di Rossella Neiadin 7 Agosto 2014
Gin Grass, cocktail

Fosse andato in missione a Milano, invece che in Jamaica, probabilmente l’avrebbe bevuto così. Il Gin & Tonic di James Bond, quello con un lime intero cullato dal ghiaccio del bicchiere, con un’aggiunta di lemongrass, fascino liberty e vista sui Navigli si chiamerebbe senza dubbio Gin Grass.

Come i più molesti e cocciuti degli habitué, siamo tornati in pellegrinaggio al Rebelot del Pont. Il bartender di casa, Nicola Onorato, non ci ha presi a calci (non ancora) ma ci ha donato un’altra delle sue preziosissime e collaudate ricette. Pregasi riavvolgere il nastro e dare un’occhiata allo Sweet Smoke preparato qualche settimana fa.

Oltre al Gin, del quale abbiamo già parlato, il cocktail conta un ingrediente particolare e protagonista di innumerevoli e torbide storielle.

Assenzio

Parliamo dell’assenzio, il liquore di Degas e dei poeti “scapigliati”. Si ottiene distillando erbe officinali tra cui artemisia absinthium, anice verde, finocchio, melissa, coriandolo ed issopo. Veniva classificato in base alla qualità in:

Ordinario, prodottto con olii essenziali;
Semi-fine o fine prodotto con gli stessi olii o distillati;
Superiore o Svizzero, realizzato esclusivamente tramite macerazione e successiva distillazione delle piante officinali.

A dirla tutta gli assenzi si suddividono per tipologia tra Blanche, sostanzialmente incolori, e Verte, colorati (naturalmente) di un verde tenue.

Scordatevi le fiamme e le pozioni di Maga Magò, il rito va celebrato posizionando sopra il bicchiere un cucchiaio forato, e versando sulla zolletta di zucchero acqua rigorosamente ghiacciata. Una volta completato il louche, la fase di intorbidimento che rende la miscela lattiginosa, si può procedere senza indugi con la degustazione.

Pare che l‘absinthé da solo non sia allucinogeno, bisogna aggiungere qualche stilla di laudano (tintura di oppio) per cominciare a vedere i Rosa Elefanti che ondeggiano. Me l’ha detto Johnny Depp nella vasca da bagno, o forse era Fabio Cagnetti in chat, non ricordo.

Gin grass, cocktail, preparazioneGin grass, cocktail, preparazione

La ricetta

Ingredienti:
1 rametto di lemon grass
5 cl di Gin
1 zolletta di zucchero piccola
succo fresco di ½ lime
top di soda

Prima di procedere con la ricetta e incrementare la quota pignoleria, vi riporto ciò che ha scritto Federico Mastellari, titolare della “Drink Factory” e volto del Gambero Rosso Channel, sulla tecnica “Shake & Strain”:

“La tecnica prevede di “shakerare” gli ingredienti e poi filtrarli in coppette raffreddate o (se long drink o richiesto) in bicchieri colmi di nuovo ghiaccio. Per filtrare è possibile usare, oltre allo strain, un colino conico, per rendere il tutto più puro e cristallino (double strain).”

Gin grass, cocktail, preparazione

Con queste parole scolpite nelle tempie vado avanti a rullo e comincio a pestare il rametto di lemongrass con un muddler (pestello).

Aggiungo il resto degli ingredienti nello shaker, ghiaccio fino in cima e comincio ad agitare.

Verso in una coppetta gelata e sporcata con l’assenzio, filtrando con uno strainer e versando a filo attraverso un passino a maglia fine.

Decoro il bordo del bicchiere con un fusto di lemongrass, tentando maldestramente di non farlo cadere, aggiungo la soda e butto giù un sorso. In fretta, altrimenti si scalda ed è un peccato.

Gin grass, cocktailGin grass, cocktail

Ripenso a James Bond e al Dottor No, al fatto che non ho un acquario, niente sardine e tantomeno balene.

Eppure, se proprio dovessi scegliere da che parte del vetro stare, propenderei senza dubbio per quello del bicchiere.