di Adriano Aiello 27 Marzo 2013
jamie oliver

Mai apprezzato molto Jamie Olivier. Okay, la sua cucina pedagogica per taluni ha un certo valore culturale, però l’uomo che guadagna a scatafascio blaterando sulla cucina in 15 minuti non fa mai un piatto che alzi un sopracciglio.

Anzi guardarlo cucinare è spesso un atto di dadaismo inconsapevole.

E ora ci insegna pure la carbonara.

Mettendoci dentro i seguenti ingredienti:

320 g di penne rigate

70 g di chorizo

1 peperoncino rosso fresco

2 rametti di rosmarino fresco

olio di oliva

4 spicchi d’aglio

1 uovo

2 cucchiai di yogurt fresco senza grassi

carbonara, Jamie Oliver

Il problema è l’uso di termini italiani come cavallo di troia: l’avesse chiamata pasta con la morte invece di Carbonara nessuno avrebbe avuto da ridire. L’indignazione è tale che ho pensato di chiedere ai 10 editor di Dissapore più basiti una sentenza violenta e lapidaria. Questo è il risultato gloriosamente randomico:

1. Jamie Olivier è IL MALE ASSOLUTO. Da sempre. Il Re del mappassone.

2. Per il chorizo e lo yogurt nella carbonara dovrebbe esserci il penale.

3. Jamie, se te pio te cavo l’occhi!

4. Oliver lo yogurt dattelo in faccia.

5. Bisogna pur avere qualche principio etico. Il mio è: non leggere nessun articolo che contenga l’abominevole termine Jamie Oliver.

6. Cielo, ogni tanto mi dimentico: questa creatura si è formata prima a Clavering, nel cuore dell’Essex, poi a Cambridge. Jamie, vieni qui, amoredellamamma.

7. Ho impostato la mia carriera carbonara su una parola potente e sottovalutata: no.

8. Oliver è indegno esecutore di opere che lo sovrastano.

9. Jamie Oliver che fa la Carbonara è come dire Giordano Bruno rappresentante della diavolina.

10. Jamie, vuoi che muoro?

[Crediti | Link e immagine: Jamie Oliver.com]