di Lorenza Fumelli 27 Giugno 2013
cliente contro ristoratore, tripadvisor

Era una tranquilla mattina di giugno, ancora assonnata mi apprestavo a scrivere di cupcake e sugarcraft (certo che no), quand’ecco lampeggiare un’email nella casella di posta dillo@dissapore.com. Mittente: Deborah6778, utente “Super” di TripAdvisor con 97 recensioni e frequentatrice assidua di queste pagine.

Buongiorno lettori, state bene? Pronti alla battaglia?

Deborah6778 ci scrive preoccupata:

mi domando se chi come noi frequenta la ristorazione più o meno di qualità e ama gli chef tanto da scriverne lodi non abbia qualche responsabilità del rincoglionimento della specie

Boom. Con chi ce l’ha Deborah, che le avranno mai fatto ristoratori e chef? Ecco i fatti:

Deborah6778 e la sua amica vanno a cena in un ristorante romano a due passi da Viale Regina Margherita. Trovano l’esperienza insoddisfacente. Secondo quanto sostiene Deborah, due piatti arrivano al tavolo completamente sbagliati, l’atteggiamento del personale di sala è inadeguato, la presentazione dei vini superficiale e il contro un po’ salato.

Come sua abitudine (novantasette recensioni, ricordate?) Deb scrive un giudizio su TripAdvisor dal titolo: Vorrei ma non posso. “I piatti sono altisonanti nei nomi, ma la fattura è spesso poco al di sopra del pasticcio“, “forte pressappochismo del gestore”, “troppi piatti deludono le aspettative”, sono i punti salienti della recensione, non certo positiva.

Qui entra in gioco Mario, proprietario del ristorante, che risentito passa al contrattacco.

Sempre stando al racconto di Deborah, i due si incontrano per caso a un recente evento romano. Mario la riconosce e l’apostrofa come: “quella della recensione falsa e infangante” accusandola di aver raccontato cose che farebbe bene a ritrattare. Concetti che l’oste ribadisce anche in una email.

Infine, solennemente incavolato, replica a Deborah direttamente su TripAdvisor: “le sue affermazioni sono diffamanti, è sicura di non aver sbagliato ristorante?” “Chiederei alla Direzione di Tripadvisor di rimuovere il suo commento in quanto le affermazioni non corrispondono al vero“. Quindi conclude: “mi scriva sulla mail aziendale e non spari a zero su chi mette cuore ed anima in questo lavoro“.

Eccoci tornati dritti al tema: ristoratore imbufalito vs. cliente insoddisfatto. Ovviamente non sappiamo chi tra i due abbia ragione, ma la storia mette in rilievo due aspetti interessanti:

1) TripAdvisor, oltre al resto, è sempre più spesso un campo di battaglia per scontri buffi, a tratti ridicoli, tra clienti veri o finti e ristoratori.

2) Alcuni ristoratori (o direttori, o chef) non accettano di essere giudicati. È questo il rincoglionimento della specie di cui ci parlava Deborah nella sua mail?

Fintanto che le recensioni su TripAdvisor, i giudizi dei critici, i commenti sui blog sono positivi, tutto fila liscio: siamo amici, ci volgiamo tanto bene, “torna a trovarmi”, “ti faccio lo sconto”.

Ma se qualcuno resta insoddisfatto e sceglie di esprimere la sua opinione pubblicamente, allora apriti cielo. Non è così per tutti ma succede spesso.

Allora cos’è giusto fare? Non esprimere alcun giudizio? Esprimere solo giudizi positivi? Fregarsene delle reazioni seppur fastidiose e scomposte?

Sia Deborah che Mario, ne sono certa, ci stanno ascoltando. A voi la sentenza.