Cibo di strada: classifica dei migliori street food italiani per chi vuole aprire un food truck

Come aprire un food truck ve lo abbiamo già detto, non dite che non. Come cos’è un food truck? La vostra vecchia Ape o il furgoncino trasformati in un invitante chiosco gastronomico campione del cibo di strada. Un business che anche in Italia cresce a ritmo sostenuto, come mostrano le cifre riportate dal Sole24Ore. Non siete convinti? Allora sappiate che Milano ha appena assegnato 50 […]

Cibo di strada, Farinel on the road

Come aprire un food truck ve lo abbiamo già detto, non dite che non. Come cos’è un food truck? La vostra vecchia Ape o il furgoncino trasformati in un invitante chiosco gastronomico campione del cibo di strada. Un business che anche in Italia cresce a ritmo sostenuto, come mostrano le cifre riportate dal Sole24Ore.

Non siete convinti? Allora sappiate che Milano ha appena assegnato 50 nuovi mezzi a basso impatto ambientale, che scarrozzeranno attraverso la città specialità Dop e Igt provenienti da tutta Italia. Per la precisione 11 mezzi per gelati e pasticceria; 10 più salutisti con yogurt, spremute e frullati; 23 cui piace vincere facile con panini e focacce imbottite; 4 per le fritture e 2 devoti alla mozzarella di bufala. [related_posts]

Tutto questo a impatto ambientale minimo, dal momento che dei 50 mezzi solo 5 sfrutteranno un motore elettrico. Meglio, al cospetto di un invitante triciclo carico di mortazza faticheremo meno ad inseguirlo.

Se Milano pensa all’impatto ambientale New York ragiona su quello salutare. Perché sebbene l’immagine insalubre e poco invitante del cibo da strada sia ormai tramontata, parliamo comunque di un ambiente non irreprensibile dal punto di vista igienico, specie se paragonato agli standard dei ristoranti tradizionali.

Nella Big Apple sta per entrare in vigore un “rating”, una valutazione espressa in lettere sulla salubrità di ogni postazione food truck. Imbattersi nel classico carrettino per hot dog certificato dalla lettera “A” libererà dai dubbi i turisti, mentre di fronte a una più mesta lettera “F” sarà meglio girare i tacchi.

A questo punto, se l’idea di aprire un food truck vi sembra stimolante, siamo pronti ad assestare il colpo di grazia con una lista di 10 campioni nazionali del cibo di strada da cui prendere ispirazione.

Bello e buono Milano

10. BELLO & BUONO – Milano

Il cibo da trada è Bello e buono, altro che brutto e sporco. Nato a Milano dal bocconiano Antonio Dell’Ermo, che ha unito le forze a Vincenzo Menna, il locale possiede un’ape allestita da friggitoria mobile, con prodotti tipici della tradizione mediterranea e campana. Da citare i panuozzi farciti con salsiccia e friarielli, cuoppi colmi di fritto, a gustose pucce.

Specialità: CUOPPO DI FRITTO

pepen parma

09. PEPEN – Parma

Spaccaballe, *Panino n°1 e *Carciofa, tre nomi rustici, veraci, da strada, che evocano l’anima dello street food presente in questo piccolo locale, affollatissimo, del centro di Parma. Pepèn è stanziale, non c’è bisogno di seguirne gli spostamenti, si fatica casomai a trovare libero uno dei 10 sgabelli del locale. Da provare la tradizionale torta rustica ripiena di carciofi, ricotta, uova e parmigiano.

Specialità: SPACCABALLE – Panino all’arrosto di maiale, insalata, pomodori, ketchup, maionese fatta in casa e peperoncino fresco

Amici di Ponte Vecchio, Firenze

08. AMICI DI PONTE VECCHIO – Firenze

Un’istituzione a Firenze, non come il ponte citato nel nome ma quasi. Il gestore Stafano Masini è per i fiorentini il “Giotto dei Covaccini”, come intuibile i covaccini (le tipiche schiacciate toscane) sono i protagonisti di quest’angolo di street food stanziale, farciti con prodotti selezionati, spesso a km0, cui si aggiungono focacce e le pizze al taglio.

