di Cristina Scateni 3 Agosto 2012
pomodori

Beato pomodoro, il più amato dagli italiani, idolatrato, utilizzato in ogni dove, conservato, tagliato, cotto e crudo, protagonista indiscusso di milioni di ricette. La morte sua in questa stagione, oltre che strofinato sopra al pane, è l’insalata di pomodori (con annessa scarpetta finale, ça va sans dire).

Ma aprendo il banale tema tra amici ho scoperto che non se ne viene fuori. Le varianti sono infinite e ovviamente ognuno detiene il titolo di campione in carica del “miglior preparatore al mondo della migliore insalata di pomodoro”.

Snoccioliamo il tema.

LA SCELTA DEL POMODORO
Partiamo dalle basi. La scelta della varietà di pomodoro è fondamentale. Data per scontata la stagionalità e la bontà del prodotto, ecco che il mondo si divide in solo San Marzano, Cuore di bue per forza, quello di Sorrento, il Costoluto Fiorentino, assolutamente Camone sardo. Quello che si vergogna e dice per ultimo Ciliegino, ma anche Pachino. Poi ci sono quelli che in disparte ti guardano e non sanno assolutamente di cosa tu stia parlando così animatamente, pensano prima che siano nomi di santi o feste paesane, poi alla pazzia. La tua. Vagli a dire che anche del cuore di bue esistono più varietà.
Io: Scelgo il cuore di bue, buccia sottile, polpa abbondante, pochi semi.

COME TAGLIARLO
Il dibattito sembrerà finito dopo un’ora a parlare di varietà. No, mai. Altra ora a discutere di come si taglia: a fette, a pezzettini, a cubetti, a spicchi grossi, spaccato in due. Evidentemente dipende molto dalla varietà del pomodoro che scegliamo.
Io: lo preferisco a fette.

ERBE AROMATICHE &CO
Un punto dolente. Qui intervengono le provenienze, le tradizioni, a volte anche le convinzioni. Per finire, i gusti personali e la seppur lontana possibilità di ricredersi. Aglio a spicchi che poi si toglie prima di servire, aglio a pezzettini, origano fresco, basilico spezzettato a mano, basilico julienne, origano secco, prezzemolo, erba cipollina.
Io: esiste solo il basilico spezzettato a mano. A volte l’aglio a pezzettoni. Mi piace anche l’origano fresco, ma non vince mai.

CONDIMENTO
Il sale entra a pieno titolo nel dibattito e Maldon sembra essere diventato nostro fratello “uso solo il sale di Maldon”, “per me Maldon”. Ammetto che nell’insalata di pomodori e in altre ricette e preparazioni ci sta davvero bene, ma non uccidiamo il sale fino. D’altronde nelle ricette, in quasi tutte, c’è ancora il rassicurante e generico “Sale e pepe” in fondo. L’olio extra vergine d’oliva invece non è in discussione e non si discuterà qui la tipologia. Rischiamo di allungare troppo. Ci sono poi gli eretici dell’aceto, ma solo quello di mele, per carità balsamico, suvvia aceto di vino.
Io: sale (di Maldon, lo ammetto) e olio extra vergine d’oliva.

ALTRI ORPELLI.
Chi non ce la fa proprio a consumare in pace una gradevole insalata di pomodori, aggiunge a piacere (o a vanvera) cetriolo, mozzarella (detta anche “sindrome da caprese per forza”), cipolla, tonno. Dopo di che, c’è solo la denuncia.
Io: non se ne può proprio discutere.

L’idea che ognuno di noi ha della preparazione delle ricette, anche le più disarmanti e semplici come questa, è sempre travolta dalla dura realtà. Per esempio i tuoi amici che vogliono convincerti della bontà del prezzemolo nell’insalata di pomodori e tu che vuoi solo abbracciarti stretto stretto ad un pomodoro cuore di bue e non sentirli.

A voi la questione, come la fate l’insalata di pomodori?

[Crediti | Immagine: Gourmet]