di Carlotta Girola 31 Agosto 2015
ostriche e champagne

Archiviata l’indigestione di piadina in riviera, si torna nei ranghi. Per ovvie questioni di bilancia e per letargia post-abbuffata.

E pensare che una volta, gastronomicamente parlando, l’estate era la stagione più leggera, quella in cui si riuscivano a perdere un paio di chiletti accumulati come gli orsi in inverno. Invece.

Complici l’Expo e il suo carico di piatti da provare almeno una volta nella vita, le giornate lunghe che stimolano a merende-aperitivi-cene-spaghettodimezzanotte, abbiamo fatto un po’ di tutto in questa estate.

A volte pure troppo.

E dunque, al momento di stilare il bilancio di un’altra estate che se ne va, alcune cose non le rifarei.

Segue lista a posteriori dei cibi sopravvalutati, o per lo meno di quelle che non sono riuscita a digerire della stagione da spiaggia 2015.

Risotto

10. Risotti a 34 gradi all’ombra.
Gli chef, compresi quelli blasonati, non sono proprio riusciti ad esimersi. Noncuranti dell’anticiclone torrido ci hanno regalato galattiche sudate a profusione grazie alla loro personale teoria del piatto estivo.

Magari con i fiori di zucchina, magari coi frutti di mare, che sono anche buoni per carità, ma proporre risotti a pranzo a 34 gradi all’ombra sarebbe buona cosa da archiviare.

Sagra ligure

9. Le sagre fusion.
Non ci sono più le sagre di una volta, e lo sappiamo. Ma non riusciamo a farci una ragione del fatto che una volta estate era sinonimo di sagra della porchetta, con tutto local e tutto rigorosamente tradizionale.

Questa, invece, è stata l’estate della sancita definitiva morte della sagra per come ce la ricordavamo. Benvenuta (si fa per dire) alla nuova era della sagra fusion che mette insieme la suddetta porchetta con l’hamburger di Angus.

Piramide di caprese

8. Le piramidi di caprese.
La caro, vecchio grande classicone della stagione calda, pomodoro e mozzarella, durante questa stagione è stato definitivamente sfigurato.

Per farlo sembrare sempre più gourmet e sempre meno piatto dell’ultimo minuto, invece che concentrarsi sulla materia prima, abbiamo assistito ad elucubrazioni estetiche da fare venire i previdi.

Cubetti di ghiaccio

7. Cocktail notturni senza ghiaccio.
Al baretto del nostro cuore, quello dove ci trattano come gente di casa, sappiamo perdonare un po’ tutto.

Ma c’è un limite: quando tutti se ne sono andati, le luci si spengono e gli affezionati restano nel giardinetto a tirare tardi, l’ultimo cocktail della staffa (causa serata di pienone) è quasi sempre senza ghiaccio, perchè il ghiaccio è finito. Ribelliamoci allo scempio.

spiedini

6. Spiedini alle grigliate.
Chi di voi non ha un amico che, nel momento della spesa per la grigliata collettiva, non tira fuori la vecchia storia degli spiedini? Dopo estati ed estati di sprechi, ancora non abbiamo imparato a eliminare dalla lista gli spiedini: per la metà, se vi andrà bene, saranno asciutti e con il peperone carbonizzato.

Per l’altra metà, invece, lo spirito della griglia se li sarà mangiati tutti a suon di rovinose cadute, pezzo dopo pezzo, nella brace. E’ ora di metterci una pietra sopra.

Reportage gastronomico dalle vacanze

5. Foto-reportage mangerecci delle vacanze
Non so voi, ma mai come quest’anno mi è pesata l’incontinenza da social dei gastrofighetti in vacanza.

Ho iniziato le mie giornate scorrendo immagini di granite siciliane in loco, mentre bevevo il mio caffè bruciacchiato. Ho proseguito con pause pranzo con grigliate di pesce e orizzonti marittimi e ho finito la giornata con tramonti vacanzieri filtrati con sfondo di aperitivi a base di ostriche. Roba da rosicare per tutto agosto. Ora basta.

Crudo di seppia, piazzetta colonne brindisi

4. Mania del crudo
Al mare vale tutto, ma quando anche sulle Dolomiti leggo menu comprendenti crudità marittime di vario tipo, allora abbiamo superato il limite.

Io dico basta al pesce crudo in ogni dove, torniamo a ricontestualizzare il cibo e a volare più bassi, che è meglio.

Insalata di orzo

3. Insalate di orzo
Passi la quinoa che è stata per molti la scoperta dell’estate. Vada la classica insalata di riso che è un passe par tout estivo conclamato.

Ma basta, vi prego, con le insalate di orzo o di farro che, bisogna dirlo, facevano radical chic circa 10 anni fa. Fuori tempo massimo.

Pennellate di seppia

2. Spennellate di nero di seppia
Ovunque abbiamo assistito a scempiaggini di impiattamento, ma quella che più si stacca dalla realtà è la spennellata di nero di seppia che fa tanto vorreimanonposso alla maniera dello chef della tv.

Magari in inverno si tornerà a guardare MasterChef e si avranno nuovi spunti da scopiazzare, ma intanto spero di non vedere più spennellate fuori tema.

Ostriche e Champagne

1. Ostriche e champagne da chiosco
I chioschetti sulla spiaggia, dalla Liguria al Salento, hanno passato l’estate a cercare di scimmiottare i francesi proponendoci l’abbinamento gastro-chic per eccellenza.

Ah, come mi mancano i “cocco, cocco bello” di un tempo!

[Crediti: Foto: Food52, Tangoitalia, Facebook, Pinkblog, Nonsprecare, Linkiesta, Lovelicake, Ciboperlamente]