E ricordate cafoncelli russi: non si beve il cappuccino prima del pranzo

Il video che Salvatore Madonna, proprietario dell’Hotel Byron di Forte dei Marmi, ha girato insieme alla modella Liudmila Radchenko per insegnare il bon ton ai suoi clienti, rischia di diventare il punto di non ritorno di una relazione complicata. Quella tra l’ameno luogo di vacanze chic che è il Forte nella Versilia da cartolina, e i molti russi che la frequentano, più avvezzi alle laute mance che alle buone maniere. Cafoni, è l’aggettivo più in uso da quelle parti,  da educare proibendo, per esempio, di ordinare il cappuccino prima di pranzo.

Visti i precedenti orami siamo alla balcanizzazione dei rapporti umani.

– Russo è lo spendaccione pirata della strada che nel 2009 a Forte dei Marmi rimborsa lo scuterista investito con 4000 euro in contanti
– Russa è la scialacquatrice che ancora nel 2009 fuoriesce dalla borsetta 15.000 euro in banconote da 500 per pagare il conto al ristorante: 10.800 euro. E il resto? Mancia (4.200 euro).
– Russi sono gli sciuponi che affittano una villa estiva per 100.000 euro senza battere ciglio, o sennò se la comprano scucendo 20 milioni sull’unghia.
– Russi sono gli sperperatori che per un tavolo al Twiga annessi e connesi lasciano 15.000 euro cash.
– Russi sono i dissipatori che strapagano i teneri bagni a conduzione familiare per convertirli ai cafonismi dei loro connazionali inclusi i parcheggi per Humvee e Ferrari.

Ma torniamo al video della discordia, eccolo, potete guardarlo:

Ai turisti russi viene suggerito nell’ordine di:

— sorridere, salutare, ringraziare, guardare il personale negli occhi, che lasciare laute mance non basta, cari villanzoni (chissà se il personale gradisce)
— evitare abbigliamenti volgarmente firmati o troppo succinti, e cortesemente, pure i tacchi alti in piscina (per le signore)
— non tracannare shottoni di vodka tutto d’un fiato (per i signori)

Ma dove volete che s’ingigantisca lo scontro tra civiltà, a tavola, no? Per favore buzzurro russo, non esigere che i piatti arrivino tutti insieme, uno alla volta è meglio.E soprattutto, soprattutto, soprattutto: non ordinare mai e poi mai un cappuccino prima di pranzo.

Pochi giorni e il video su YouTube lo vedono in 120mila.

Così, e con l’aiuto dei social network, l’albergatore italiano che in soldoni accusa i russi di essere tangheri villani diventa un caso diplomatico. Se gli italiani non ne possono più dei cliché che li ritraggono come mafiosi, caciaroni, inattendibili e pappagalli i russi stavolta si offendono. Racconta il sito de La Stampa che nei commenti si alternano frasi lapidarie tipo “italiano cretino” e messaggi più politici: “sappiamo da sempre che ci odiano, cerchiamo di piacergli ma gli europei ci disprezzano”, fino all’inevitabile “mai più in vacanza in Italia”.

Anche perché bella l’Italia lo è senz’altro, ma:

— l’inglese lo conoscono in pochi,
— il wi-fi è una chimera anche negli hotel di lusso
— l’igiene scarseggia
— spesso facciamo i furbi con i conti.

Persino la pasta, che per loro resta un contorno povero, quasi da mensa scolastica, è oggetto di critiche.

E tutto per quel peccato veniale di bere il cappuccino prima del pranzo.

Veniale?

