di Prisca Sacchetti 19 Giugno 2014
Video dell'Hotel Byron

Il video che Salvatore Madonna, proprietario dell’Hotel Byron di Forte dei Marmi, ha girato insieme alla modella Liudmila Radchenko per insegnare il bon ton ai suoi clienti, rischia di diventare il punto di non ritorno di una relazione complicata. Quella tra l’ameno luogo di vacanze chic che è il Forte nella Versilia da cartolina, e i molti russi che la frequentano, più avvezzi alle laute mance che alle buone maniere. Cafoni, è l’aggettivo più in uso da quelle parti,  da educare proibendo, per esempio, di ordinare il cappuccino prima di pranzo.

Visti i precedenti orami siamo alla balcanizzazione dei rapporti umani.

– Russo è lo spendaccione pirata della strada che nel 2009 a Forte dei Marmi rimborsa lo scuterista investito con 4000 euro in contanti
– Russa è la scialacquatrice che ancora nel 2009 fuoriesce dalla borsetta 15.000 euro in banconote da 500 per pagare il conto al ristorante: 10.800 euro. E il resto? Mancia (4.200 euro).
– Russi sono gli sciuponi che affittano una villa estiva per 100.000 euro senza battere ciglio, o sennò se la comprano scucendo 20 milioni sull’unghia.
– Russi sono gli sperperatori che per un tavolo al Twiga annessi e connesi lasciano 15.000 euro cash.
– Russi sono i dissipatori che strapagano i teneri bagni a conduzione familiare per convertirli ai cafonismi dei loro connazionali inclusi i parcheggi per Humvee e Ferrari.

Ma torniamo al video della discordia, eccolo, potete guardarlo:

Ai turisti russi viene suggerito nell’ordine di:

— sorridere, salutare, ringraziare, guardare il personale negli occhi, che lasciare laute mance non basta, cari villanzoni (chissà se il personale gradisce)
— evitare abbigliamenti volgarmente firmati o troppo succinti, e cortesemente, pure i tacchi alti in piscina (per le signore)
— non tracannare shottoni di vodka tutto d’un fiato (per i signori)

Ma dove volete che s’ingigantisca lo scontro tra civiltà, a tavola, no? Per favore buzzurro russo, non esigere che i piatti arrivino tutti insieme, uno alla volta è meglio.E soprattutto, soprattutto, soprattutto: non ordinare mai e poi mai un cappuccino prima di pranzo.

Pochi giorni e il video su YouTube lo vedono in 120mila.

Così, e con l’aiuto dei social network, l’albergatore italiano che in soldoni accusa i russi di essere tangheri villani diventa un caso diplomatico. Se gli italiani non ne possono più dei cliché che li ritraggono come mafiosi, caciaroni, inattendibili e pappagalli i russi stavolta si offendono. Racconta il sito de La Stampa che nei commenti si alternano frasi lapidarie tipo “italiano cretino” e messaggi più politici: “sappiamo da sempre che ci odiano, cerchiamo di piacergli ma gli europei ci disprezzano”, fino all’inevitabile “mai più in vacanza in Italia”.

Anche perché bella l’Italia lo è senz’altro, ma:

— l’inglese lo conoscono in pochi,
— il wi-fi è una chimera anche negli hotel di lusso
— l’igiene scarseggia
— spesso facciamo i furbi con i conti.

Persino la pasta, che per loro resta un contorno povero, quasi da mensa scolastica, è oggetto di critiche.

E tutto per quel peccato veniale di bere il cappuccino prima del pranzo.

Veniale?

[Crediti | Link: La Stampa]

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