Specialità: COVACCINO CON STRACCHINO E SALSICCIA

Venditti porchetta

07. VENDITTI PORCHETTA – Luco dei Marsi (AQ)

Venditti+porchetta = Roma? Non solo: il chiosco della famiglia Venditti vuole che la salivazione aumenti non solo ai romani, ecco perché gira per i mercati del centro Italia, distribuendo porchetta, panini con salsiccia, polli allo spiedo, fritti misti, panini con salumi, tutto di produzione propria. Il piatto forte è la porchetta, speziata e gustosa al punto giusto. Mica un porchetta qualunque: ha vinto per due anni del titolo Porchetta Campione d’Italia.

Specialità: L’ABRUZZESE – Panino cotto sulla piastra con salsiccia Venditti, peperoni, cipolla e salsa al tartufo.

Tavola Calda Europa, arancino

06. TAVOLA CALDA EUROPA – Enna

Se bramate arancini fatti come Sicilia comanda toglietevi lo sfizio una volta nella vita da Tavola Calda a Enna. Si parte con pizze, schiacciate, calzoni fritti e al forno, ma l’arancino è il fiore all’occhiello, orgoglio siculo di questa tavola di street food, tanto da essere raffreddati su piedistalli di marmo. C’è arancino ed arancino, qui si va oltre con una specialità unica: l’arancino con ricotta fresca e Piacentinu Ennese DOPO.

Specialità: ARANCINO CON RICOTTA FRESCA E PIACENTINU ENNESE DOP

Antico Vinaio, Firenze

05. ALL’ANTICO VINAIO – Firenze

Si torna a Firenze per questa antica vineria rinata nel 1999 all’insegna dello street food grazie a Daniele e Tommaso Mazzanti. Crostini, polpette, panini e schiacciate e una serie di assaggi tipicamente toscani che sortiscono sempre lo stesso effetto: tutto esaurito e pellegrinaggio gastronomico incessante.

Specialità: LA FAVOLOSA – Schiacciata farcita con sbriciolona (insaccato di maiale fresco, aromatizzato con semi di finocchio e bagnato con il vino) e crema di pecorino

porchetta

04. I SAPORI DEL MIO PAESE – Marconia di Pisticci (MT)

Nella focacceria rosticceria di Domenico Malvasi, a parte la specialità della casa, ovvero la porchetta artigianale, fsi trovano pizza al metro, pucce, panini, focacce, hamburger, calzoni di pasta fritta, rustici, arancini, mozzarelline, crocchette, polpette e panzerotti, con materie prime del territorio e a km0. Possibile anche la formula buffet, per gli appetiti più robusti.

Specialità: PANINO CON PORCHETTA ARTIGIANALE

crepes

03. LE ROI DEL LA CRêPE – Todi (PG)

Seppure sul gradino più basso del podio, parliamo di un re, il re delle crêpe, Fabrizio Cerquaglia, che regna secondo il motto Né fast food, né slow food ma good food. Se le crêpes dolci e salate sono il piatto forte, le sue mani lavorano alacremente anche su hamburger, piadine, tigelle, hot dog, tramezzini e maxitoast.

Specialità: CRÊPE CON SELLA, PECORINO E ERBE

La Folperia

02. LA FOLPERIA DA MAX & BARBARA – Padova (PD)

Da Max e Barbara la specialità è il pesce. Bovoletti (lumachine) e masenette (granchi) lessi, polpette di gamberi, baccalà mentecato, frittelle di seppia, pesciolini in saòr, moeche fritte con polenta, cappelunghe grigliate e frittura mista. Il colpo di grazia lo assestano i mitici folpetti, moscardini non eviscerati lessati in acqua, sale e alloro e serviti poi con salsa al prezzemolo, olio, pepe e succo di limone.

Specialità: FOLPETTI

Nino U Ballerino

01. NINO U’ BALLERINO DAL 1802 – Palermo (PA)

Eccolo Antonino ” Nino” Buffa, re dello street food italiano. Nino vince con uno degli street food più rappresentativi del nostro Paese, il leggendario pani ca’ meusa, ovvero la milza cotta a vapore nello strutto. Immancabili anche arancini, pane con panelle e cazzilli, verdure fritte in pastella, insalata di polpo, pollo allo spiedo e salsiccia con patate. Ma la meusa è la meusa.

Specialità: PANI CA’ MEUSA “SCHIETTU”

[Crediti | Link: Dissapore, Il Sole24Ore, New York Magazine]

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