Mulino Bianco: i 10 Pan di stelle che non furono

La vita può essere amara persino per un biscotto. Il giorno prima sei la merenda preferita dei bambini e campeggi in tutti i cartelloni pubblicitari. Il giorno dopo non ti mangia più nessuno. E sparisci dagli scaffali.

Se sei della Mulino Bianco, poi, ti trovi a confrontarti con cugini come i Pan Di Stelle. Saranno le stelline ruffiane, sarà il cioccolato, ma loro piacciono a tutti. E invece tu, biscotto qualunque, finisci nel dimenticatoio.

Beh. non proprio. Internet pullula di luoghi dove si rievocano i fasti dei biscotti – e delle merendine, degli snack, dei plumcake – passati. C’è anche uno spazio “ufficializzato” dalla Mulino Bianco.

A questo punto, approfittando del settimanale spazio Vintage di Dissapore, togliamo noi la polvere da questi biscotti in apparenza inessenziali, offrendogli i famosi 15 minuti warholiani per la seconda volta. Ecco i 10 Pan di stelle che ahinoi… non furono

Nocchie1. Nocchie.

Erano frollini a forma di fiore ricoperti da granella di nocciole. Alcuni li ricordano piccoli, altri grandi, altri ancora giganteschi. Eppure era solo il 2006. Segno inequivocabile che non si sono insediate nell’immaginario gastronomico malgrado la proverbiale friabilità.


TortorelleTortorelle.

Uno dei primi biscotti Mulino Bianco nato negli anni Settanta. Bello solido ma decorato con leziose colombe bianche. Mulino Bianco, perché non farli tornare? Nei social network, dove nostalgici trentenni amano rimpiangere vecchie glorie alimentari o presunte tali, s’invoca a gran voce il loro ritorno. C’è persino chi vuole convincere Papa Francesco a un sentito endorsement.


MattutiniMattutini.

Pucciosi biscotti al latte dalla forma allungata con ripieno al malto d’orzo. E’ opinione generale che non ebbero successo perché allora, 1998, il salutismo tritagonadi di oggi non era ancora così diffuso.


PalicaoPalicao.

1995, arriva il fregoli dei biscotti. La pubblicità insisteva sul trasformismo del Palicao: si sgranocchia come un biscotto, si beve come un integratore del latte, e si mangia come un budino, come un gelato, come un frappé. Più modestamente erano biscottini fatti apposta per essere inzuppati nel latte. O se preferite, il biscotto solubile. Comunque una buona idea. Perché allora farli sparire? Vogliamo delle risposte.


SettembriniSettembrini. All’inizio, era anche in questo caso il 1995, gridammo tutti al miracolo. Perfetto: abbiamo finalmente il biscotto per alleviare le sofferenze al ritorno dalle vacanze. Per capire: i settembrini erano un’altra versione dei cuor di mela, ma riempita con polpa di fico. Invece fu flop. Evidentemente alla gente non piace il fico…


Rosa del desertoRose del deserto. Più recenti, sono del 2001. Durarono pochissimo, eppure erano un tentativo di portare i cereali da colazione nei biscotti, con il ripieno di corn-flakes e uvetta. Ma è possibile che il nome, un fattore chiave nel successo dei biscotti Mulino Bianco, non abbia aiutato.


SoldiniSoldini.

Una merendina il cui nome era dovuto alla presenza di una moneta di cioccolato, decorata in superficie con un fiore. Con la sua mansuetudine era riuscito a fare breccia nel cuore dei fedelissimi, storditi quando all’improvviso quel ciocco-coso glassato sparì da negozi e supermercati. Una perdita dolorosa ancora oggi.


Orsi sgranocchiniOrsi sgranocchini.

Risalgono al lontano 1993, forse un momento buio per il trust di cervelli del marketing che tanta soddisfazione ci aveva dato. Se non è così, allora dovete spiegarci a quali allucinogeni ricondurre un nome come orsi sgranocchini.


SuadoSuado.

Ah, il fascino dell’esotico. Gli italiani nel 2002 lo subivano molto, e la merenda di pasta al cacao arricchita con pezzetti di mandorle e gocce di cioccolato fondente, poi decorata da una glassa sembrava fatta apposta per accontentarli. Qualcosa evidentemente è andato storto, ma cosa?


Delizie alla peraDelizie alla pera.

Caro Mulino Bianco, non battezzare più i nuovi biscotti proprio nello stesso momento in cui cambi gli addetti al marketing. Che fai, prima ci vizi con i Pan di stelle, gli Abbracci, i Tegolini e poi ci chiedi di comprare le Delizie alla pera? Eddai!

