di Martina Liverani 7 Giugno 2013
testa di maiale

Sempre meglio che rincitrullirsi davanti a un video game, drogarsi, o frequentare “brutte compagnie” (ne esistono ancora?), ma quando leggiamo di foodblogger e critici gastronomici che hanno 6 anni, non possiamo non chiederci se davvero stiamo esagerando.

E’ giusto che i bambini abbiano abitudini alimentari avventurose e le loro valutazioni senza fronzoli (sa di cacca, fa schifo, è buono…), possono essere un diversivo alla scrittura impantanata della critica gastronomica.

Alle volte possono pure riportarci al mondo reale, cosa che peraltro a me accade sempre quando ceno con il mio fidanzato scevro da qualunque anelito di sindrome di Stendhal davanti all’alta cucina, (“forse questo piatto non l’ho capito”, dico io. “Il mio l’ho capito benissimo, è una merda” dice lui), ma il pensiero che dei seienni possano trastullarsi a parlar di cibo dovrebbe farci chiedere se, per caso, ormai, amiamo più il cibo delle persone.

Invece di interpellare qualche sociologo, psicologo infantile o sondaggista, ho affidato le mie ansie a Google che immancabilmente ha saputo darmi una risposta accettabile: si, amiamo più il cibo delle persone.

Ventuno segni incontrovertibili confermano questa tesi, ecco i quindici più pericolosi:

1. I tuoi profili sui social network sono pieni di immagini di cibo e ristoranti. Nessuno conosce il volto esatto di tua madre, del tuo fidanzato o dove vivi. Tuo nipote di un anno? Si, è carino, ma vuoi mettere rispetto a una fetta di pizza?

2. Hai capito che il cibo non ti spezzerà mai il cuore, semmai è una valida consolazione dopo una delusione amorosa. Bè, tecnicamente il cibo potrebbe portare a problemi cardiaci, ma in quel caso sei consapevole che è meglio farseli venire, i problemi cardiaci, a causa delle patatine fritte … e non di uno st***** che non ti richiama.

3. Accetti un appuntamento non tanto per il potenziale fidanzato o fidanzata che ti ha cortesemente invitato, ma per il fatto che andrete a cena.

4. Non hai la cortesia di tenere aperta la porta agli altri quando entri al ristorante: sono solo persone che possono essere servite prima di te. Cortesia, nel tuo linguaggio, significa “attese più lunghe per mangiare”.

5. Quando i tuoi amici ti invitano per una festa, un cinema o una partita, non chiedi chi sarà presente, ma chiedi quali sono i ristoranti nelle vicinanze.

6. Se qualcuno ti chiede di parlare dei tuoi genitori, tu non spieghi le amorevoli cure e attenzioni con cui ti hanno cresciuto, ma racconti della ricetta del ragù della mamma.

7. Non tolleri le signore anziane che impiegano un minuto per attraversare le strisce pedonali, la lentezza dell’impiegato delle poste, o la commessa logorroica: ma aspetti devoto che il pane lieviti 4 ore, o che la tua carne si cuocia sottovuoto a bassa temperatura per tutta la notte…

8. Seguire una dieta è più complicato che trovare l’anima gemella. Devo aggiungere altro?

9. Passi più tempo a leggere ricette e guardare foodshow che film porno …

10. La quantità di chilometri che sei disposto a fare per andare in quel determinato ristorante è maggiore rispetto a quella che saresti disposto a fare per vedere un amico o una vecchia zia lontana. Un amico che vive a venti minuti da casa tua è “fuori mano”, ma non batti ciglio quando si tratta di guidare per quaranta minuti e impiegarne altrettanti per cercar parcheggio pur di mangiare il tuo hamburger preferito.

11. Se un tuo amico scivola a terra e capitombola giù dalle scale ti fai una grassa risata: se ti cade a terra il sandwich, il trapizzino, o il panino con lampredotto ti metti a piangere!

12. Ti bastano 10 secondi per giudicare se una persona ti piace, ma ti soffermi svariati minuti a pensare se sia il caso di raccattare dal pavimento e ingoiare il suddetto lampredotto…

13. Se pensi all’Apocalisse, ti rattristi principalmente pensando  ai piatti che non potrai più mangiare e non a come mettere in salvo la tua famiglia.

14. Non vai volentieri a far visita a qualcuno in ospedale perché si mangia male.

15. L’immagine di un neonato ti fa tenerezza, certo, ma la foto di un cheeseburger ti si conficca in testa per tutta la giornata e non ti lascia tregua fino a che non te ne sei tolto la voglia.

Siamo delle brutte persone.

[Crediti | Link: First We Feast, Thought Catalog, immagine: Jezebel]