Godiva, cioccolato, Bruxelles

Prima volta a Bruxelles. Capitale europea quel che volete ma con il centro abbastanza circoscritto : si riesce a coprirne buona parte passeggiando.

Qui il cioccolato (al pari della birra) è roba serissima: 170.000 tonnellate all’anno, prezzo medio tra 20 e 80 euro al chilo, 2000 negozi dedicati, 8 kg di consumo pro-capite. Dal 1800 il Congo è il principale fornitore di cacao.

Con Django Reinhardt in sottofondo, inizio il cioccotour di Bruxelles da Grand Place, cuore della città.


GODIVA


Primo stop da Godiva, probabilmente la boutique più blasonata. Fondata nel 1926 da Joseph Draps, cioccolatiere bernoccolato, apre il suo primo punto vendita oltre confine (a Parigi) già nel 1958, mentre negli anni Settanta passa di mano la prima volta, fino al 2007 quando diventa un affare tutto turco.

Il nome è ispirato alla leggenda di Lady Godiva.

La vetrina è ammaliante, primeggiano i coni di fragole ricoperte di cioccolato nero e bianco. Assortimento impressionante: praline, truffles, granaches, liquors, cioccolatini al marzapane, caramello, tavolette, eleganti cofanetti.

C’è spazio anche per biscotti, cioccolata calda, caffè, frappè, gelati e ovviamente la frutta (fragole, more, lamponi, ecc.) ricoperta di cioccolato. Le praline Godiva, a differenza delle altre cioccolaterie, sono più grandi e vistose.


NEUHAUS


Per scoprire la storia della pralina bisogna spostarsi nella vicina Galerie de la Reine e varcare la soglia della splendida boutique di Neuhaus.

Stile vagamente coloniale che riporta al 1857, anno in cui il farmacista svizzero Jean Neuhaus approda a Bruxelles e inaugura lo storico negozio, all’inizio un semplice laboratorio per la produzione di caramelle.

E’ suo figlio che nel 1912 inventa la prima pralina farcita, Bonbon 13, un guscio di cioccolato freschissimo (bianco, al latte o fondente) con un morbido ripieno di rhum. Oggi Neuhaus propone centinaia di varianti della primitiva pralina, come “Suzanne” con la fragola, la speziata “Grand Place”, “Tentation” al caffè o la sensuale vanigliata “Caprice” una dedica per l’attrice francese Brigitte Bardot.

Persino i “ballottin”, le eleganti scatole da confezione, sono state inventate qui, dalla moglie del cioccolatiere Jean. Come Godiva, anche Neuhaus ha superato i confini del Belgio, aprendo uno stuolo di boutique nel mondo, Italia inclusa.


CORNE’


Sempre in Galerie de la Reine meritano una visita anche altre due cioccolaterie, la prima è Cornè.

Atmosfere Art Nouveau nel bellissimo soffitto in vetro, e dentro una tempesta di cioccolato: 50 cioccolatieri lo decorano a mano seguendo le stesse ricette da ottanta anni.


MARY


Ecco un’altra cioccolateria storica,  Mary, fondata nel 1919,  anche se il laboratorio originale, in stile rococò, è in rue Royal. Tra le specialità: mousse al cioccolato bianco con cannella e mousse al cioccolato con il tè Earl Grey.


WITTAMER


In Place du Grand Sablon, da dove si raggiunge facilmente il museo Magritte, si trovano altri due classici. Il primo è Wittamer (fornittrice ufficiale della casa reale), cioccolateria nata come boulangerie nel 1910.

La specialità sono la praline farcite con crème fraîche, anche nella versione “pralinone”: guscio sottilissimo di cioccolato al latte a forma di tappo di champagne.


PIERRE MARCOLINI


Nella vicina Rue des Minimes si trova la cioccolateria più esclusiva della città: Pierre Marcolini, lussuosa boutique minimalista con una collezione di cioccolatini tra le più costose del mondo. Per 400 gr. di cioccolato si spendono anche 80 euro.