[Crediti | Link: La Stampa]

Prisca Sacchetti

19 giugno 2014

commenti (16)

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  1. Come mai lo stesso non è mai stato fatto (che io sappia) per i tedeschi. che il cappuccino lo bevevano anche DURANTE il pranzo?
    Continuiamo così…facciamoci del male. E intanto in Costa Azzurra si sfregano le mani e ridono di noi

  2. Sottotitolo: “Come sentirsi eticamente superiori campando con i soldi delle mafie.”

  3. bene che si siano offesi, così magari se ne stanno a casa! Tanto se è vero che portano soldoni nell’immediato è tanto più vero che distruggono alla lunga la località turistica, uccidendo i piccoli turisti che non riescono a competere con loro (sì ma tutti quei soldi non crederete che vengano solo da una ridente e onesta economia russa???) e prostituendo negozi e strutture…dopo il loro passaggio solo negozi di alta moda, niente più botteghe, alimentari, posti per la gente “comune”…certo il loro ce lo mettono (e lo hanno messo…) anche i ricchi cafoni italiani…..

  4. il tono e’ tutto sommato piacevole, ma se in un 5 stelle mi guardano male quando prendo il cappuccino possono pure tenersi le stanze vuote

  5. la cosa che mi ricordo della versilia e di forte e’ che una volta ho fatto un weekend arrivando purtroppo con la fiat tipo della moglie e un paio di mesi dopo stesso posto con la porsche 911 due trattamenti completamente
    diversi non aggiungo altro

    1. Ma ‘anfatti: al foVte ci si va con la panda vecchio tipo, facendo intendere che “è cos’ comoda peV poVtaVe a casa la spesa del caviale”, e che la Cayman è in prestito al figlio

  6. Berranno quello che vogliono bere, quando e come fai tu.
    Basta con l’erigersi ad arbitro del gusto gastronomico.

  7. Concordo pienamente con la necessità di un minimo di Bon Ton, ho visto personalmente russi pasteggiare accompagnando frutti di mare crudi con il Turriga (Vino rosso Barricato), ma la frase ” DOVE INSIEME ALL’AMICA LUDMILLA POTESSIMO ( POTESSIMO ???? )CERCARE DI DARE DEI SUGGERIMENTI…,necessita, da parte dell’albergatore, di un ritorno alla scuola dell’obbligo. Pessima figura.

  8. Generalmente dopo una fase di vita Rozza si approda alle buone maniere,necessita del tempo per comprendere.Ma in fatto di gusti alimentari la ragione e’ dalla parte del cliente.A priori negare il Capuccino e’ desiderio di protagonismo o di ricerca pubblicitaria.

  9. Io credo che una persona di qualunque nazionalità possa bere quello che vuole quando vuole. Invece mi fa venire i brividi il verbo fuoriuscire usato come se fosse un transitivo (la scialacquatrice fuoriesce dalla borsetta).
    E non è questione di gusti!

    1. “Io credo che una persona di qualunque nazionalità possa bere quello che vuole quando vuole.”
      Tralasciando ogni considerazione sui russi ricchi(ne potrei parlare in altro momento) condivido questa opinione, carica di un significato profondo e che ha un valore “universale”.Vale cioè, come dicevi, per uomini e donne di ogni luogo e di ogni epoca.

      Io non lo berrei un cappuccino prima di pranzo, ma non stigmatizzerei chi prova piacere a farlo.
      Come nella morale, nel sesso, nella religione ecc… si è giunti ad una forma di relativismo, così nella degustazione alimentare si va(o si dovrebbe andare) verso un relativismo gastronomico, che rigetta le “verità assolute”.
      Stiamo(noi italiani) velocemente “cambiando” le nostre abitudini alimentari: basti pensare a quanti nuovi piatti etnici sono entrati nell’alimentazione degli italiani, portati dagli immigrati.Ed ancora, al fenomeno vegano(c’è proprio, in questa settimana, un post di Francesca Romana M. dedicato) ecc…
      Insomma la cultura gastronomica si sta rinnovando e noi vogliamo imporre ad un turista straniero innammorato del cappuccino le nostre abitudini, cioè di berlo al mattino e non prima del pranzo?

      Ma vivi e lascia vivere.

      Il vero cafone della vicenda è il proprietario dell’albergo.
      Un vero Cafonal.

  10. Come si fa a “fuoriuscire qualcosa”?
    E’ tipo scendi il cane che lo piscio?

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