di Camilla Micheletti 22 Aprile 2014
Hipster

L’adolescenza trentacinquenne è diventata condizione aspirazionale per tutti. La frase che avete appena letto non c’entra con questo post ma è abbastanza eccentrica per aprirne uno sugli hipster. Ormai la definizione si è talmente allargata che nel cibo hipster rientra di tutto, bio e no, artigianale e no, vegano e il contrario. Basta che sia roba figa, stramba, pure un po’ trashona, comunque eccentrica.

Meglio se di reperimento non immediato, fatta da produttori con un fatturato di poco superiore ai mille euro annui, individuata nella pasticceria più defilata del più defilato vicolo parigino o sulle pagine iconoclastiche di Vice.

Solo che con queste 20 mode gli hipster hanno davvero esagerato, sarebbe meglio che si dessero una calmata e volassero alto con le prossime.

fiori edibili

1. FIORI COMMESTIBILI

Sdoganati al grande pubblico da Federico di Masterchef questi ameni fiorellini si trovano sempre più spesso al mercato dei contadini. I quali, mica scemi, li vendono carissimi. Tanto i clienti non mancano. Gli hipster, appunto.

Topinambur

2. TOPINANMBUR

Appena diventi hipster e scopri che esiste un tubero simile allo zenzero, con la consistenza di una patata e il sapore di carciofo non puoi che pensare: “questo sì che mi farà sembrare un figo”. Solo dopo realizzi che ha molto più senso mangiare lo zenzero, le patate e i carciofi. Ma separatamente.

Ipa

3. IPA

Scontata, ma concedetemela. Niente fa più hipster che ordinare una una birra artigianale griffata India pale ale. Meglio ancora se “organic”. L’importante è che sia roba per iniziati, che capiscono le differenze, quindi anche una mild ale o una porter vanno bene nel malaugurato caso in cui manchi l’amata IPA. 

chinotto

4. CHINOTTO

All’inizio fu vera nicchia, bevevano il chinotto quelli che “la Coca Cola? mai!”. Poi Lurisia (proprietà Farinetti) si è messa di traverso con la bottiglietta sexy e gli ingredienti controllati. Un vero successo che ha fatto riscoprire Neri, Paoletti e altri marchi del passato. Poteva non diventare hipster il chinotto?

bulgur

5. BULGUR

Cous cous vade retro. Troppo mainstream. Per gli eccentrici solo bulgur, la versione fighetta ricavata dal frumento integrale spezzettato. Anche se ci mette circa il quintuplo per cuocere. Vorrete mica prenderlo precotto?

quinoa

6. CEREALE NON CEREALE: QUINOA E AMARANTO

La quinoa non è un cereale. L’amaranto nemmeno. Oltre a essere alternative affascinanti per i celiaci, i due ingredienti appagano le aspettative degli hipster per la versatilità (tortini, polpette, eccetera). Peccato finiscano sempre per usarli come surrogati del cous cous.

Barbabietola rossa

7.  BARBABIETOLA ROSSA

Dopo averla studiata alle elementari nell’ora di geografia – la coltivazione tappabuchi quando non ti ricordi qualcosa – tendi chissà perché a rimuoverla. Il colore e la consistenza molliccia scoraggiano i più. Non gli eccentrici però. Ve la proporranno, se siete fortunati, in insalate improbabili dal nauseabondo sapore dolciastro.

Caffè filtrato

8. CAFFE’ FILTRATO

L’hanno introdotto gli hipster in fieri al ritorno dal Nordamerica, colpiti dallo Starbucks che permette di portarsi il caffè nella metro. A parte questo vecchio clichè, gli hipster all’epoca non esistevano ancora. Perché continuare a berlo allora?

Rabarbaro Zucca

cynar bottiglia

9. AMARO VINTAGE: RABARBARO ZUCCA e CYNAR

Abbastanza alternativi da non fare lavori tradizionali, gli hipster almeno una volta nella vita sono stati baristi. E hanno provato tutte le bottiglie del bancone, incluse quelle dimenticate da anni. Dev’essere per questo che hanno riesumato la moda di bere Cynar e Rabarbaro Zucca.

