Etichetta, data di scadenza

Si vuole eliminare la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…” dalle confezioni di tè, caffè, pasta, riso e dai formaggi. Già non è obbligatoria nello zucchero, nel sale e nell’aceto. L’obiettivo è ridurre lo spreco, pare che ogni anno nella Ue i cittadini gettino 89 milioni di tonnellate di cibo, mentre in Italia ogni famiglia butta cibi scaduti per 515 euro l’anno. 

La causa è la nostra insicurezza. Confondiamo il termine minimo di conservazione con la data di scadenza e – spaventati da chissà quale conseguenza per la salute, gettiamo il cibo nella pattumiera.

Ricordiamo allora che la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…” garantisce la perfetta qualità di un prodotto fino alla data indicata. Ma gli alimenti conservati correttamente si possono consumare anche dopo questa data. Pomodoro, gelato, uovo, spezie, farine, riso, pasta secca, conserve: lo abbiamo già detto

La scadenza, invece, è la data oltre la quale il prodotto inizia la fase di “decomposizione” o deterioramento. 

E ora proviamo a interpretare con minore creatività di quanto facciamo abitualmente il termine minimo di conservazione (cioè il “da consumarsi preferibilmente entro…”), alimento per alimento.

Latte a lunga conservazione

1. Latte a lunga conservazione: una volta aperto va conservato in frigo e consumato entro 3 giorni.

Fagioli, ceci, conservati

2. Carne e pesce in scatola, mais, piselli, fagioli, ceci conservati: se non utilizzati completamente vanno tenuti in frigo, in un contenitore chiuso idoneo (vaschette di vetro o plastica con indicazione “per alimenti”) e consumati entro qualche giorno.

conserve di pomodori

3. Pelati, passata di pomodoro, sughi pronti, maionese, succhi di frutta e marmellate. Una volta aperte le confezioni, vanno conservate in frigo, dove però grazie alla loro acidità, resistono di più, anche se vanno comunque controllati prima dell’uso perché possono essere soggetti ad ammuffimento: in questo caso vanno gettati.

Sottaceti

4. Sottaceti e concentrato di pomodoro una volta aperti si possono mantenere in frigorifero anche per un mese, a meno che non si osservino difetti evidenti. Il consiglio, comunque, è di scrivere sulla confezione la data di apertura.

ragù di carne

5. Se cuociamo la carne nel giorno indicato come limite di scadenza, , magari per fare un ragù, non è obbligatorio mangiarla subito.

Se il ragù viene prontamente refrigerato si può consumare nei due giorni successivi, a condizione che venga di nuovo portato a ebollizione prima dell’utilizzo.

Pesce

6. Il congelamento di carne o pesce non è in grado di eliminare la flora batterica presente ma ne blocca solo la moltiplicazione. Per cui il consiglio è, specie per gli alimenti altamente deperibili, di congelarli quando sono ancora freschi per mantenerne intatte le caratteristiche.

Oppure se si teme di dover superare la data di scadenza, si possono congelare dopo averli cotti.

mozzarella di bufala

7. Se ci accorgiamo che mozzarella o ricotta sono appena scadute ma le abbiamo conservate in modo appropriato, e né l’aspetto né l’odore rivelano un inizio di alterazione, si possono usare in preparazioni da cuocere, meglio se in forno.

Possiamo scegliere, dalla pizza, alle torte salate, alla pasta al forno.

pane

8. Il pane bianco nella cassetta porta pane con il lato tagliato rivolto verso il basso si conserva per 1 o 2 giorni, il pane misto di frumento per 3 giorni, il pane misto di segale può arrivare a una settimana.

Il pane per toast ben chiuso nella confezione originale dura almeno 7 giorni.

Crostata

9. Torte, crostate di frutta e dolci con ripieno di panna, in frigorifero e coperti, si conservano per 1-2 giorni.

I dolci secchi, come ad esempio le torte lievitate durano, se ben confezionati in un luogo asciutto, 1 o 2 settimane.

