di Camilla Micheletti 8 Agosto 2014
ketchup

Brunetta che legifera su come dobbiamo conservare la scorta alimentare, ve lo immaginate? Noi scherziamo, ma in queste ore gli inglesi si stanno chiedendo se devono davvero temere l’intrusione dei loro politici fin dentro il frigorifero di casa. Ieri un intervento a gamba tesa del sindaco di Londra Boris Johnson ha scatenato un putiferio.

In una delle sessioni di #askboris (vi giuro, esiste davvero e NON è la serie tv) l’improvvido primo cittadino ha dichiarato che, fregandosene delle  regole sulla sicurezza alimentare, specie le istruzioni che accompagnano marmellate, salse e conserve, lui il ketchup se lo conserva nella dispensa di casa, a tenerlo in frigo non ci pensa proprio.

Una rivelazione, praticamente un coming out per chi come gli inglesi a ketchup e conserve tiene molto (pensate al chutney). Al punto che il Daily Telegraph si è sentito in obbligo di interpellare una serie di esperti su quali siano le corrette  pratiche per la conservazione di salse e marmellate.

Sono venute fuori cose molto interessanti: una discussione anche accesa che, parafrasando Shakespeare, è stata subito ribattezzata “To Fridge or not to Fridge”.

Secondo gli esperti consultati dal quotidiano britannico, visto il crescente interesse dei consumatori per il tema alimenti e salute, molti produttori di ketchup hanno ridotto la presenza di due ingredienti, sale e zucchero, due potenti conservanti naturali spesso associati a carichi calorico eccessivi e all’insorgere di malattie come l’ipertensione. Ragione per cui è prudente rifarsi alle indicazioni delle etichette in quanto “ogni produttore sa cos’è meglio per i suoi clienti”.

Teoria che sconfessa il sindaco di Londra e la sua preferenza, venata da un filo di snobismo, per la dispensa.

Non solo ketchup. Nell’articolo del Telegraph si parla anche di altri alimenti, e degli errori che spesso commettiamo senza rendercene conto. Per esempio:

Marmellata: in frigo, specie se fatte in casa e una volta aperte. La bassa temperatura contrasta il formarsi delle muffe.

Salsa di soia: bisogna distinguere tra salsa con poco sale e salsa salata, che si può tranquillamente tenere in dispensa.

Uova: si conservano più a lungo se conservate in frigo

Maionese: una volta aperta, sempre nel frigo.

Burro: può stare fuori dal frigo, tenuto in un piattino ma solo in piccole quantità e non più di un paio di giorni. Altrimenti nel frigo.

– Pomodori: fuori dal frigo mantengono intatto il sapore. Se volete che durino più a lungo metteteli in frigo.

Pane: nel frigo si secca più in fretta, ma almeno non ammuffisce.

Sottaceti: dipende, sempre meglio leggere l’etichetta. Da conservare tassativamente in frigo se fatti in casa.

Breve aneddoto personale. Da feticista della salsa non tengo in frigo la senape. Per comprarla dagli stessi produttori artigianali che mi avevano stregato due anni prima ho atteso una nuova edizione di Cheese, evento biennale che Slow Food dedica ai formaggi dove ho imparato che la senape non si conserva in frigo, pena l’acquetta molesta che sale in superficie.

[Crediti | Link: The Telegraph ]