Marcolini seleziona le fave di cacao e realizzare il proprio burro di cacao, uno dei pochissimi chocolatier coinvolti in ogni fase della produzione: dalla piantagione alla boutique.

Impossibile rinunciare alle mini praline, gioia totale per occhi e palato.

Poco distante dal negozio c’è il laboratorio: spazio riservato alle classiche torte da accompagnare a una paradisiaca cioccolata calda.


LEONIDAS


Se Godiva e Neuhaus sono le cioccolaterie più famose, e Marcolini la boutique esclusiva, l’indirizzo più turistico è Leonidas.

Altro colosso della pralina (1400 punti vendita nel mondo), fondato nel 1913 dal confettiere americano di origine greco-cipriota Leonidas Kestelides a Gand. Lo stile è più spartano, nell’arredo, nell’esposizione, nelle stesse praline.

Ma il rapporto prezzo /felicità è migliore, anche per per le gaufres, cialde molto diffuse a Bruxelles. Le più quotate? Alla Nutella, che di certo non produce Leonidas.


FREDERIC BLONDEL


Il ciocco-tour prosegue con Frederic Blondel, meta irrinunciabile per gli amanti della coccolata calda, qui proposta in ogni variante possibile. Mi sottraggo per pigrizia a Laurent Gerbaud in Rue Ravenstein, chocolatier indie conosciuto per come fa convivere tra sapori apparentemente inconciliabili: dolci, salati, amari e agri.


GALLER


Concludo il giro ad elevato tasso glicemico  dove l’avevo iniziato, in Grand Place, ma ora sono da Galler, cioccolatiere dal 1976.

Stile sobrio ma assortimento creativo: cioccolatini e praline , truffes, marrons glacés, frutta candita ricoperta di cioccolato dai gusti più singolari come tè o il curry.

[Crediti | Immagini: Carmelita Cianci]

commenti (6)

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  1. Avatar Cate ha detto:

    Fatta lo scorso febbraio, anche se io ho apprezzato più la birra della cioccolata!

  2. Avatar Jaws ha detto:

    Io uguale ….birre meravigliose , Il Belgio non ha pari , e cmq parecchia ottima cioccolata ,,,,

  3. Avatar razmataz ha detto:

    io ci sono stata lo scorso settembre. è una città un po’ sottovalutata, perchè secondo me ci sono molte cose interessanti da vedere. e poi è vicina a bruges, un gioiellino. anch’io ho fatto un tour cioccolataro ma un amico chef mi ha detto i marcolini sono i migliori. non so, io ho apprezzato anche i turisticissimi leonidas 🙂

  4. Che peccato ti sia lasciata sfuggire Gerbaud! Laboratorio a vista, atmosfera tranquilla e non da “gioielleria” come per Marcolini e… il cioccolato più buono della città!
    P.S. Bruxelles = birre artigianali, preferibilmente acide! 🙂

  5. Avatar Lino ha detto:

    un aggiornamento per i diabetici

    Gerbaud ha una particolarità unica che io sappia: é l’unico a fare cioccolata fondente (amarissima) con 100% cacao senza aggiunta di zucchero (o maltitolo o stevia).
    E’ quindi l’unica “per diabetici”. Il prezzo pero’ é esoso, 95 euro/kg (siamo a livelli di Marcolini più o meno).

    Leonidas ha una gamma “per diabetici” ma hanno cambiato dicitura in una più prudente senza zucchero aggiunto (ma usano il maltitolo). Per un dibetico il maltitolo fa meno male del saccarosio ma ugualmente dà una botta glicemica per cui un diabetico non puo’ mangiare molta di tale cioccolate. Le Leonidas al maltitolo non sono cattive ma mi lasciano perplesso come gusto. Almeno Leonidas é molto più “economico” di Gerbaud, meno della metà.