di Carlotta Girola 12 Giugno 2015
Jeff Bezos, Oscar Farinetti

Inizierei dicendo che pesce grosso mangia pesce piccolo, ma non è proprio così. Ieri sera a New York lo squalo tigre Amazon ha firmato il sudatissimo contratto con il pangasio Eataly (per la precisione con Eataly.net, la società di shopping online di Oscar Farinetti) per la distribuzione di cibo pronto. Nell’enorme e tentacolare acquario della Rete è difficile sottrarsi alle lusinghe dei più grandi e, anche se sarebbe interessante, non conosceremo mai le fasi alterne che dalla dichiarazione di Farinetti “Amazon non sa neanche cosa sia il cibo“, lo abbia poi portato a capitolare (ma sappiamo che le affermazioni spericolate piacciono al buon Oscar).

Al matrimonio all’americana (così ci piace immaginarcelo), tra un Margarita e un bacio sotto un arco rivestito d’edera sulle spiagge delle Bahamas, a dire il fatidico “sì” è stato Nicola, figlio di Oscar Farinetti. Per ora l’unione si consumerà solo nei pressi di New York, visto che Amazon conta di conquistare gli uffici della Grande Mela rifornendoli di prodotti ma soprattutti di pasti e scischette eatalian style.

Farinetti deve essersi ricreduto sul fatto che i capoccioni di Seattle non capiscano niente di cibo, o comunque deve aver soprasseduto alla questione visto che di Pony Express non ne conosceva altri in zona (e quelli di Google gli stavano antipatici).

O forse il contratto proposto dai pesci grossi dell’acquario avrebbe fatto gola persino a una sardina. Si stima, infatti, che entro la fine del prossimo anno il business potrebbe arrivare ai 100 milioni.

Dal Piemonte al sogno americano il passo è stato piuttosto breve e ora ci aspettiamo una conversione della pausa pranzo newyorkese dall’hamburger al culatello, dalla Coca Cola alla Mole Cola, dallo scartozzino cambogiano alla tartare di fassona. 

Se Little Italy implode su se stessa diventando sempre più una baracconata al sapore di “pasta all’arrabbiata” a uso e consumo del turista medio, il nuovo spirito italiano rappresentato dalla squadra del baffone è ufficialmente il nuovo biglietto da visita della nostra bella Italia negli Stati Uniti.

E già si fanno congetture sul tempo che Amazon impiegherà per vendere anche in Italia, agli italiani, i piatti pronti di Eataly. Tutto fieno in cascina per Farinetti che all’idea si sta già leccando i baffi.

Nel frattempo, ve la immaginate New York invasa dalle bottiglie di acqua Lurisia? Basta un click su Amazon: un click e il pranzo eataliano è servito a casa.

[Crediti | Corriere della Sera, link: Dissapore, First, Startup Italia]