di Massimo Bernardi 27 Giugno 2013
patatina fritta

Non c’è posto al mondo che ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purchè sia una cucina, un posto dove si mangia e si fa da mangiare.

È cosa universalmente riconosciuta che non sei tipo da frugalismo spirituale ma nemmeno un ghiotto, mangi spesso piatti microscopici con nomi chilometrici e/o inpronunciabili impronunciabili. Sei avventuroso e raffinato, ma lavori più di pollice (sulla fotocamera) che di papille gustative.

Non vai a mangiare una pizza con la famiglia, preferisci cene a base di spaghetti Benedetto Cavalieri a elevata porosità essiccati su tralicci in legno dove si mangia e si parla di ciò che hai mangiato, così da annusare, gustare e digerire in un più alto stato di consapevolezza.

Non guardi geloso i piatti altrui, perché dovresti: coltivi come un neonato il lievito madre, ti rimbocchi dovizioso le maniche della camicia per passare i pomodori ad agosto, sei un gran cercatore di funghi, tutti i tuoi piaceri si raccolgono intorno alla tavola senza sensi di colpa grazie a un metabolismo miracolato. Giusto qualche pasticca per limitare l’assimilazione dei carboidrati.

Ma non puoi essere solo così.

Confessami, o foodie, i tuoi piccoli insani segreti. Quelli che danno molto piacere e di cui ci si vergogna, passione di partenza l’Haagen-Dazs al Baileys (Macadamia Nut Brittle se non lo trovate).

C’è qualcosa che ami mangiare e che i tuoi amici giudicherebbero, “Ew strano!”, che bollerebbero “Ew schifo!”, che glosserebbero “Ew ma allora non ti vuoi bene”.

Tipo:

— Patatine fritte! Ho una passione incontrollabile per le Pringles. Alla paprika. Se le compro ne mangio un tubo intero.

— Fish&Crock Findus: triangoli di merluzzo avvolti in un guscio di patatine fritte. Sembra un addiction tenera ma la panatura di patatine fritte è un’idea geniale e malvagia.

— I supplì di Franchi in via Cola di Rienzo a Roma, la più ragionevole resistenza al  minimal-kitsch o ai diktat dietetici genere mi immolo e mangio sano.

— Paella Ricca 4SIP: i tentativi di trasmettere un atmosfera un’atmosfera festaiola producono risultati non memorabili, ma la Paella 4 salti in padella è subdolamente buona e costa circa 3,50 euro al supermercato.

Allora, questi insani segreti?

[Crediti | Immagine: Flickr/ByBBR]