di Prisca Sacchetti 30 Agosto 2013
Carlo Cracco

Cinque milioni di euro. A tanto ammonta il fatturato dei veri paperoni tra gli chef di casa nostra  –i fratelli Cerea, secondo l’ultima fotografia tratta dalle denunce dei redditi 2012.

Un ristorante tre stelle Michelin, Da Vittorio a Brusaporto alle porte di Bergamo; banchettistica nella vicina residenza Cantalupa; catering capace di servire 7 mila persone; pasticceria Cavour 1880 a Bergamo alta; scuola di cucina; consulenze per alberghi come il Carlton hotel di St. Moritz. Oggi il gruppo Da Vittorio, con oltre 150 dipendenti, è in cima alla lista delle forchette d’oro che macinano milioni.

Ma c’è un’altra figura a cui, nell’era dei MasterChef e dei palinsesti televisivi ingrassati dai programmi di cucina, bisogna abituarsi.

Il TELECHEF.

Mentre nei paesi anglosassoni è ormai routine, basti pensare a Gordon Ramsay, Jamie Oliver, Nigella Lawson o Anthony Bourdain, in Italia, oggi, telechef è sinonimo di Carlo Cracco.

Sapevamo già che il suo ristorante nel centro di Milano, due stelle Michelin, aveva chiuso il 2012 con un fatturato di 3,051 milioni (il 7% in più rispetto al 2011) e un utile netto, dopo i costi del personale (560 mila euro), di 326.244 euro (+51,5%).

Le apparizioni in tv, le copertine dei giornali, le consulenze per altri locali milanesi, il Trussardi alla Scala (ai fornelli c’è Luigi Taglienti) e il ristorante che aprirà all’interno di Palazzo Parigi, il monumentale albergo a 5 stelle in zona Brera, spingono i ricavi trasformando Cracco in una specie di one-man-holding.

Ma ieri, un articolo di Milano Finanza ha aggiunto che, oltre ad assegnarsi un dividendo di 200 mila euro, il Masterchef, prossimamente anche nelle cucine della versione italiana di Hell’s Kitchen, ha ampliato l’oggetto sociale della sua impresa.

Come dire che d’ora in poi, Cracco cucinerà anche i diritti d’immagine legati allo sfruttamento del suo nome, di quello del ristorante, e in senso più ampio della commercializzazione di tutte le sue attività.

Come la gente di mondo sa, in certi casi il pragmatismo aiuta e, scusate la brutalità, ma l’eventuale assenza del telechef dalla cucina del suo ristorante è una non notizia. O se voi foste Cracco, al netto dell’ipocrisia, la preoccupazione vi toglierebbe il sonno?

[Crediti | Link: Dissapore, Milano Finanza]