di Francesca Romana Mezzadri 16 Luglio 2015

Vi hanno già detto, sì, che con il caldo bisogna bere tanto? Se, come me, siete “allergici” alle bibite gassate (che, troppo dolci per i miei gusti, ho sempre trovato poco dissetanti) probabilmente preparate l’alternativa casalinga, le bevande fredde fatte in casa da tenere in frigo economiche, salutari, rinfrescanti e analcoliche. O anche no.

Perché la sera, quando cala la temperatura, limonata, e caffè freddi possono essere arricchiti con spirito e risollevarvi dal torpore della giornata.

Eccovi allora le mie ricette, le possibili guarnizioni o aggiunte fresche e le correzioni alcoliche per deliziosi long drink.

1. LIMONATA

Limonata fatta in casa

Quella che i Peanuts vendono al banchetto accanto a quello di Lucy col cartello “The doctor is in”. E che ho assaggiato (ed erano anni che non capitava) in una torrida giornata a Expo, al bar del padiglione britannico.

Perché non c’è niente di più anglosassone di questo mix di succo di limone e acqua ghiacciata (per dire, in tivù ci si cimenta spesso anche Jaimie Oliver) che, facilissimo da fare, regala sempre sorsate appaganti.

Spremete un grosso limone e mezzo: va da sé che se avete limoni di qualità, della Costiera, del Garda o della limonaia in fondo al vostro giardino, è sicuramente meglio. L’importante è ricavare circa un decilitro e mezzo di succo.

I più fighetti lo filtrano, io lo mescolo così com’è con 4-5 cucchiaini di zucchero, finché lo zucchero è sciolto.
Inciso: la versione pro prevede che con lo zucchero si faccia uno sciroppo in proporzioni 1:2 (1 parte di zucchero, 2 acqua) che ha il merito di conservarsi a lungo in frigo e potete aggiungere a piacimento a questa o quella bibita fredda senza problemi di scioglimento.

Fine dell’inciso, torniamo a noi. Versate la base dolcificata in una bottiglia e colmate con un litro e mezzo di acqua fredda. Agitate e servite in bicchieri colmi di ghiaccio.

Versione B: preparate la limonata in caraffa unendo le scorze spremute dei limoni, purché bio e ben lavate.

Guarnizioni. Foglie di melissa o di erba limoncina. Per i più arditi, rosmarino: un ciuffetto leggermente strofinato fra le dita per sprigionare gli olii essenziali prima di tuffarlo nel bicchiere (consigliato nella versione alcolica).

Correzioni. Vodka, vodka, fortissimamente vodka. Non vi darò, né qui né dopo, la dose precisa, perché non sono una mixologa e insomma ognuno si regoli con la quantità di distillato che preferisce/tollera, ricordando che alcol e caldo non vanno molto d’accordo e che l’intenzione è quella di dare solo un guizzo in più al drink.

Quindi, riempite il bicchiere di ghiaccio, versate la vodka, colmate di limonata, mescolate e glu-glu.

Alternativa: il limoncello, meglio ancora se fatto da voi.

2. TÈ

Tè freddo alla menta

In questo, non sono molto british. D’inverno, alle cinque, ho in genere altro da fare che sedermi in salotto con le amiche a sorseggiare infusi da delicate tazze di porcellana smangiucchiando scones e tramezzini al cetriolo.

Così, nell’armadietto delle scorte si accumulano barattoli, bustine e intrugli vari, spesso ricevuti a Natale da amiche che mi conoscono poco e pensano di avermi fatto un regalo carino. Ma, con questo caldo (e con la scarsissima stima che nutro per i tè freddi industriali), le selezionate foglioline si rivelano preziose.

La preparazione non potrebbe essere più elementare: portate quasi a bollore un litro e mezzo d’acqua e unite 4-5 cucchiaini di tè, o altrettante bustine, a piacere nero o verde, semplice o con frutta, fiori e quant’altro.

Solo, non vale la pena di usare una materia prima veramente preziosa perché, gustata fredda, perderebbe del tutto la complessità aromatica e, insomma, andrebbe un po’ sprecata.

Lasciate in infusione circa 5 minuti, poi filtrate in una caraffa ampia, zuccherate a piacere (io non supero i soliti 4-5 cucchiaini), mescolate e fate raffreddare. Se vi va, allungate con il succo di mezzo limone. Una volta freddo, trasferite il tè in bottiglia e servite, al solito, con ghiaccio a volontà.

Guarnizioni. Foglie di menta. Fettine di pesca. Rondelle di limone o arancia. Persino petali di rosa. Proprio perché il tè freddo è poco profumato, aggiungere ingredienti odorosi può essere una scelta piacevole.

Correzioni. Vermouth bianco. Che ha anche il pregio di non essere forte come un superalcolico e, quindi, potete alzare un filo il gomito arrivando a miscelare le due bevande in parti uguali. In questo caso una scorzetta di limone spremuta e tuffata è una scelta particolarmente azzeccata.

3. CAFFÈ

Caffè con latte di mandorla

Ho la fortuna di avere una macchina per il caffè americano e quindi ne preparo agevolmente circa tre quarti di litro. In alternativa, la moka grande. O (ma davvero vi piace?) il solubile, se in preda alla passione per le cialde avete buttato via cuccume e compagnia.

Fatto il vostro caffè (comunque un po’ carico) potete zuccherarlo a piacere finché è caldo. Io però ho scoperto, e preferisco, dolcificare con sciroppo di latte di mandorle, in proporzione 1:10. Un’amica ha provato anche con quello alla menta, ma non l’ho mai sperimentato.

Comunque, avete già finito di giocare: vi basta mescolare, lasciar raffreddare e passare in frigo. Servitelo, più che un bicchiere da long drink, in un tumbler basso, che non vorrete berne troppo e diventarmi nervosi, allungando a piacere con poca acqua e ghiaccio.

Guarnizioni. Un nastro di scorza di arancia. La solita fogliolina di menta. Una presa di caffè in polvere fatta cadere direttamente sul ghiaccio prima di versare il caffè. Un bastoncino di liquirizia per mescolarlo.

Correzioni. Rum scuro: io, che lo amo tanto liscio, con questa calura devo rinunciare agli shottini ma, nel caffè freddo, lo ritrovo piacevole come sempre.

Versione da “zietta”: liquore all’amaretto o Grand Marnier, con scorzetta d’ordinanza.

Ebbene, voi che bibite fredde home made preparate? Le correggete? E quanto le correggete? Comunque, salute!