Cereali per la prima colazione

10. Cornflakes, cereali per la prima colazione e muesli, se conservati in un luogo asciutto in recipienti ermetici, si conservano almeno 1 anno.

salumi

11. Capitolo affettati. Il prosciutto cotto nell’involto ben chiuso in frigorifero si conserva per 1-3 giorni. I salumi crudi stagionati, salame e prosciutto crudo confezionati durano in frigo anche 10 giorni, come i wurstel.

Il prosciutto crudo in tranci in un luogo fresco e areato si conserva per diverse settimane.

formaggi

12. Formaggi a pasta molle come Camembert e Limburger si conservano confezionati in frigorifero per 8-10 giorni, i formaggi a pasta dura in tranci, tipo Emmentaler almeno 3 settimane.

I formaggi a fette durano in media una settimana, mentre la confezione aperta di formaggi freschi può durare dai 3 ai 4 giorni.

frutta

13. Frutta: si va dai 2 giorni per fragole e lamponi tenuti in frigorifero nello scomparto di frutta e verdura, agli 8-10 degli agrumi fuori dal frigo, ai pochi giorni di ananas e banane.

Fino ai 3-5 mesi delle mele, possibilmente conservate in un luogo buio.

frutta e verdura

14. Le verdure a foglia come gli spinaci durano pochi giorni in frigo, la verdura cotta 1 o 2 giorni, le radici tipo carote e cavoli rapa fino a 8 giorni, i cavoli 3 o 4 mesi, le patate lesse con buccia 2 o 3 giorni.

Fuori dal frigorifero, al buio e al fresco, la verdura a frutti come peperoni e cetrioli si conserva per pochi giorni, le patate estive o invernali 6-8 mesi.

[Crediti | Link: Corriere. Dissapore]

commenti (6)

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  1. Avatar Daniele Liurni ha detto:

    Piuttosto che arrivare a far scadere i cibi sarebbe meglio fare una spesa oculata e commisurata alle necessita’. Il problema delle data di scadenza se lo pone solo chi compra piu’ di quello che consuma, gente senza un minimo di cultura dei consumi. Il problema date di scadenza e’ solo per le industrie e la gdo, che vogliono venderci prodotti vecchi a nostra insaputa. E periodicamente se ne inventano una per cercare di far cambiare la normativa

  2. Avatar Jacopo ha detto:

    Aggiungerei “gombloddo” e “sveglia!” per andare sul sicuro

  3. Avatar MAurizio ha detto:

    Oddio. C’è da considerare la questione “offerte” e l’abitudine a fare scorte.
    In genere faccio una spesa “dissociata”. Solo poche delle cose che compro mi servono in quel momento (in genere alimenti non stoccabili, tipo pane, uova, frutta, verdura). Il resto lo acquisto con il criterio che a rotazione, in base a quanto “offre” il mercato (iper, in genere) compro facendone scorta, quanto trovo in offerta tra i generi consumati abitualmente).
    Ho una capace cantina con cui potrei sopravvivere diversi mesi in caso di guerra o carestia 🙂
    In questi casi, il controllo delle date di scadenza (intesa sempre nella logica del “best before”) diventa essenziale.

  4. Avatar francesco ha detto:

    se la data di scadenza è indicata solo con mese e anno quando scade di preciso?all,inizio o alla fine del mese??

  5. Avatar Alberto ha detto:

    Buongiorno . Secondo me la dicitura “dopo l’apertura conservare in frigorifero e consumare entro alcuni giorni “è poco chiara. Un vasetto di marmellata da 340 g dopo l’apertura il consumo di una persona sola non può avvenire in pochi giorni.
    Distinti saluti

  6. Avatar giuseppe ha detto:

    ma un barattolo di sugo di tonno con scadenza 18/02/2017 mai aperto si piò mangiare o no