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Cicogna arrosto, cigno con le arance, gatto in umido, spezzatino di tasso. Ma ve lo immagine un ristorante dove aprendo il menù l’offerta sia questa? Tranquilli, per quelli che inorriditi stanno già arricciando il naso, il ristorante non esiste, ma nel suo libro “Ricette proibite” –sottotitolo: “Rane, asini, rondinotti, gatti e tartarughe nella tradizione alimentare”– il gastronomo e conoscitore del folklore toscano, Tebaldo Lorini, insegna proprio come preparare e servire anche gatti, tartarughe o corvi.

Un libro che ha scandalizzato e che ha attirato su di sè e sull’autore l’ira dell’associazione 100% Animalisti secondo cui: “Lorini vuole fare sensazione proponendo ricette abominevoli che qualche maniaco cercherà di realizzare a danno degli animali.”

Un discorso che regge fino ad un certo punto, perché se così fosse, allora la tv non dovrebbe neppure trasmettere thriller o polizieschi dai quali qualche maniaco potrebbe prendere spunto.

Nel frattempo, Lorini spiega che: “la decisione di mangiare un animale piuttosto di un altro dipende dalla legge e dalla sensibilità delle persone, e che ai giorni nostri sarebbe impensabile mangiare il gatto che ci fa le fusa acciambellato sulle gambe. Ma non bisogna dimenticare che per molti anni i nostri avi erano per lo più contadini e che la fame, dovuta anche alle guerre, li rendeva inclini alla realizzazione di ricette che noi non ci sogneremmo mai di mangiare”. Vero, in Italia i luoghi dove il gatto è considerata una pietanza prelibata non sono pochi ma ucciderne uno resta un reato penale.

Nel libro lo scrittore toscano passa in rassegna le abitudini alimentari dei popoli antichi per arrivare alle usanze più recenti, ad esempio quelle dei nostri nonni, mostrando come pietanze che oggi nessuno si sognerebbe di offrire ai suoi ospiti fossero una volta di uso comune.

Più un libro storico, pertanto, che politicamente scorretto. Questo mi sento di dire a chi punta il dito contro lo scrittore trasformandolo in un mostro.

Del resto, cosa dovrebbe pensare un indiano vedendoci mangiare bistecche di mucca? In India è un animale sacro: agli occhi degli Indù anche noi siamo m-o-s-t-r-i.

[Crediti | Link: Il Giornale, immagine: La Nazione]

commenti (34)

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  1. Da sempre sono dalla parte della natura e per la protezione degli ecosistemi, ma non ho mai capito perché un gatto ha diritto di vivere ed un coniglio no… O un delfino si e un tonno no… Io credo che quando non c’è di mezzo la salvaguardia della specie… Secondo me il barboncino al forno viene perfetto con quelle coscette carnose! 🙂

  2. Credo che in tanti Paesi del mondo, vedendo le bistecche di cavallo o di puledro che si servono in Italia, si griderebbe allo scandalo. Per questo pensare ad un salmì di gatto o di cane serviti in qualche parte del mondo (dignitosamente allevati e macellati) non mi produce chissà quale voltastomaco: e chi pensa il contrario ha semplicemente pregiudizi di razza (vietati dalla Costituzione) contro le mucche o i maiali (peraltro ottimi animali da compagnia).

    1. Il guaio è che gli animali non sono allevati dignitosamente, nessun animale lo è. Nemmeno macellati dignitosamente.

  3. Avatar esp ha detto:

    Beh, rane ed asini si sono sempre mangiati, e si continua a farlo. La tartaruga l’ ho mangiata in gioventù. Il gatto (almeno consapevolmente) no. Ora come ora somo interessato, per pura curiosità, ad assaggiare un pulcinotto di gabbiano reale. Comprerò il libro per vedere se c’è qualche ricettina interessante

  4. Avatar Pigi ha detto:

    Pensa che c’è gente che per non mangiare animali arriva a cibarsi di licheni! 😀

  5. Ho mangiato le braciole di asino al sugo.Ottime.
    Conosco chi ha mangiato serpenti. Ne parla in modo entusiasta.
    Non mangerei mai un cane,ma non mi meraviglio del fatto che
    alcuni lo cucinano.Si parla di relativismo etico,
    e perchè non di relativismo gastronomico?

  6. Avatar walter rossi ha detto:

    Be lo trovo molto interessante, sopratutto in tempo di crisi . Non si sa mai, magari ci sono preziosi consigli su come trattare certe carni …..perche no!

  7. Mio nonno mi raccontava che durante la guerra, in mancanza d’altro, una volta aveva mangiato un gatto, e probabilmente altre persone l’hanno fatto. A me pare che le polemiche contro questo autore siano come Alfano che si indignava perché Repubblica parlava delle ‘cene eleganti’ a Villa Certosa.

    1. ” A me pare che le polemiche contro questo autore siano come Alfano che si indignava perché Repubblica parlava delle ‘cene eleganti’ a Villa Certosa ” .

      Sembra un secolo fa.
      E sembra che ” gli italiani ” nei prossimi anni,già dal 2013,
      dovranno impararare a «mangiare grillini».