Lasciatevi andare ai ricordi, questo è lo spazio Vintage di Dissapore. Le Pale per esempio, chi se le ricorda? E i Mugnai? Ma pure Burelle e Crespatelle. Vi dicono niente? Di cosa sapevano, che aspetto avevano? E le favoleggiate Tenerezze alla Mandorla?

[Crediti | Immagini: matiseivista.com, yachtsupplycroatia.com, dimenticatoio.it, gaming.ng.it, nelmulinochevorrei.it, nifeislife.com, ccokaround.com, ebay.it]

Giorgia Cannarella

12 febbraio 2014

commenti (97)

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  1. Io ricordo meravigliosi biscotti simil americani che nell’impasto avevano frutta candita o gocce di cioccolato o altre schifezze…fanno parte di un lontano passato da adolescente bulimica, quindi era il 1986

  2. Scusate ma i biscotti del Mulino Bianco non si possono magnare !!
    Sono un “mappazzone” di solo zucchero, niente latte, niente burro, niente ….solo farina di pessima qualità e zucchero, anestitizzante zucchero, legati da non solo quale grasso.
    Distanti anni luce da Biscotti presenti in GDO, come Galbusera, Saiwa, e Mavery che marchia per Coop e Esselunga.
    Per mia figlia sono vietati.

    1. Raffaele ha detto:

      Mavery e Galbusera sono la stessa cosa in verità.
      E’ un marchio di Galbusera, fatto appunto per distribuire prodotti a marchio GDO.

    2. ale ha detto:

      Questo e’ il commento piu’ stupido del mondo. Da una persone inutile. Che non capisce nulla di biscotti, di ditte alimentari di alimentazione.

    1. Francesca ha detto:

      I barocchi li vedo ancora…i migliori biscotti li tolgono e mettono le schifezze ?

  3. mafi ha detto:

    Rivoglio le sorpresine del Mulino con annessa scatolina, mannaggia a me e quando le ho buttate!
    E poi non c’entra niente ma rivoglio gli Urrà.

    1. Alessia ha detto:

      Io le ho ancora le scatoline, e pure le gomme a forma di crostatina al cioccolato e albicocca! E ho pure la scatola di latta delle Tortorelle, le tazze gialle con le rondini, le tovaglie… diciamo che da piccola sarei potuta diventare azionista. Poi mi sono disintossicata e i biscotti me li faccio da sola…

  4. appetito ha detto:

    A me da bambino piacevano i settembrini. Li avevo dimenticati, grazie di avermeli ricordati. Ora of course, questa roba non la mangio più 😉

    1. barbara ha detto:

      I settembrini li trovi in autogrill,confezione da 250gr se non erro.ho gridato di gioia,quando li ho visti☺

  5. James ha detto:

    io mi ricordo le tortorelle!! ah, che tempi.
    ps. le pale non le fanno più?

    1. Adri ha detto:

      Anche io ricordavo le pale!!!

  6. anomia mediterranea ha detto:

    a me piacevano i simil settembrini che si trovavano in autogrill quando ero piccolo, penso fossero della pavesi.

    1. anche io rivoglio gli strudel!!! quelli ai fichi, perché c’erano anche all’arancia, mi pare… e poi anche i bambù :))

    2. Alessia ha detto:

      Ci sono ancora, quest’estate sono stati la mia salvezza in coda per incidenti vari coi bimbi inautostrada!

  7. talisker ha detto:

    I pandistelle non mi sono mai garbati, e neppure i baiocchi.ma ero ghiotta di morbide promesse.Ma quello che mi ma ca davvero sono gli strudel pavesi.

    1. Luca Abiusi ha detto:

      Gli strudel Pavesi (che non erano veri strudel, ovviamente) guarda caso sono spariti in concomitanza con l’arrivo dei Settembrini. Non è difficile intuire perché: la Pavesi è di proprietà della Barilla. Quanto vorrei trovare di nuovo gli strudel Pavesi nei negozi…

  8. Roberta ha detto:

    Tra le merendine scomparse ricordo le Biricche!!! Vita breve ma intensa… una base di pasta frolla, farcitura metà crema e metà cioccolato, una nocciola intera al centro… una cosina leggera 😀 molto simili ai Girasoli, farciti però di simil-confettura di albicocche.

  9. Paola ha detto:

    I Tresor della Pavesi, perchè li hanno tolti??? I miei viaggi in autostrada, senza poter comprarli in autogrill, non hanno senso. I Primatini sempre Pavesi, che fine hanno fatto?? I settembrini ricordavano i biscotti Strudel, sempre pavesi, a me piacevano.

    1. Salvatore ha detto:

      Anche io rimpiango i tresor. E andando fuori dal campo dei biscotti, pagherei decine di euro per una sola Fiesta Mandorla.

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