di Adriano Aiello 24 Settembre 2014
Cracco a Ballarò

Le vie della televisione sono finite. Come quelle del giornalismo d’altronde. Insieme hanno unito le loro agonie con un matrimonio perfetto: l’elegante, severo, piacente e un po’ rigido Massimo Giannini da poco tempo è passato dalle pagine del quotidiano della borghesia progressista italiana (forse), Repubblica, a quelle del talk show politico di punta della Rai (forse), Ballarò.

E giù di titoli e agenzie di rara importanza sulla guerra di ascolti con Floris, che da par suo continua a camminare indefessamente negli studi, ma in quelli de La7. Ovviamente di martedì sera. Ovviamente odiato dai cameraman.

Insomma, come per l’uscita dell’iPhone 6, è chiaramente rivoluzione. Forse. Di certo il nuovo è tutto nel mutamento estetico: Giannini al posto di Floris e Cracco al posto di Farinetti tra gli opinionisti. Sì, perchè ieri a Ballarò c’era davvero il più bel tenebroso degli chef italiani bel tenebrosi. Così in attesa di produrre “più qualità, più inchieste, più inviati”, vai di ospiti pop a svecchiare le solite facce da suicidio immediato.

Mi immagino la riunione con gli autori:
-Guarda Massimo, ora gli chef vanno forte, chiamiamo Cracco.
– Ideona, daje. Non ha manco la pelata e il baffo come Farinetti.
– Però parla molto meno
– Ma ammicca in camera
– Ok gli telefoniamo
– Forzaaaa (cit.)

Personalmente scopro la presenza di Cracco nell’intervallo tra due episodi di Big Bang Theory (avevo letto della sua partecipazione ma avevo rimosso la cosa con un salutare impeto selettivo) e lo trovo a parlare di tassazione e difficoltà per le imprese. Tiro un sospiro di sollievo, siamo in un campo minato ma almeno nessuno gli sta chiedendo come cucina l’uovo o opinioni su Rachida, o su quello lì che metteva tutto nel sifone e poi sudava. Due minuti che non mi salvano dal calvario più severe e immaginabile. Subito cala l’oscurità e si celebra il definitivo funerale del giornalismo televisivo: Giannini infila a caso la domanda più idiota del millennio. “Cracco, un’altra domanda: ma se Renzi fosse un concorrente di Masterchef promuoverebbe la sua ricetta?”.

La risposta è affermativa, io torno su Big Bang Theory ma soffro dentro. Oggi qualcuno mi racconta che il tono ammiccante e nazional-popolare ha continuato a imperversare e che Cracco ha gestito il tutto con la solita invidiabile flemma.

Ma se qualcuno ha resistito a quello spettacolo e ha altre perle da propormi sono tutto orecchi: Cracco ha dovuto rispondere a numerosi altri quesiti gastropolitici?

Ma soprattutto, ne avevamo davvero bisogno? Lo rivedremo ancora?

Forse no, visti gli ascolti.

[Crediti | Link: Corriere]

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