di Rossella Neri 4 Marzo 2015

Riparliamo del cibo di strada. Quando in House of Cards l’attore Kevin Spacey, aka Frank Underwood, politico di successo che passa con disinvoltura dalla mattanza nei corridoi del Campidoglio a quella dei maiali per la griglia, nonché famelico divoratore di costolette, siede nel chiosco di periferia dell’amico Freddy e spostando la cravatta su un lato trangugia fiero il suo pasto, sapevamo già come sarebbe andata a finire.

Tra i vegetariani incredibilmente tutto tace, eppure per la fortunata serie televisiva americana la faccenda delle costolette di maiale è diventata uno spunto pubblicitario che il 27 febbraio, al debutto della terza stagione di House of Cards ha coinvolto molte catene americane attivissime su Twitter.

Un assist ghiotto anche per quelli di Sky Italia che hanno chiamano Valeria, storico chioschetto milanese in viale Argonne (angolo piazza Fucina) conosciuto da tutti come quello delle “luride”, proponendo un’operazione maquillage per somigliare al chiosco di Freddy in House of Cards.

Per una settimana, dalle 19 alle 22, a Milano tutti (meglio se rampanti e privi di scrupoli) possono sentirsi il nuovo Abramo Lincoln, rosicchiando fino all’osso una costoletta, e possono farlo gratis se acquistano un panino.

Valeria è stato il primo e unico chiosco in Italia a partecipare alla promozione di House of Cards, è stata Brunella Boschetti Venturi, la figlia di Valeria, a dire sì alla produzione: 400 costolette di maiale cotte al barbecue e consegnate dalla produzione di Sky ogni giorno.

Alle 20:30, cioè un’ora e mezza dopo l’apertura, le costolette erano già finite, un bicchiere e un tovagliolino con la scritta Fredd’y Bbq erano tutto ciò che restava.

Brunella, evidentemente soddisfatta del successo che ha avuto la promozione, racconta che la fila ordinata di 200 persone davanti al suo chiosco non l’aveva mai vista, e che è stata una soddisfazione vedere la calma con cui i questuanti venivano a comprare panino e costolette.

Dopo le 20:30 qualcuno chiedeva pure gli avanzi.

house of cards bbqhouse of cards bbq 1

Scopro anche che il Chiosco Valeria condivide le mire espansionistiche del Freddy’s barbecue (da anni dovrebbe aprire una seconda postazione a Milano ma la burocrazia rallenta le cose), e smaltita la delusione di sapere che le costolette erano fatte altrove poi riscaldate e guarnite da Valeria con salsa barbecue (compresa la confessione di Brunella che la salsa non ce l’avrebbe messa) mi chiedo cosa resterà di tutto questo al Chiosco Valeria.

Resterà per esempio il panino “la porchetta di Francis”: panino “lurido” per eccellenza con porchetta cotta in loco, formaggio, peperoni e cipolla che avrà da oggi un nome esotico e l’aggiunta della salsa barbecue.

Più mesta l’altra cosa che dice Brunella: Expo2015 non ci ha considerato e ha preferito McDonald’s, così noi ci siamo concessi alle serie americane per essere valorizzati come aspettavamo (vabbè, contro McDonald’s..).

E siccome va bene inchiodarsi al divano facendo notte con le serie televisive di Netfix, ma la costoletta marinata all’americana potrebbe sembrare un’invasione gastronomica immotivata, ne è nato un certo dibatto. Andrea Coccia su Linkiesta ha rievocato i fasti del panino arabo dalla Valeria con tanto di leggenda metropolitana sulla rivolta degli stomaci, anche i più icapienti, dopo il quarto arabo smazzato.

Chissà se la nuova formula cosmopolita dell’arabo di Francis Underwood funzionerà comunque.

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