di Giulia Caligiuri 14 Ottobre 2013

Non c’è più religione. O forse ce ne sono troppe. Fatto sta che, a quanto pare, i Comuni italiani (ma non solo) non riescono più a stare al passo con i tempi. E con i Pastafariani. Detti anche scolapastitsti.

No, non abbiamo sbattuto la testa e nemmeno ci hanno scolato la pasta sopra, parliamo di realtà. E di gente che crede nello spaghetto volante.

Pensiamo al caso di Marco De Paolini, ricercatore universitario monzese trasferito in Messico da ormai12 anni. Pochi giorni fa si è recato al suo comune di residenza (Monza, appunto), per rinnovare la carta d’identità. Ed è stato dramma inaudito.

“Non permettono che indossi il mio copricapo religioso”

Sì perché Marco è un Pastafariano, e da vero Pastafariano indossa il copricapo religioso più tipico, ovvero lo scolapasta.

È vero: secondo il codice italiano è vietato indossare ogni forma di cappello nelle foto d’identità, tranne quelli di culto, però. E, in questo caso, proprio di cappello religioso si tratta.

De Paolini è deciso ad andare in fondo alla questione, per ottenere questo assoluto diritto, anche a costo di fare ricorso appellandosi alla Costituzione.

“Sono un ministro di culto”

E ne dà prova sventolando il certificato firmato dal fondatore del Credo.

Ma per chi non lo sapesse ancora, che cos’è esattamente il Pastafarianesimo? Fondata nel 2005 in Kansas da Bobby Henderson per contrapporsi all’insegnamento del creazionismo nelle scuole statunitensi, si tratta di una religione mondiale, con migliaia di adepti, che sostiene che la creazione dell’universo sia avvenuta per mano del Prodigioso Spaghetto Volante, PSV.

Pochi dogmi. Due per la precisione: uno è che non ci sono dogmi e il secondo indica la fallibilità del Pappa, ministro di culto supremo. Unico principio, la tolleranza.

Siti internet, giornali, libri, comandamenti scritti, persino una vera e propria Chiesa (da noi, la Chiesa Pastafariana Italiana), “Ramen!” il loro “Amen!”, la promessa di un vulcano di birra in Paradiso: i Pastafariani sembrano più che attrezzati per dimostrare che la loro non è una setta qualunque, ma un reale culto da riconoscere.

Lo Spaghetto Volante (che ha al posto degli occhi due invitanti polpette), pacifista e comprensivo, si è fatto corona di un grande numero di seguaci, armati di scolapasta e birra in mano.

Essi sono pronti a convertire anche noi.

A una sola condizione: per condire gli spaghetti si può usare ciò che si vuole, tranne i sughi pronti. Quelli sono ritenuti blasfemi: tenetevelo bene a mente.

[Crediti | Link: Corriere Milano, Teladoiofirenze]