di Valentina Campus 27 Giugno 2014
Chef Rubio vuole boicottare le patatine

La gastronomia è fatta di sapori e sostanza. Ma anche di mode, ossessioni e fenomeni apparentemente inspiegabili. Tipo l’improvvisa e invasiva diffusione di punti vendita tematici dedicati alle patatine fritte, fatte secondo la tradizione olandese.

Parlo dell’invasione che ha toccato Napoli: da Chipstar a Masterchips Amsterdam, Patatocchio e Chipstreet.

E no, non parlo di Rocco Siffredi e delle sue patatine. Però ero tentata.

Vista la popolarità del prodotto il tema riguarda più o meno tutti, uomini, donne bambini, anziani, persone di ogni età, nazione e orientamento sessuale. Insomma a chi non piacciono le meravigliose french fries, siano quelle preparate in casa dalla mamma, quelle del porcaio dopo la discoteca o le irricevibili del McDonald’s?

L’ultima apertura è “Fries, delicious potatoes” a Roma. E ha scatenato il putiferio. Calma, ci arriviamo.

Aperto da un gruppo di giovani imprenditori, sulla scia del successo napoletano, Fries promette minaccia di aprire altri tre punti vendita di cui uno al nord, in Romagna.

Quattro formati e venti salse per tutti i gusti, tra cui – che te lo dico a fare -anche gluten free e vegane. Solo patate locali e solo olio di arachidi per non coprire il sapore.

Bravi, ma perché patate olandesi? Perché dicono di farle meglio ed essere pronti a insinuarsi tra lo street food italiano d’elezione. E non più solo come contorno o junk food per lo spuntino di mezzanotte.

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Apriti cielo! I re e le regine dello cibo di strada all’italiana sono subito insorti proclamando la netta superiorità di supplì, zeppole e pizze a portafoglio sulle nemiche olandesi: la tradizione prima di tutto, diamine!

A gettare benzina sul fuoco, facendosi portavoce del “movimento anti olandesi”, è il Macho Man dello street food italiano: Chef Rubio, che dalla sua pagina Facebook alza le braccia tatuate al grido BOICOTTIAMO Fries a Roma.

Certo, direte voi, poteva già farsi sentire prima per le aperture napoletane, lui, re incontrastato delle interiora, ma si sa come sono fatti i romani (frascatani)… E poi, Rubio, non è che c’è un po’ di opportunismo in questa polemica.

Ad ogni modo è ora di rilanciare il dibattito.

Vediamo: meglio un arancino o un cono di patatine? Vi sentite più “trippai boicottatori” o preferite tulipani, biciclette e red rooms?

Ma soprattutto, pensate davvero che le due realtà debbano farsi la guerra o siete più propensi ad una convivenza di sapori?

[Crediti | Link: Scatti di Gusto, Corriere di Roma]