di Laura Cantarelli 1 Aprile 2014
Il Quagliaro a Roma

Siamo tutti foodaholic. Non esistono più tic mangerecci, manie, giochi innocenti che non siano diventati materia di studio. Tranne forse i buiaccari. Buiaccari chi? “Venditori ambulanti di una minestra a base di verdure”. Da non confondersi con i “perromanti”, che giravano per le strade del quartiere vendendo frutta e verdura di scarto, destinata ai meno abbienti. Un’altra sparuta fonte conferma: “apprestatore di una specie di minestrone che a pochi centesimi veniva distribuito ai contadini, che affollavano le strade di Roma”.

A proposito, per i poco avvezzi alle tradizioni romanesche, buiaccari e perromanti sono figure un tempo radicate nella vita della città e oggi scomparse.

Non è esatto.

Più che scomparse in via d’estinzione, comunque tramandate e svecchiate. Modernizzate sarebbe troppo.

Sta di fatto che ancora oggi una categoria di trattore romano inesistente altrove, mette in tavola una Roma diversa per ogni giorno della settimana, della serie: giovedì gnocchi. A un prezzo modestissimo, non c’è trattoria romana che tenga. Non aspettatevi salamelecchi e bon ton, sono posti alla buona, genuini e autentici come se ne trovano pochi.

Clonabili a piacere, volendo. E noi vogliamo.

Trattoria Bassetti

Trattoria Bassetti, via del Governo Vecchio, 18. Tel: 333. 5870779.

Vino della casa da Tonino Bassetti e super classici romani, dagli straccetti ai carciofi, dalla pasta e broccoli alla Carbonara. La trippa, la coda, baccalà il venerdì. Rassegnatevi alla fila che si forma all’ora di pranzo e cena, del resto siamo vicini a Piazza Navona, e certo non è l’assenza dell’insegna a scoraggiare i romani e i turisti sgamati che conoscono la trattoria aperta dal 1935. Menu sgualcito scritto a penna, ma lasciate stare, fatevelo raccontare che vale la pena.

Prezzi: si mangia con 25/30 euro.

Il Quagliaro a Roma

Il Quagliaro, Largo Mola di Bari, 17/19. Tel. 06 25210875.

Sono poche le trattorie romane che ingaggiando una gara di popolarità con Il Quagliaro riuscirebbero a spuntarla. Folclore romano dal 1958, atmosfera gagliarda e cordiale con un pizzico di cinismo capitolino. Tra le parole appese ovunque di Trilussa o Gioacchino Belli, sino a più recenti testimonial della romanità come Aldo Fabrizi, impadronitevi dei segreti della quaglia, piatto simbolo del posto, meglio se accompagnata da cicoria ripassata nella sugna e una immancabile ciriola.

Prezzi: si mangia con 25/30 euro.

Trattoria Priscilla

Trattoria Priscilla, Via Appia Antica, 68. Tel. 06 5136379.

Una classica “posta” del Cinquecento nel parco dell’Appia Antica, davanti alla chiesa Domine Quo Vadis. Persi nella contemplazione dell’adiacente tomba di Priscilla, capita ai non romani di venire redarguiti dal solerte trattore che elencando i membri della sua famiglia, proprietaria del locale da 120 anni, invita a concentrarsi sui tonnarelli cacio e pepe, la cicoria e la punta di vitello alla fornara con patate arrosto. Sapori forti, qualche piatto tirato via, bagno fuori dalla sala che più rustica non si può.

Prezzi: si mangia con 25/30 euro.

Non ne sono rimasti molti di buiaccari così. Non ci aspettiamo, è chiaro, una sfilza di alternative, ma se oggi vi sentite segugi ricordatevi di noi, fratelli dell’Internet. 

[Crediti | Immagini: Cibando.com, Italian Restaurant Recipes]