di Giovanni Puglisi 24 Marzo 2014
Ceres Rosa

Allarme Ceres! Arriva la roboante presentazione di una “birra” ROSA, com’è ROSA il sito, come sono ROSA i post-it virtuali su cui simpatici Ceres lovers e avventori casuali lasciano gustosi messaggi inneggianti a tutto ciò che di ROSA è nel mondo – con particolare attenzione a ciò che è ROSA e sulla bocca di tutti.

Lo spot in anteprima è un trailer vagamente porno-softcore a base di piscine, sfocature e frutta fresca, da discoteca bulgara. La Soft Ale dovrebbe essere nell’intenzione di Ceres una birra aromatizzata allo zenzero e lampone e dedicata a coniglietti, fiorellini e marshmallows, a quanto si legge; ad addolcire il marchio di Strong Ale più amato dagli ubriaconi e dagli studenti fuori sede.

Questi, da simpatici birbaccioni quali sono, sfruttando una vena social che affligge manco fosse l’ultima piaga d’Egitto, non hanno perso occasione per dare il benvenuto alla neonata creazione del loro marchio di benzina preferito prendendo spunto dall’originale venatura cromatica.

I commenti degli utenti spaziano dagli ingenui apprezzamenti su Barbie e politica al femminismo spinto di valorose pulzelle infervorate perché toccate nell’orgoglio di bevitrici – con reazioni tendenti generalmente al “vaffanculoiomebbevoiBarleyWinedaquindicigradiROAR” – fino ai più beceri bestemmioni da trivio e alle velate allusioni all’apparato riproduttore in tutte le sue declinazioni.

La presentazione ufficiale della birra è prevista tra 184 ore esatte: ossia all’alba del Primo Aprile… Traete quindi le vostre conclusioni.

Ceres Soft Ale

Le mie conclusioni: è un pesce d’Aprile
Perché altrimenti dovrò riconsiderare i limiti che avevo posto al genere umano (ZENZERO E LAMPONE?!).

La campagna e il minisito sono troppo sfacciatamente ROSA per essere veri. Non mi voglio arrendere all’idea che tutto il sessismo/omofobia/razzismo/odio verso il mondo reale/stereotipo dello schifo/peppa-pigging che questa bottiglietta incarna, nel 2014, possano essere veri.

È un pesce d’Aprile. Giusto?

Un’operazione di marketing a suo modo geniale, in cui però diversi aspetti avrebbero dovuto essere meglio attenzionati. Fingere un #SocialMediaEpicFail come quello in atto in questo momento sul sito della Soft Ale potrebbe essere una pratica avanguardistica e a quanto pare molto efficace per generare viralità: al contempo certi commenti andrebbero moderati, o il marchio e tutto ciò che è stato costruito finora vanno a farsi benedire (il caso Cynar insegna) – la situazione a Ceres sta sfuggendo di mano.

Se invece fosse tutto vero
(e la Soft Ale fosse in procinto di fare la sua comparsa sugli scaffali…)

In tal caso, tutta la genialità della campagna sfumerebbe, lasciando spazio soltanto a un’ingenuità abissale commessa dal comparto marketing della casa birraria.

Inoltre, il mondo potrebbe essere in grave pericolo (ZENZERO e LAMPONEEee?!!). Nascondete i bambini: il futuro (forse) è ROSA.