperire tra le usuali forniture da topi bibliofili. Mi spiace non esserti d’aiuto.