10. LIEVITO MADRE

lievito madre

Hipster quanto gli occhialoni con la montatura nera e gli skinny jeans. Cioè talmente hipster da non esserlo più. Anche se restano dubbi sul fatto che lo sia mai stato. Ce lo vedete un universitario (buona parte degli hipster lo sono) che si ricorda di sfamare il lievito 3 volte al giorno? No, seriamente.

sciroppo acero pancakes

11. SCIROPPO D’ACERO

Il culto hipster non ammette film americani smodatamente commerciali. Casomai pancakes. Da lì, da questa specie di crespelle bombate, arriva la scoperta dello sciroppo d’acero. Dopo la vita non è più stata la stessa. Vi diranno gli eccentrici: ma sai che fa meno male dello zucchero ed è molto più buono? Risposta consigliata: se proprio devo spendere 15 euro per un liquido dolce investo in un Passito di Pantelleria.

farina, impasto, focaccia pugliese

12. FARINA MACINATA A PIETRA

Integrazione ideale del lievito madre, la farina macinata a pietra è sempre bio e multi-certificata. Ciò detto, se non ci fosse stato il pizzaiolo romano Gabriele Bonci a sdoganare quella certa marca, forse non sarebbe diventata una moda.

fave, cacao, cioccolato

13. FAVE DI CACAO/CIOCCOLATO EQUO E SOLIDALE

“Prova queste fave di cacao, scoprirai che sapore dovrebbe avere il cioccolato”. No grazie, se proprio devo preferisco il burro di cacao. No, grazie, non quello della cioccolata equo e solidale, ho visto che nascondi in dispensa le tavolette Novi.

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14. LAMBRUSCO

Gli invitati a un picnic hipster (opzione probabile visto il periodo) si portino una bottiglia di Lambrusco se vogliono fare un figurone. Dopo decenni non proprio radiosi, dimenticato il gusto dolciastro imposto dal mercato, il rosso amabile dell’Emilia Romagna è stato rivalutato, sino a diventare simbolo dei bevitori modaioli assieme ai vini biodinamici.

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15. STEVIA

Chi è a dieta e malgrado le rassicurazioni non si fida di un dolcificante artificiale tipo aspartame, amerà senza riserve questa piccola pianta appartenente alla famiglia dei crisantemi, che nasce tra Brasile e Paraguay. Bella, salutare (forse) e  sconosciuta, potrebbe aiutarvi persino stupire  qualche hipster non adeguatamente informato.

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16. FRUTTI STRANI DELL’AMAZZONIA

Volete mettere fotografare un piatto di fragole o uno di acaì? Fa tutto un altro effetto. Inoltre costringe ad andare nei mercatini etnici che assicurano sempre belle foto. Del resto uno degli slogan cari agli hipster è “Pics or it didn’t happen”.

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17.  ZUCCHERO DI CANNA

A parte che i modaioli eccentrici bevono il caffè nero. Punto. Se proprio però non resistono alla tentazione di un cucchiaino di zucchero nella tazzina, che almeno sia grezzo. Nella zuccheriera di un hipster non troverete mai del normale zucchero bianco. Banale.

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18. FORMAGGI STAGIONATI IN GROTTA

Prima erano il gorgonzola e gli erborinati che facevano salivare chi bramava formaggi rari e insoliti. Oggi qualunque cacio non stagionato in grotta di tufo per almeno 18 mesi non viene nemmeno preso in considerazione.

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19. CAFFE’ KOPI LUWAK

Per i pochi che ancora non dovessero saperlo, il Kopi Luwak è un caffè indonesiano ricavato dagli escrementi di zibetto, un parente della mangusta che mangia i semi della pianta del caffè rosso. Pare che così i chicchi mantengano le proprietà che perdono con la tostatura. Ora, se tutto ciò non è affascinate, non so cosa potrebbe esserlo. Unico problema? E’ solo per hipster dalla tasca ampia: costa da 500 a 900 euro al chilo.

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20. SEMI DI SESAMO

Indagate se vi capita di mangiare l’insalata a casa di un hipster, toglietevi uno di quei semini fastidiosi che vi si sono infilati tra i denti e chiedetevi perché metterli visto che non modificano di una virgola il sapore dell’insalata. Specie se l’amico hipster, come capita spesso, si è dimenticato di tostarli.

Sì, lo sappiamo, questa lista potrebbe continuare all’infinito. Ma per certe cose ci sono i lettori di Dissapore, specie i più hipster tra loro.

[Crediti: Immagini Flickr/ Magni Davide, ezioman, billy curtis, sametkisa, inilegAwen, Rafouuu, Otto.to.it, Fabio Viviani, Post Prohibition, Platinum Liquor]