di Massimo Bernardi 23 Giugno 2010

Si comincia. Pan di stelle. Non li mangio come gli altri biscotti. No, gratto via le stelle con i denti, poi liquido il disco bruno infilandolo in bocca per intero. Stessa cosa per i dolci con qualsivoglia accenno di glassa. Tagliatelle. Alla Pastafresca le chiedo strette ma erte, diciamo dimesione 5 della macchina per la pasta. Le condisco con un buon ragù e per 30 minuti lascio il mondo fuori: le mangio una a una (controindicazione: si raffreddano).

Macaron. Praticamente un rito. Prima giustizio il guscio inferiore, poi gratto buona parte del guscio superiore e finalmente il tripudio: lecco tutto il ripieno possibile prima di mettere in bocca quel che rimane. Facevo la stesa cosa con i Ringo (do you remember?). Banane: raramente le mangio intere, devo tagliarle a blocchetti che metto in un piatto (sessualmente represso?). Ferrero Rocher. Prima sgranocchio lo strato di cioccolato con la graniglia poi metto in bocca la nocciola ricoperta di cialda. Gelato: muovo la lingua intorno alla circonferenza, tolgo fino a quando non resta che un torsolo di gelato, solo allora rivolgo le attenzioni alla panna montata, la vera attrazione della festa (controindicazione: spesso la panna finisce in terra, occhio, ci vuole metodo). Smarties. Da bimbetto non le mangiavo se non trovavo quelle verdi. Dovevo cominciare da quelle.

Sono io quello strano-strano o qualcun altro ha abitudini curiose riguardo alle cose che mangia?