Chi sarà lo chef emergente del 2014? La parola all’esperto

Per il New York Times bisogna cercare tra le donne, sempre più rodate nel gestire brigate di cucina composte da maschi. Per il manipolo di esperti a cui Dissapore ha chiesto chi sarà lo chef emergente del 2014 le donne sono poche, appena due. Per i nomi, gli One to watch dell’anno appena iniziato per talento, intraprendenza, giovane età o esperienza accumulata (sì, anche per la barba), meritano la vostra attenzione.

davide zunino

DAVIDE ZUNINO – Antonio Scuteri, Repubblica.

Non l’ho ancora provato, ma mi dicono un gran bene del giovane chef del ristorante dell’Hotel de Paris di Sanremo. Toccherà farci un salto.

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RICCARDO GASPARI, EMANUELA TOMMOLINI, ANTONIA KLUGMANN – Paolo Marchi, curatore di Identità Golose.

Tre nomi a iniziare da quello di Riccardo Gaspari, 29 anni quest’anno, ampezzano (che è cosa ben diversa da un cortinese), ex azzurro della discesa libera, falegname mancato, con la moglie Ludovica Rubbini, bolognese di nascita e cortinese di adozione (che è cosa ben diversa dall’essere ampezzani), l’anima cucinante del Brite, agriturismo nella conca ampezzana con caseificio, il Piccolo Brite, dieci tornanti più a valle. Lì si cucinano gli animale allevati in casa e si fa tradizione con occhi al futuro (Bottura insegna).

Circa 600 chilometri più a sud, a Colonnella (Teramo), primo paese abruzzese arrivando dalle Marche (e superando il Tronto), ecco invece Emanuela Tommolini. Fino ai 29 anni si occupava di comunicazione, poi un suo progetto (e del compagno Fabio De Cristofaro) sprigimava tale sostanza da ottenere un finanziamento di 100mila euro) per aprire un ristorante. Avuta la bicicletta, si è messa a pedalare. Vegetariana, la sua è una cucina naturale onnivora: da piatti vegani a quelli di carne passando per quelli di pesce. Attualissima.

Infine, perché non uno chef già stellato, al Venissa sull’isola di Mazzorbo a Venezia? Lì Antonia Klugmann dà fondo al suo talento, in attesa di raddoppiare entro l’autunno a Dolegna del Collio, al confine tra Friuli e Slovenia, con l’Argine. Antonia, trentenne, è destinata a lasciare una traccia vera e profonda.

Matteo-Baronetto

MATTEO BARONETTO – Gabriele Zanatta, Identità Golose.

Il “secondo” più visionario degli ultimi 20 anni esce dall’ombra di Cracco per brillare di suo in un ristorante storico, nel capoluogo della regione natale: Matteo Baronetto, attesissimo al Cambio di Torino.

MATTEO BARONETTO – Federico De Cesare Viola, Il Sole 24 Ore .

Finalmente Matteo Baronetto è riuscito a costruirsi il suo percorso. Il Cambio sarà il suo doveroso e meritatissimo palcoscenico: sono molto curioso di vedere come cambierà. Baronetto è uno dei più brillanti talenti del nostro paese, grazie a idee solide e una preparazione tecnica come pochi altri.

MATTEO BARONETTTO – Carlo Cappelletti, Passione Gourmet.

Mi sentirei di scommettere su Lopriore, ma visto che poi mi direbbero che parlo sempre di lui dico Baronetto.

luigi taglienti piergiorgio parini

PIERGIORGIO PARINI E LUIGI TAGLIENTI – Carlo Spinelli, Italia Squisita.

Secondo me quelli che spaccano quest’anno saranno Piergiorgio Parini e Luigi Taglienti. Per due motivi diversi sono in lizza per dettare tendenze e conquistare la seconda stella Michelin: il primo (Osteria del Povero Diavolo) grazie alla sua maestria nel manipolare la natura, il secondo (chef al Trussardi alla Scala) in termini di classe e pulita fantasia.

dario guidi

DARIO GUIDI – Mariachiara Montera, The chef is on the table .

Sarò scontata ma per è lui: Dario Guidi, dell’Antica Osteria Magenes. Ha preso da due anni circa in mano la cucina dell’Osteria, dove convive con la madre e un buon team. In sordina ha modificato l’offerta gastronomica del locale affiancando ai tradizionali piatti lombardi (eccellenti, e sempre con un guizzo originale) i suoi piatti, frutto sì di stage e di lezioni alle cucine altrui, ma che esprimono un percorso assolutamente personale, dove l’equilibrio è un azzardo che riesce sempre.

Stanno per modificare anche la sala, e mi piace anche questo: fanno un passo alla volta, come seri imprenditori, quando arriva il momento di farlo. Osano, ma con intelligenza.

[Crediti | Link: New York Times, Dissapore. Immagini: Armadillobar.blogspot.com, Mariachiara Montera, Scatti di Gusto, nazionaledelgusto.it, Marchi di Gola, Repubblica, Gambero Rosso]

Giorgia Cannarella

23 Gennaio 2014

commenti (9)

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  1. Dany ha detto:

    Credo per l’attesa e la curiosità che sta girando su dui lui,non deluderà, Matteo Baronetto ed ed entro 1/2anni la stella michelin. Confido molto anche in Taglienti.

  2. attila ha detto:

    senza dubbio quello che saprà farsi amico il critico o food blogger più potente o che ha un grande sponsor alle spalle. Saluti a tutti

  3. l.cempini ha detto:

    Ma cosa gliene frega ai clienti di chi sarà lo chef emergente a 200 euri a cranio?

  4. Nadia ha detto:

    Senza dubbio ,per me ,Piergiorgio Parini. Fantasia e semplicità insieme…capacità di esaltare quelli che sono ingredienti poveri ,trasformandoli in qualcosa di unico e soprattutto di mai visto (..o meglio di mai sentito) ..w Parini 🙂

  5. David ha detto:

    Baronetto, Parini, Klugmann… sarebbero emergenti? A me sembra che siano emersi già da un bel pò…

    1. jpjpjp ha detto:

      giusto, anche taglienti è bello che emerso da anni e concordo sulla seconda stella a breve

  6. Massimo ha detto:

    Direi ben che emersi, e ben che amici del potente/i perfettamente indicati da Attila…la Klugmann poi è da tre anni almeno che si dichiara l’apertura del fantomatico ristorante ( ogni inizio anno si cita l autunno ) è riuscita anche ad essere JRE senza esser proprietaria di un ristorante aperto : potere della comunicazione ( in barba alle regole 🙂 ). Dateci qualche nuovo nome ! Forza!

  7. Anonimo ha detto:

    Il miglior chef emergente sarà davide zunino…gli altri sono già mezzi conosciuti..lui è conosciuto in Liguria e un po’ in Spagna…e daranno l’occasione a lui di entrare tra i grandi..

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