di Camilla Micheletti 27 Maggio 2014
Chef Rubio, Unti e bisunti 2, Milano

L’episodio di Unti e bisunti 2 più atteso della stagione? Quello etnico trasmesso ieri sera da dMax e ambientato a Milano. Dopo  la shitstorm (serve la traduzione?) che ha demolito la puntata etnica di Torino, lo chef iper-tatuato profeta dell’italico street food si è trasferito armi e bagagli a Milano per raccontare la cucina sudamericana.

Cucina sudamericana??? Ognuno fa come vuole, è chiaro, ma abituati com’eravamo a vedere un programma sul cibo di strada italiano, l’improvvisata sbalordisce.

Cutuleta niente? E un bel riso giallo col midollo, non so rane fritte, lumache, büsecca, mondeghini, pasta e fasoe, gnervitt, lingua in ümitt, ul firòn di castégn? Il paradosso è che molto cibo di strada italiano in strada non c’è, per trovarlo bisogna andare al ristorante. Con il multietnico va meglio, e allora le improvvisate della seconda stagione di Unti e bisunti diventano obbligate. Con buona pace dello spirito patriottico. 

All’inizio una coincidenza inquietante. Chef Rubio cita Bersani (“non stanno mica qui a pettinar le bambole”) nel giorno del trionfo del Pd. Poi il nostro giustifica la scelta etnica scelta accarezzando l’ego dei milanesi: “quando arrivi a Milano è un po’ come essere a New York, ti senti internazionale”. Non aspettatevi baby gang messicane, comunque, i personaggi dell’episodio sono adorabili.

A partire dal venditore ambulante di verdure sudamericane da cui impariamo che l’equazione cucina messicana = piccante ha una serie di sfumature sconosciute ai più, per esempio rocoto e ajì amarillo.

Chef Rubio a Milano, Unti e bisunti 2

Nella sosta successiva da Pocho y Sara in zona Navigli e al mercato di Porta Genova, il mercato etnico più famoso della città, Chef Rubio assaggia il ceviche, piatto simbolo della cucina sudamericana, in Italia ormai roba da hipster.

All’insegna della contaminazione il tamal, piatto afroperuviano che ha le sembianze di delizioso pacchetto di carne avvolto nelle foglie di banano.

Chef Rubio, Unti e bisunti 2 a Milano

Prima o poi doveva capitare.  Anzi, temo che l’esistenza della puntata sudamericana sia dovuta a questa gag. Il nome di Rubio, che in spagnolo significa biondo, poco si addice alla capigliatura color mogano dello chef. Presupposto per far entrare in scena Mamita, il sergente di ferro, jefa de la cocina. Dopo aver sgridato Rubio perché non è per niente biondo, decide di iniziarlo all’antica arte del combinado especial: trippa, durelli di pollo e cuore alla griglia.

Le fan adoranti del cuoco tatuato possono stare tranquille. Anche stavolta i doppi sensi vagamente pecorecci abbondano: le ragazze ecuadoregne che friggono platano e banana selvatica ne sanno qualcosa.

Al Ristorante Brembo si spinge ancora sull’etnico mescolando cucina cinese e sudamericana con il chifa peruviano. Tino e Huacho, cinesi e peruviani pure loro, si disputano il ruolo di primo chef della cucina. Nell’eterna sfida bacchetta VS forchetta, Rubio s’inserisce, fa da paciere e mangia con le mani il piatto simbolo dell’integrazione: tallarin chifa perù.

Chef rubio, Unti e bisunti 2, Maliano, combinado especial

Siamo alla sfida: il cuore di Rubio è stato trafitto dal cuore alla griglia della Mamita, giudici saranno i ballerini peruviani, entusiasti di provare il combinado especial.

Rubio corre da una parte all’altra della città per trovare mais, amarillo, trippa e durelli. La presenza della giunonica mamita lo intimorisce, se perde la sfida dovrà indossare un improbabile costume da pollo.

Perde, è ovvio. Ma persino nel costumone giallo limone Rubio non è da buttare. Peccato che qualche spettatore milanese scriva deluso nella pagina Facebook di Unti e bisunti 2: “Si vede che ti mancano i baffi… Da quando te li sei tagliati non ne fai più una giusta”.

[Crediti | Link: Dissapore, dMax, Facebook]

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