di Riccardo Campaci 28 Giugno 2015
antonino cannavacciuolo

Dopo le due stelle Michelin dell’Hotel Ristorante Villa crespi, dopo la settimanale aspersione di saggezza dalle Cucine da Incubo, dopo l’elezione a quarto giudice dell’Ave Maria di Masterchef, Antonino Cannavacciolo non si ferma e s’appresta a piantare la sua quarta bandierina, questa volta a Novara, dove aprirà a luglio il suo personalissimo “luna park del cibo” nella location storica che accerchia il Teatro Coccia.

Il nome della nuova creatura è ancora nascosto fra le pieghe della sua panza, sotto il grembiule, ma ci pensa il Sole 24 a scodellarci una serie di informazioni che stimolano le nostre ghiandole salivari e ci fanno desiderare di essere già sulla montagne russe.

Come al Luna Park, sarà possibile transitare da una giostra all’altra senza soluzione di continuità e “senza punti di riferimento. Se alle 10 di mattina uno vuole mangiarsi un piatto di pasta potrà farlo – anticipa lo chef – se vuole brioche e cappuccino a pranzo lo stesso”.

Teatro (letteralmente) del nuovo regno di Cannavacciuolo sarà il mitico bar Coccia, il caffè sito davanti all’omonimo Teatro di Novara; Antonino non è uno che si accontenta, gli dai una mano e si prende tutto il braccio: per questo decide di strabordare verso il foyer passando dalla ex biglietteria; per non farsi mancare niente occuperà anche la terrazza, che andrà ad annettere al piano ristorante.

Novara Teatro Coccia

Detta così, sembra una dichiarazione di guerra che impegna denaro e tempo ed è più di un anno il tempo impiegato per il restauro dei lcali, circa un milione di euro il suo costo, “Ma ne è valsa la pena – commenta Cannavacciuolo – i soldi non sono importanti, vanno e vengono. Il mio ristorante resterà”.

E vediamola allora questa eredità gastronomica che Antoninone consegnerà ai posteri:

  • Il ristorante si svilupperà su tre piani, incluse protuberanze architettoniche come terrazza, dehors e porticato, con due cucine (primo e terzo piano) a garantire agilità nel servizio.
  • Il piano terra, meta di snack, aperitivi e caffè, esonderà all’esterno fra i portici con gazebo dedicato, contando circa 150 posti a sedere.
  • Al secondo piano il ristorante, centro di gravità del locale, con circa quaranta coperti. Antonino ci promette prezzi nazional-popolari, dai 10 ai 50 euro, ma con materie prime di qualità e rigorosamente tricolori.
  • Al terzo piano Cannavacciuolo promette performance sartoriali con uno spazio dedicato ad eventi privati: “Qui sarà la mia sartoria, dove farò i vestiti al momento”. La “stoffa” di sicuro non gli manca.
  • Occhio vede, cuore non duole, anzi! Antonino abbatte le barriere fra sala e cucina: tutto verrà preparato a vista (Casa Perbellini docet)?

La “giostra” gastronomica di Cannavacciuolo darà lavoro a 25-30 persone, a pieno regime, con lui sufficientemente piazzato da potersi dividere fra i due ristoranti (sempre che gli avanzi del tempo fra una Cucina da Incubo ed un aspirante Masterchef), ma sappiamo che il tempo in un modo o nell’altro Antoninone lo troverà “Chi vuole lavorare e avere successo in qualsiasi mestiere deve mettersi in testa che deve alzarsi presto la mattina perché se cominci alle 10 già arrivi secondo o terzo o quarto”.

Per lo chef stellato Novara è solo il secondo passo verso la sua città natale, Napoli, meta ultima di un percorso gastronomico “che da Villa Crespi porterà un giorno ad aprire finalmente a Napoli. Questo locale è una start up per vedere come risponde la gente al format”.

Oltre 800 chilometri separano Novara da Napoli; io sono più fortunato: ci sono solo 50 chilometri fra me e Novara e mancano pochi giorni a luglio. Scatta il conto alla rovescia.

[Crediti | Immagini: Commons Wikimedia, DirettaNews | Link: IlSole24Ore, Dissapore]